La fine dell’era Barcellona?

La fine dell’era Barcellona?

La fine dell’era Barcellona?

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Leggete bene questa formazione: Ter Stegen; Sergi Roberto, Piqué, Mascherano, Jordi Alba; André Gomes, Busquets, Iniesta; Messi, Suarez, Neymar.
Fa spavento solo a nominare ogni singolo giocatore. Eppure non è mentalmente entrata in campo in un ottavo di finale che, in un amen, è stato consegnato alla storia come l’ultimo capitolo dell’era Barcellona. La premessa nasce da un pesantissimo 4-0 subito dal Paris St Germain che nei confronti diretti era sempre uscito male (con l’eccezione di un confronto nella stagione 94/95 nel quale i parigini passarono il turno).
Senza voler togliere niente ad una squadra come il Paris St Germain, che da anni costruisce rose supersoniche frantumate dal muro della realtà, la netta sensazione è che, oltre alla grandissima prestazione ci sia stata una plateale distanza dalla partita da parte dei catalani.
Presi a pallate dal primo minuto, nessuno, a partire da Messi, ha opposto resistenza, tanto più che il giocatore argentino ha perso 18 palloni e mai tirato in porta.
Neymar ha impiegato un’ora a capire dove si trovava, Suarez spettatore più vicino al campo , Iniesta invecchiato dieci anni nei 90 minuti, Pique bolso e Jordi Alba travolto nel confronto con Di Maria.
Se l’analisi è tanto impietosa è perché non esista la disparità vista in campo, tale da giustificare una gara tanto squilibrata, come quelle che si fanno tra amici al campetto e le formazioni vengono decise all’ultimo.
Il rendimento è stato tanto inaccettabile da far sorgere il dubbio che la squadra giocasse contro Luis Enrique. Non è così naturalmente ma colpisce il nervosismo palesato dal tecnico blaugrana al termine del match,  in particolare nei confronti di un giornalista.
Non è però la fine dell’era Barcellona.  Prima di tutto perché  nella Liga, dopo un inizio difficile ha ripreso il cammino con risultati convincenti, anche se il torneo sembra compromesso, se è vero che il Real è sopra di un solo punto ma ha due gare da recuperare.
Dall’inizio dell’anno il Barca ha sempre vinto, ad eccezione della partita abulica giocata a Siviglia contro il Betis e pareggiata miracolosamente, ha stravinto le ultime due gare di campionato (3-0 al Bilbao e 0-6 all’Alaves) e ha eliminato l’Atletico Madrid dalla Copa del Re.
Sono  elementi sufficienti per stabilire che, dopo più di dieci anni, ai vertici assoluti si materializzano stagioni che rappresentano passaggi a vuoto capaci di motivare la società a fare scelte più coraggiose e meno conservative.
I leader dei catalani invecchiano: Pique ha 30 anni, Iniesta 32, Messi 29 e Mascherano, che pure parte dalla panchina 32. Tuttavia il resto della squadra ha un’età media decisamente più bassa e, per il futuro, la volontà è quella di portare Verratti per l’ideale passaggio di testimone con Iniesta e la prosecuzione di un gioco votato al controllo palla e rapide verticalizzazioni.
Verratti, come ha ulteriormente dimostrato nella sfida di Champions, è il giocatore migliore per proseguire su questa strada.
Il problema sarà sostituire Messi tra qualche anno e capire a quale allenatore affidarsi dalla prossima stagione. Se Luis Enrique non fa il super miracolo, mai riuscito a nessuno nella storia, di recuperare il passivo di 0-4, la prima eliminazione della storia blaugrana agli ottavi di Champions segnerà per lui l’addio a fine stagione.
Resta il fatto che il Barcellona, nonostante tutto, non ha ancora esaurito le munizioni.

 

(Credits: La Presse)

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla scorsa stagione è opinionista per Mediaset, con particolare riferimento al canale Premium sport. Collabora con la medesima funzione anche con le emittenti televisive Telelombardia, Antenna 3 e Top Calcio 24. De Carlo è anche conduttore di show televisivi presso tv private come Canale Italia, Odeon TV e Tele Milano, con cui collabora dal 2008. Proprio su Tele Milano (canale 12 dig. terrestre in Lombardia) va in onda il suo programma dedicato al cinema: I Cinematti, che ha anche una versione radiofonica su Radio Milan Inter presso la quale va in onda il programma quotidiano: "Quella sporca ultima rete". Lapo De Carlo è anche consulente come esperto di comunicazione e public speaking presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Bicocca di Milano dove tiene laboratori inerenti alla materia. Da qui la sua collaborazione con aziende per aggiornamenti professionali legati a questa materia. Dal 1991, in parallelo alla carriera radiofonica, presenta numerosi eventi. Qui il suo sito che si occupa di comunicazione www.lapodecarlo.it

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