COPPA ITALIA JUVENTUS-INTER: UNA FINALE ATTESA DA 57 ANNI

COPPA ITALIA JUVENTUS-INTER: UNA FINALE ATTESA DA 57 ANNI

COPPA ITALIA JUVENTUS-INTER: UNA FINALE ATTESA DA 57 ANNI

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Una finale a tinte bianconerazzurre mancava da 57 anni. Lo avreste mai detto? Juve e Inter si sono spartite 21 edizioni della coppa nazionale, ripartite in 14 trionfi juventini e 7 interisti, ma quella che attende Max Allegri e Simone Inzaghi è solamente la terza finale di sempre tra le due compagini che da sempre hanno dato vita a una delle rivalità più sentite del calcio italiano.

Non a caso lo chiamano il “derby d’Italia”, e Roma è una cornice ideale per accoglierle sul palcoscenico di una finale di Coppa Italia che vale tanto, anzi tantissimo. Perché le rispettive corse europee si sono fermate prima del previsto (entrambe eliminate agli ottavi), e perché lo scudetto in questa fase è di proprietà del Milan, unica squadra padrona del proprio destino, e rischia di essere strappato dalle maglie nerazzurre dopo un solo anno di permanenza. La vittoria interista in Supercoppa vale quale che vale, nel senso che è un trofeo da esporre in bacheca ma somiglia tanto a un vago contentino.

 

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La 75esima Coppa Italia sarebbe certo un vanto maggiore per entrambe e potrebbe correre in aiuto dei due tecnici per rendere meno amara la stagione.

 

JUVE, LA COPPA PER “SALVARE” UN’INTERA STAGIONE

Di sicuro un’eventuale vittoria potrebbe ringalluzzire il popolo bianconero, mai in lotta per lo scudetto e ancora arrabbiato per l’ultimo scontro diretto disputato in campionato, nel quale vinse l’Inter ma dopo 90’ nei quali la Juve produsse molte più occasioni (e con i soliti immancabili casi arbitrali a far arrabbiare l’una tanto quanto l’altra parte).

Battere l’Inter fa sempre bene: Allegri non avrebbe mai pensato a un’annata tanto complicata quando è tornato a sedersi sulla panchina bianconera, anche se a ciò ha particolarmente contribuito la vendita last minute a fine agosto di Cristiano Ronaldo (Kean, arrivato al suo posto, non ha tenuto certo la medesima media realizzativa come fatto dal portoghese nelle precedenti stagioni).

Eppure se dovesse conquistare la quinta coppa nazionale e fissare un nuovo record per ciò che riguarda gli allenatori (per ora è comunque primatista in compagnia di Eriksson e Mancini) renderebbe il finale di stagione decisamente differente, quasi anzi da far sembrare l’intera annata molto meno negativa di quanto invero avrebbero raccontato numeri e sensazioni. La Juve dopotutto con la Coppa Italia ha un feeling particolare: quella dell’Olimpico sarà l’ottava finale nelle ultime 11 edizioni, di cui 6 finite nella stanza dei trofei (l’ultima lo scorso anno: 2-1 sull’Atalanta).

Dire che la Coppa conti più del campionato è esagerato (e pure sbagliato), ma in qualche modo per la Juve questa è una finale che vale tanto, e certamente più di quanto non possa valere per l’Inter.

 

INTER, L’INCUBO DI UN MAGGIO A MANI VUOTE

I nerazzurri arrivano alla finale con l’animo di chi sa di ritrovarsi (forse) l’ultima chance per mettere le mani su un trofeo. Non pensavano certo a questa ipotesi due settimane fa, quindi prima di scendere in campo nel recupero a Bologna, ma adesso che devono rincorrere il Milan capolista il rischio di chiudere la stagione a zero titoli (c’è la Supercoppa di gennaio, ok, ma rappresenta una magrissima consolazione) è diventato più che mai reale, quando di fatto restano appena tre gare da giocare tra campionato e coppa.

E lo sventato pericolo corso contro l’Empoli (da 0-2 a 4-2) testimonia che qualche ingranaggio strada facendo s’è un po’ inceppato. L’Inter di oggi viaggia spedita grazie ai gol di Lautaro Martinez, tornato a fare la voce grossa nel momento del bisogno (7 reti nelle ultime 6 partite, ma pesa l’unico zero che ha coinciso proprio con la trasferta di Bologna), eppure s’è mostrata un po’ più fragile in difesa, tanto da aver subito 6 reti nelle medesime 6 uscite (unico clean sheet contro il Milan nella semifinale di ritorno).

Numeri che magari lasciano il tempo che trovano prima di una gara secca, ma che comunque fanno capire che il momento attraversato tanto dall’una quanto dall’altra contendente non è dei più semplici, per giunta in coda a una stagione che ha preteso un dispendio d’energie importanti. Per l’Inter il mese di maggio potrebbe rivelarsi meraviglioso o da incubo: il confine, piuttosto sottile, passa anche dalla sfida dell’Olimpico.

