Il pagellone del #calciomercato

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E adesso si vota. Ecco le pagelle del calciomercato della Serie A. Con una avvertenza molto importante da tenere in considerazione: a noi dei soldi che le società di calcio spendono, delle operazioni economicamente intelligenti, delle prospettive, frega il giusto.

Quello che conta è: insomma alla fine del calciomercato, una squadra è migliorata o peggiorata? Ecco allora gli unici voti che troverete in giro che tengano conto solo di quanto sia migliorata o peggiorata una rosa, ovvero l’unico parametro tecnico che conta nel calcio. Perché alla fine un calciatore capace di fare la differenza conta più di 10 che passano e vengono rivenduti l’anno dopo.

ATALANTA 6 – Impresa: riuscire a mantenere la sufficienza nonostante la mole di cessioni. Intelligenti operazioni con Ilicic e De Roon, lungimiranti con Vido e Orsolini, e occhio alle sorprese Gosens e Hateboer.

BENEVENTO 6.5 – La rosa rimane appesa alla retrocessione. Però colpo di reni finale importante con Iemmello e Antei, più l’esperienza di Letizia che era arrivato precedentemente. Peccato aver dovuto lasciare Ceravolo e Cragno.

BOLOGNA 5 – Rischia di tirare troppo la corda. L’organico è praticamente lo stesso dell’anno scorso, e anzi è stato perso il mestiere oscuro e però prezioso di uno come Gastaldello. Sicuramente Donadoni ha motivo di essere scontento.

CAGLIARI 5 – Perché un voto così basso alla squadra che ha appena fatto con Pavoletti l’acquisto più costoso della sua storia? Perché comunque è un acquisizione che va a riparare la partenza di Borriello, mentre per il resto sono stati persi buoni rincalzi.

CHIEVO 5 – Il nulla. Inglese è un’operazione che si concretizzerà in futuro, quindi ai fini tecnici non interessa. Nel frattempo è arrivato Tomovic e poco altro, e sono stati persi elementi esperti. Si chiede a Maran l’ennesimo miracolo.

CROTONE 5 – Fuori Falcinelli e dentro Budimir, ci può stare. Ma fuori anche Rosi e Ferrari, che avevano avuto il loro ruolo nell’impresa dell’anno scorso. Difesa da ricostruire, livello ancora più difficile per Nicola.

FIORENTINA 3.5 – Negli ultimi 15 giorni Corvino è riuscito a trasformare un mercato suicida in uno disastroso. È già qualcosa. Formazione titolare totalmente smantellata. In difesa è rimasto solo Astori. Pioli avrà bisogno di tanto tempo.

GENOA 5 – Mai dare per spacciato Preziosi. Vende Simeone, e pensi che la sua ora sia arrivata. Ed è vero che il voto è insufficiente, ma intanto rifà la squadra con Lapadula, Bertolacci e un altro paio di scommesse interessanti, compreso l’azzardo Centurion. E se Juric dovesse rifare l’incantesimo…

INTER 5 – Se i giovani presi si riveleranno tutti dei crack, allora il voto schizzerà in alto. Ma può una squadra che sembra voler puntare al podio, che ha preso l’allenatore arrivato secondo, che sul mercato doveva correre quando gli altri potevano permettersi camminare, può insomma una squadra simile terminare il mercato affidandosi ai giovani?

JUVENTUS 6.5 – Intendiamoci: se il mercato l’avesse fatto un’altra italiana, sarebbe stato perfetto o quasi. Ma l’XI dell’anno scorso non è migliorato, e gli acquisti – ottimi per carità – in verità non vanno a supplire la carenza strutturale al centro del campo: Matuidi dà corsa ma non comando. Per non parlare del vuoto carismatico creatosi con la cessione di Bonucci, e del deficit di qualità in campo internazionale che forniva Dani Alves.

LAZIO 5 – Economicamente un capolavoro. Ma tecnicamente, interessante l’acquisto a poco di Caicedo e l’arrivo di Nani, però Biglia e Keita l’anno scorso erano anima e azione, qualcosa di difficilmente sostituibile a breve.

MILAN 8.5 – Nemmeno il milanista più fiducioso poteva aspettarsi tanto. Per la perfezione manca giusto il colpaccio di livello internazionale tipo Aubameyang. Ma è storico lo scippo di Bonucci. Rifatta la squadra, rifatta la panchina, adesso c’è da fare le vittorie.

NAPOLI 5.5 – Arrivato Ounas, partito Pavoletti. Questo è tutto. D’accordo che si è tenuto tutto il meglio, ma questo è il voto a quanto è migliorata la rosa. E non ha senso essere rimasti con 65 milioni di € in pancia quando entri nella stagione dell’occasione unica.

ROMA 7 – Piccolo capolavoro di Monchi. È riuscito a guadagnare pur comprando il giocatore più costoso della Roma. Tecnicamente sarà difficile rimpiazzare Salah, ma quello che poteva essere fatto è stato fatto e bene.

SAMPDORIA 5 – Si è comprato bene, per carità. Ma si è anche venduto tanto. C’è materiale per confermarsi, difficilmente per migliorarsi. Se succederà, dovranno ringraziare esclusivamente Giampaolo.

SASSUOLO 4 – Fine delle ambizioni? È arrivato Falcinelli, ma sono partiti Pellegrini, Defrel, Iemmello e Antei. Sarà ancora sufficientemente profondo il pozzo del talento del Sassuolo? L’anno scorso già si sono visti i primi limiti.

SPAL 6.5 – Borriello e Paloschi sono due attaccanti da buona Serie A, non solo da Serie A. Sforzo economico importante, ovvio il dubbio è sul resto della rosa non dello stesso livello tecnico. Ma il fattore Semplici promette di moltiplicare.

TORINO 7 – Economicamente è un botto, tra il trattenere Belotti e il piazzare Zappacosta a 25 milioni di €. Ma soprattutto la formazione titolare è stata ritoccata verso l’alto in ogni reparto. Ha i mezzi per essere la sorpresa dell’anno.

UDINESE 5 – Altro giro per l’Udinese. Partito il ciclo di Thereau e Karnezis, c’è da rilanciarne altri. Niente di nuovo, è la filosofia della casa, ma certo si lavora per al massimo tornare a confermarsi al livello dell’anno prima, mai per migliorarsi.

VERONA 6.5 – Il 31 agosto ha cambiato la prospettiva. L’arrivo di Kean e del giovane coreano Lee potrebbero la rotta tecnica – per lo meno in attacco, mentre in fase difensiva il gap rimane marcato, e molto.

 

(Credits: La Presse)

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