Carles Puyol, más que un capitán

Carles Puyol, más que un capitán

Carles Puyol, más que un capitán

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Umiltà sempre, paura mai.

È un po’ il motto della sua carriera, lo specchio del suo carattere da grande guerriero, ma mai sopra le righe.
Puyol mette la faccia dove qualcuno avrebbe paura a mettere il piede… Però poi è un esempio per tutti in campo. È stato uno dei grandi.” Dirà di lui nientemeno che il leggendario Franco Baresi, che forse rivedeva in Carles qualcosa di se stesso nella lotta, nel sacrificio, nella leadership. Sono proprio questi i valori che descrivono perfettamente Carles Puyol e che gli hanno permesso di diventare un perno imprescindibile nel corso degli anni al Barça.

La sua evoluzione, la sua “formazione” nelle varie categorie giovanili sarà molto bizzarra. Da ragazzino “assaggia” praticamente tutti i ruoli del campo, prima di specializzarsi in quello che poi diventerà il suo habitat naturale, il ruolo del difensore centrale. Inizia a giocare nel Pobla de Segur, un piccolo club catalano, addirittura come portiere, per poi dilettarsi attaccante dopo un infortunio alla spalla. Nel 1995 entra a far parte della “masía” del Barcellona, dove inizialmente giocherà come centrocampista difensivo. Nel 1997 inizia a giocare nel Barcellona B e verrà spostato
terzino destro. Di lì a poco arriva anche l’esordio con la prima squadra, lanciato dal tecnico olandese Louis Van Gaal sempre nella posizione di terzino destro. E nonostante il Barça fatichi a competere sia in Spagna che in Europa, saranno comunque anni molto positivi a livello personale per il giovane Carles, che si impone sempre più come punto fermo dei blaugrana.
Il 2003-2004 è la stagione della svolta. Ormai spostato al centro della difesa, Puyol diventa, su suggerimento della squadra all’allora allenatore Rijkaard, il capitano del Barcellona.
Da lì rischierà una “tendinite” alle braccia a furia di alzare trofei.

782 partite e 21 titoli totali in carriera tra Barcellona e Spagna: 3 Champions League, 6 campionati spagnoli, 5 supercoppe di Spagna, 2 supercoppe europee, 2 mondiali per club e 2 coppe del re con il club catalano, una Coppa del mondo e un europeo con la Spagna. Sono i numeri impressionanti del difensore catalano, un vincente nato, una vera forza della natura, un leader riconosciuto da tutti.
“Era sempre il primo agli allenamenti, quello che tirava il gruppo, l’ultimo a mollare ad ogni partita. Un esempio, un vero capitano: indubbiamente è uno dei migliori giocatori nella storia del Barcellona.” Parola di Pep Guardiola che con il difensore catalano ha vinto praticamente tutto e a cui deve moltissimo. Perché lui è stato uno dei centrali più forti al mondo, perché non si piangeva mai addosso, perché trascinava i propri compagni con i suoi atteggiamenti esemplari. Anche Ronaldo, il fenomeno, uno di quelli che forse più ha messo in difficoltà il gran capitan nei ‘Clasici’ spagnoli, ha usato parole al miele per lui. “Puyol rendeva il calcio uno sport più leale. Come difensore era molto duro, ti stava sempre sul collo: ti menava anche, ma era sempre molto leale, molto educato”. Ma “El Tiburón” come detto non è stato una colonna portante solo con la camiseta azulgrana. Ha indossato la maglia della nazionale spagnola per ben 100 volte, diventandone anche capitano e vincendo la prima storica Coppa del Mondo nel 2010, oltre che l’Europeo nel 2008, perdendo per infortunio la possibilità di
rivincerlo poi nel 2012. Tra l’altro è proprio durante l’indimenticabile mondiale sudafricano che segnerà il gol più importante della sua carriera, con un colpo di testa prorompente e preciso contro la Germania in semifinale, che spedirà la “roja” dritta in finale.

Ma oltre alle sue indiscutibili qualità calcistiche e alla sua importanza nello spogliatoio di due squadre che hanno fatto la storia, la cosa che più risalta in Carles Puyol è il grande rispetto che ha sempre avuto nei confronti degli avversari.

Mai banale, sempre sul pezzo, pronto a rimproverare i compagni se provavano a fare i furbi o a fare esultanze provocatorie e irrispettose. Chiedere ai vari Piqué, Dani Alves, Thiago Alcantara, i casi più noti.

Un vero capitano a tutto tondo, un vero esempio, un vero signore del calcio: Carles Puyol, más que un Capitán.

 

(Credits: Getty Images)

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