 

LE ULTIME: BASTONI C’È, DUBBIO MODULO PER ALLEGRI

Una sfida alla quale Inzaghi arriva con qualche piccolo problema di formazione, anche se il dubbio più impellente, quello legato all’utilizzo o meno di Bastoni, sembrerebbe essere stato dissolto, con il difensore della nazionale recuperato e pronto all’uso.

Chi non sarà della partita è Vecino, che a Roma segnò un gol pesantissimo nel 2018 spedendo l’Inter in Champions League (3-2 in rimonta sulla Lazio), ma che è stato fermato da un risentimento muscolare. Di fatto Inzaghi si porta appresso un paio di dubbi: chi far giocare a destra tra Dumfries e Darmian (favorito l’olandese) e chi affiancare a Martinez in avanti tra Dzeko e Correa, col bosniaco destinato a trovare spazio dall’inizio. In casa Juventus si va verso il solito robusto turnover di coppa: Allegri vuol dare spazio a chi s’è guadagnato la finale dell’Olimpico e pertanto pare orientato a concedere minuti a chi di solito in campionato trova minori possibilità di impiego.

Non ci sarà lo squalificato De Sciglio, così come l’infortunato McKennie, ma le buone notizie sono arrivate pensando ai rientri in gruppo di Locatelli e Pellegrini. Le soluzioni sia tattiche che di interpreti non mancano: se sarà 4-3-3 potrebbe rivedersi in campo dal 1’ Locatelli con Zakaria e Rabiot ai suoi lati (altrimenti c’è anche l’ipotesi Arthur davanti alla difesa, con Miretti possibile outsider), mentre in caso di 4-2-3-1 il sacrificato sarebbe proprio Loca, con la possibilità di inserire sia Dybala che Morata alle spalle di Vlahovic, più uno tra Cuadrado e Bernardeschi. Pellegrini insidia Alex Sandro per una maglia a sinistra, Bonucci partirà dalla panchina, in porta andrà Perin.

 

CHIELLINI E DYBALA, IL PERFETTO REGALO D’ADDIO

Una finale è sempre una finale, ma quando di mezzo ci vanno Juve e Inter i destini e le strade s’incrociano fatalmente. Intanto la storia dice che nei due precedenti di Coppa Italia a far festa sono stati sempre i bianconeri: 4-1 nel 1959 (doppietta di Cervato e gol di Charles e Sivori, per l’Inter a segno Bicicli), 1-0 nel 1965 in un insolito atto disputato a fine agosto e deciso dal gol di Menichelli.

L’Inter ha risposto pan per focaccia nei due precedenti di Supercoppa Italiana (1-0 nel 2005 con gol partita di Veron al 120’, 2-1 lo scorso gennaio con vantaggio bianconero firmato da McKennie e rimonta confezionata dal rigore di Martinez e dal gol al 120’ di Sanchez) ma è curioso constatare che in quasi 100 anni di storia solo 4 volte i due club si siano affrontati in una finale di una competizione.

La quinta sarà anche la finale dei record: quasi 70.000 i presenti all’Olimpico (sold out) con la curva Nord occupata dai tifosi nerazzurri (che l’hanno pretesa, poiché sono gemellati con la Lazio) e curva Sud dedicata a quelli bianconeri, anche se poi la divisione è stata effettuata anche in tribuna Monte Mario (sarà la tribuna autorità a dividere i sostenitori) e in tribuna Tevere, con al centro una striscia di 10.000 posti gestiti in proprio dalla Lega di Serie A (e ci saranno anche tanti ragazzi che hanno preso parte alla Junior Team Cup).

Sarà una partita speciale per Chiellini e Dybala: il primo potrebbe decidere di dire basta a fine stagione, pertanto questa potrebbe essere l’ultima finale della sua carriera. L’argentino è promesso sposo proprio dell’Inter, ha già fatto sapere che non resterà a Torino e non chiederebbe di meglio che chiudere i suoi 8 anni in bianconero col botto. E poi c’è sempre il lato economico: alla squadra vincitrice andranno 4,5 milioni di euro, cui se ne aggiungono altri 3 per la qualificazione alla Supercoppa (l’ultima da disputare in Arabia Saudita). Alla perdente andranno 2 milioni, oltre al 45% dell’incasso (l’altro 45% a chi vince, il 10% alla Lega). Soldi e gloria: what else?

 

JUVENTUS-INTER, LE PROBABILI FORMAZIONI

JUVENTUS (4-2-3-1): Perin; Danilo, De Ligt, Chiellini, Alex Sandro; Zakaria, Rabiot; Cuadrado, Dybala, Morata; Vlahovic. All.: Allegri.

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Lautaro, Dzeko. All.: Inzaghi.

ARBITRO: Valeri.

 

(Credits: Getty Images)

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