FIGC- Federazione Italiano Giuoco Calcio (Credits: IMAGO)
La figura del presidente della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) riveste un ruolo centrale nel sistema del calcio italiano. Ma come avviene la sua elezione? Quali sono le regole, i votanti e i meccanismi che determinano la scelta del vertice federale? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul sistema elettorale della FIGC.
Chi elegge il presidente della FIGC?
L’elezione del presidente FIGC avviene attraverso l’Assemblea Elettiva, organo composto dai rappresentanti delle diverse componenti del calcio italiano. Non si tratta quindi di un voto popolare, ma di un sistema elettivo basato su deleghe e rappresentanze.
Ogni componente dispone di una percentuale di voto differente, stabilita dallo statuto federale.I principali soggetti che partecipano al voto, i relativi delegati, sono:
- Lega Serie A (20 delegati)
- Lega Serie B (20 delegati)
- Lega Pro (58 delegati)
- Lega Nazionale Dilettanti (91 delegati)
- Associazione Italiana Calciatori (52 delegati)
- Associazione Italiana Allenatori Calcio (26 delegati)
- Associazione Italiana Arbitri (9 delegati)
Il sistema delle percentuali di voto
Uno degli elementi chiave dell’elezione del presidente FIGC è la distribuzione ponderata dei voti. Non tutti i votanti hanno lo stesso peso: le leghe professionistiche e il mondo dilettantistico incidono in modo diverso sul risultato finale.
Nello specifico:
- Il voto dei delegati di Serie A vale 3,1 (tot. 62)
- Il voto dei delegati di Serie B vale 1,9 (tot. 25,8)
- Il voto dei delegati di Lega Pro vale 1,51 (tot. 87,58)
- Il voto dei delegati della Lega Dilettanti vale 1,93 (tot. 175,63) ed è, quindi, quella col peso maggiore
- Il voto dei delegati dei calciatori vale 1,98 (tot. 102,86)
- Il voto dei delegati degli allenatori vale 1,98 (tot. 51,48)
- Il voto dei delegati degli arbitri vale 1,15 (tot. 10,35)
Questo sistema garantisce un equilibrio tra interessi economici, sportivi e istituzionali, rendendo l’elezione un momento di sintesi tra visioni diverse del calcio.
Come si svolge la votazione?
L’elezione del presidente FIGC avviene durante un’assemblea ufficiale convocata per l’occasione. I candidati devono presentare la propria candidatura rispettando determinati requisiti statutari.
La votazione si articola generalmente in più fasi:
- Presentazione delle candidature
- Discussione assembleare
- Votazione segreta
Per essere eletto, un candidato deve ottenere la maggioranza qualificata dei voti. Se nessun candidato raggiunge la soglia richiesta al primo scrutinio, si procede con ulteriori votazioni, spesso con soglie ridotte.
Maggioranza richiesta e possibili ballottaggi
Il quorum necessario per l’elezione del presidente FIGC varia a seconda dello scrutinio. Nella prima votazione è richiesta una maggioranza più alta, pensata per favorire una scelta condivisa.
Se nessun candidato supera questa soglia, si passa a una seconda votazione con quorum ridotto. In alcuni casi si arriva al ballottaggio tra i candidati più votati
Questo meccanismo incentiva la ricerca di accordi tra le varie componenti e rende fondamentale la costruzione di alleanze.
Durata del mandato e rieleggibilità
Il presidente della FIGC resta in carica per un periodo stabilito dallo statuto federale (di solito 4 anni). Al termine del mandato, può ricandidarsi, nel rispetto delle eventuali limitazioni previste dalle norme interne.
La continuità o il cambiamento alla guida della federazione dipendono quindi non solo dal voto, ma anche dagli equilibri politici tra le diverse componenti del calcio.
Perché è importante capire il sistema elettorale FIGC
Comprendere come si elegge il presidente della FIGC significa entrare nel cuore della governance del calcio italiano. Le decisioni federali influenzano i regolamenti sportivi, quelli dei settori giovanili, i rapporti istituzionali e gli stessi campionati (dalla Serie A ai dilettanti). Insomma, il ruolo del presidente della FIGC ha un impatto diretto e determinante sul sistema calcio italiano.
Il sistema elettorale, con il suo equilibrio tra rappresentanza e peso politico, riflette la complessità del movimento calcistico nazionale e, in un certo senso, determina anche il futuro del calcio italiano: sia per i club che per la Nazionale.
