COPPA ITALIA INTER-MILAN: È UN DERBY CHE VALE TANTISSIMO

COPPA ITALIA INTER-MILAN: È UN DERBY CHE VALE TANTISSIMO

COPPA ITALIA INTER-MILAN: È UN DERBY CHE VALE TANTISSIMO

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Breve ripasso del regolamento, giusto per non rischiare di fare confusione: anche se l’UEFA l’ha abolita, la regola del gol “doppio” segnato in trasferta vale ancora nelle competizioni nazionali. Ergo, stasera l’Inter è “condannata” a vincere oppure a spuntarla ai rigori nel caso in cui al 120’ il risultato rimanga fisso sullo 0-0 per non finire fuori dalla Coppa Italia così come avvenne 19 anni fa in semifinale di Champions League, quando la qualificazione sorrise al Milan in virtù dell’1-1 della gara di ritorno dopo che quella d’andata era terminata a sua volta 0-0.

Un ricordo che il popolo nerazzurro vuol esorcizzare e possibilmente in fretta, perché sarebbe beffardo uscire di nuovo da una competizione per il semplice fatto di aver preso gol nella partita sbagliata.

Il Milan può costruirci sopra il suo proposito di approdo alla finalissima dell’11 maggio all’Olimpico di Roma, ma qualora lo facesse non avrebbe più altra occasione per farlo: dalla prossima stagione infatti la Lega Serie A si allineerà a quanto stabilito in ambito europeo già da questa annata, rimuovendo la regola del gol “doppio” segnato in trasferta. Un ultimo ballo in casa rossonera se lo concederebbero volentieri. Ma tra il dire e il fare, al solito, c’è di mezzo il mare.

L’ULTIMA SFIDA CON LA REGOLA DEI GOL IN TRASFERTA

Un derby così è comunque roba da stropicciarsi gli occhi. Perché dopo un decennio a trazione bianconera, con la Juventus capace di monopolizzare finali e di rimpinguare la propria bacheca, Milano è tornata più che mai a essere la capitale del calcio italiano.

Così tanto che anche una semifinale di Coppa Italia val bene (quasi) una stagione: non ci sta nessuno a uscire dalla competizione, neppure al pensiero che la finale programmata in mezzo alla terzultima e alla penultima giornata di Serie A potrebbe togliere energie preziose a chi la dovesse giocare, oltre a mandare in tilt completamente il traffico nell’area del Foro Italico (quei giorni si giocano anche gli Internazionali d’Italia di tennis: auguri alla municipale della Capitale).

E lo 0-0 dell’andata lascia tutto sostanzialmente in bilico, benché il Milan un piccolo vantaggio potrebbe averlo. Intanto però si giocherà davanti al pubblico delle grandi occasioni, e già questa è una notizia che fa piacere raccontare: San Siro tutto esaurito è la cartolina più bella per una manifestazione che sta tornando al suo antico splendore, al netto di una formula che è ben poco inclusiva nei confronti delle province del calcio italiano (e si che si potrebbe lavorare per aumentarne l’interesse e l’appeal anche prima dei quarti di finale). Ma alla fine nessuno penserà al fatto se Padova, Palermo, SudTirol, Pistoiese, Rimini, Arzignano o Gelbison non hanno avuto modo di sognare di fare strada: un derby in semifinale placa tutte le polemiche.

INZAGHI VUOL PRENDERSI IL PRIMO DERBY

Placare la fame dell’Inter, almeno di quella vista dopo la sosta di fine marzo, non è impresa semplice per nessuno. Simone Inzaghi pareva essersi perso alla guida di una squadra dall’andamento troppo ondivago, ma le recenti tre vittorie ottenuto contro Juventus, Verona e Spezia hanno riportato fiducia, entusiasmo e determinazione.

