Christian Pulisic: l’americano di Croazia

Christian Pulisic: l’americano di Croazia

Christian Pulisic: l’americano di Croazia

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“Cos’è? Un classe ’94 o ‘95?”, questa la domanda più ricorrente tra gli appassionati che lo vedono all’opera. E invece no: si parla di lui già da due anni e mezzo, eppure Christian Pulisic fa incredibilmente parte della nidiata 1998, spegnerà 20 candeline soltanto a fine estate. Accendiamo i fari sull’ultimo gioiello della pregiata oreficeria Borussia Dortmund, che attualmente detiene i diritti alle sue prestazioni sportive fino al 30 giugno 2020.

SCENARIO

All’ombra del mitico Muro Giallo 12 gol e 20 assist nelle 97 partite sin qui disputate in prima squadra, dopo aver fatto sfracelli con le formazioni Under 17 e Under 19: 14 reti e 13 passaggi vincenti ai compagni nelle 25 presenze totalizzate in un annetto scarso. Personalità da veterano a dispetto dell’età, Pulisic da subito ha iniziato ad inanellare record nel segno del “più giovane” calciatore del BVB ad essere sceso in campo in Champions League; straniero a segnare un gol in Bundesliga; giocatore (tedeschi compresi) a realizzare una doppietta nel massimo campionato, nazionale Usa ad andare a segno in una gara di qualificazioni mondiali. Nato a Hershey, in Pennsylvania, il 18 settembre, nelle sue vene scorre sangue statunitense, ma le origini della famiglia sono croate, il suffisso “ic” ereditato da nonno Mate non mente. Entrambi i genitori giocavano a pallone, papà Mark allena tutt’oggi a livelli inferiori, ma l’amore vero per il calcio, in un Paese in cui basket, baseball e football (americano) la fanno da padrone, scoppia nell’anno vissuto da bimbo in Inghilterra. Christian aveva 7 anni quando mamma Kelley ottenne una borsa di studio per insegnare a Brackley, nei pressi di Oxford, e sbarcò in terra d’Albione con famiglia al seguito. “Dopo la scuola passavo tante ore nel parco a giocare con i miei compagni. Allora il pallone era soltanto un divertimento, ma se oggi la mia vita è questa lo devo anche a quella magnifica parentesi”.

CARRIERA – CARATTERISTICHE TECNICHE

Gli anni della formazione, dopo un veloce passaggio nel vivaio del Michigan Rush, trascorsi nel PA Classics guidato anche dal padre. Christian inizia ad emergere per le performance con le juniores degli Stati Uniti, in particolar modo con l’U17 che nel 2014 leva al cielo la Egean Cup in Turchia: gli scout del Borussia prendono nota e poi gli propongono il provino che si rivelerà decisivo. Classe sopraffina, eccellente nel dribbling e nell’ultimo passaggio, pur essendo un destro naturale si destreggia molto bene anche con il mancino. Fisico agile e scattante, collocabile a piacimento nella batteria di esterni e trequartisti alle spalle dell’unica punta nel 4-2-3-1, in generale Pulisic ha le caratteristiche per imporsi in qualsiasi sistema di gioco e – azzarderemmo – zona di campo, grazie all’intelligenza tattica propria di chi sa leggere i vari momenti dell’azione, ma un attimo prima degli altri, così da ripiegare, inserirsi o allargarsi per farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. A livello di Nazionale maggiore, dopo una trafila da urlo nelle giovanili Stars & Stripes, sono 21 le apparizioni (con 9 gol all’attivo) già accumulate da chi, senza timori di smentite, viene reputato il miglior prospetto mai sfornato dalla pedata a stelle e strisce. Con buona pace dei vari Donovan e Dempsey.

CURIOSITÀ

Guai a scalfire i sogni dei bambini. Storia di qualche giorno fa: match di International Champions Cup nei suoi States contro il Liverpool, vinto dal BVB per 3-1 proprio con doppietta di Pulisic che a fine partita è impegnato nella classica intervista a bordo campo quando, ad un tratto, un giovane tifoso, con indosso la maglia del Dortmund, scavalca le recinzioni e riesce a raggiungere il suo idolo per chiedergli un selfie. Pronto l’intervento della sicurezza, che trascina via il piccolo fan in maniera irruenta. Ma Christian non ci sta, lascia il microfono, si aggrega al capannello e fa valere le ragioni dell’imberbe invasore, al quale alla fine regala l’agognata foto tra gli applausi del pubblico di Charlotte. Curiosità nella curiosità: il golden boy di origini balcaniche sarebbe stato l’assoluto protagonista del post-gara, dal momento che era stato scelto come MVP dallo sponsor Heineken. Peccato che però negli Usa i minori di anni 21 non possano consumare alcolici: niente fornitura di birra per il fenomenale diciannovenne, a beneficiarne in sua vece è stato il difensore dei Reds Van Dijk.

PROSPETTIVE DI MERCATO

Inutile girarci attorno, prima o poi il ragazzo è destinato al grandissimo salto. Il superlativo si impone per lo spessore del Borussia, club importante e blasonato ma non all’altezza delle 6-7 principali corazzate europee, in grado di offrire progetti sportivi e prospettive economiche più allettanti. Watzke e Zorc, il gatto e la volpe della Westfalia, ormai hanno capito che i gioielli vanno esposti e poi ceduti al momento opportuno. Non verrà più ripetuto il madornale errore commesso con Lewandowski, finito a Monaco di Baviera a parametro zero in ossequio all’effimera questione di principio che originò il muro contro muro. Il Dortmund è diventato un club che vende bene (Hummels, Gundogan, Mkhitaryan, Aubameyang), a volte benissimo (Dembelé). Il nome di Pulisic in questa sessione è stato accostato principalmente al Real Madrid e, neanche a dirlo, agli eterni rivali del Bayern, senza dimenticare i rumors che hanno chiamato in causa qualche club italiano e, soprattutto, l’avvento sulla panchina del Psg di quel Tuchel con il quale Christian ha vinto il suo unico titolo, la Coppa di Germania nel 2017. Con una carta d’identità che garantisce ulteriori margini di miglioramento, la valutazione, che ha già sfondato il muro dei 60 milioni, non potrà che lievitare ancora. Resta da capire quando la casa madre mollerà gli ormeggi.

Credits: Getty Images

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Alfredo Pedullà Esperto di calciomercato, aggiornerà gli utenti sulle ultime trattative di mercato.... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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