Arriviamo a questa sfida carichi e motivati, decisi a prenderci una finale che avrebbe un significato davvero particolare. I derby disputati in stagione ci hanno detto che, pur giocando meglio e creando diverse situazioni, spesso non siamo riusciti a portare gli episodi dalla nostra parte. Per questo ho chiesto ai ragazzi di mettere maggiore attenzione ai dettagli, perché davvero anche un piccolo dettaglio potrà fare la differenza. La regola dei gol in trasferta ci penalizza, ma non ha senso parlarne adesso… è così e dobbiamo adeguarci. Se ci saranno effetti sul campionato in base all’esito della sfida? Credo che sia importante scindere le due cose. Ci sarà una bella cornice di pubblico e dovremo trarne la maggiore linfa possibile. Dopo tre derby un po’ così, credo che sia davvero arrivata l’ora di vincerne uno e regalarci una bella finale.

PIOLI SI GODE LA SUPER DIFESA

Il Milan di Stefano Pioli ha ritrovato i gol contro il Genoa e ha una porta blindata a doppia mandata da 654’, al netto delle 6 gare di campionato immacolate e di quella d’andata di Coppa Italia. Ma stasera baratterebbe volentieri questo record con l’accesso alla finale, da dove manca da 4 anni.

Avvertiamo la giusta pressione che partite come queste portano con sé. Sarà una sfida molto avvincente: all’andata è stato un derby bloccato, stavolta penso che si vedrà un match più piacevole perché entrambe vogliamo prenderci la finale. E non credo che l’esito della sfida influirà sulla corsa scudetto, tanto sappiamo che se vogliamo avere chance dovremo vincere tutte le 5 partite che ci restano da giocare. Vedo la squadra motivata e concentrata, ma con l’Inter le partite si decidono sempre su dettagli. Sono contento del fatto che non prendiamo gol: per come giochiamo siamo sempre portati a prenderci dei rischi, quindi vuol dire che limitare i gol al passivo è sinonimo di grande attenzione. Non partiamo favoriti per via del risultato dell’andata, ma ci giocheremo tutte le carte a nostra disposizione.

E nemmeno le voci su una possibile imminente cessione del club sembrano aver distratto troppo l’ambiente rossonero, con Pioli che è anzi arrivato ad affermare che

se il presente è solido, magari il futuro sarà migliore.

LE ULTIME: LAUTARO CON DZEKO, KESSIE TREQUARTISTA

Le formazioni previste per la stracittadina numero 27 di Coppa Italia, che ha un bilancio complessivo favorevole al Milan, forte di 10 vittorie (inclusa quella nell’unica finale che ha visto impegnate le due squadre milanesi: era il 1977, successo rossonero per 2-0 con reti di Maldera e Braglia) contro le 8 dell’Inter e 8 pareggi, non dovrebbero presentare sorprese dell’ultimo minuto.

Inzaghi ha un solo dubbio di formazione poiché dovrà scegliere uno tra Lautaro (favorito), Sanchez e Correa da affiancare a Dzeko in avanti nel consueto 3-5-2.

Pioli ha invece recuperato Calabria, che rimanderà così Kalulu al centro a far coppia con Tomori, mentre nel ruolo di trequartista Kessie e Krunic si giocano una maglia a discapito di Diaz, perché come spiegato dal tecnico milanista nella conferenza stampa della vigilia l’idea è quella di mettere un giocatore di interdizione e con compiti di marcatura su Brozovic, regista basso dei nerazzurri.

Assente Ibrahimovic, così come Florenzi e Romagnoli. Arbitrerà Mariani di Aprilia, già selezionato dal designatore Rocchi nella gara d’andata (fatto più unico che raro). Ma sarà collegato il mondo intero: fischio d’inizio alle 21, diretta su Canale 5.

INTER-MILAN, LE PROBABILI FORMAZIONI

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Dzeko, Lautaro. All.: Inzaghi.

MILAN (4-2-3-1): Maignan, Calabria, Kalulu, Tomori, Hernandez; Tonali, Bennacer; Messias, Kessié, Leao; Giroud. All.: Pioli.

ARBITRO: Mariani.

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