Coppa Italia, i risultati dei quarti di finale

Coppa Italia, i risultati dei quarti di finale

Coppa Italia, i risultati dei quarti di finale

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Coppa Italia? No, grazie, dicono le squadre del podio di A. La competizione, infatti, ’perde la testa’ in tutti i sensi: risultati contro ogni pronostico e le prime tre squadre del campionato di Serie A uscite dalla Coppa Italia, inclusa la Juventus detentrice. I bianconeri, per la prima volta dopo 4 stagioni, non raggiungono le semifinali e per loro sfuma anche il Triplete, quando non è nemmeno primavera… . Vediamo nel dettaglio quello che è successo nelle quattro partite il cui minimo comune denominatore è stato il ribaltamento del pronostico.

NEW MILAN – È un Milan nuovo quello che schiera dal primo minuto i neo-acquisti Paquetà e Piatek. Il primo sfodera un’ottima prestazione contro un avversario sulla carta per niente semplice come il Napoli. Infatti, il Napoli visto martedì faticherebbe persino col Frosinone: lento, svogliato, assente, aggettivi gravissimi per una squadra che in fondo aveva riposto parecchie speranze nell’arrivare in fondo a questa competizione. Il Milan invece appare fresco e voglioso, spinto dal suo nuovo puntero. Piatek si prende il Milan in una notte fulminando la retroguardia partenopea in poco meno di venti minuti. Il bomber (in polacco sta per ‘pistolero’, ecco il motivo dell’esultanza) di Dzierżoniów prima si incunea nelle maglie della difesa di Ancelotti e poi spara un missile alle spalle di Meret che quasi non la vede arrivare. Bastano questi due colpi e la ritrovata solidità difensiva (tra coppa è campionato, sono solo 3 le reti subite nelle ultime 8 partite!) per sbarazzarsi degli azzurri. Numeri che fanno gongolare Gattuso ed i tifosi e danno speranza per la corsa Champions.

MERCOLEDI’ DA LEONIFiorentinaRoma e AtalantaJuventus hanno confermato il trend del martedì: i favoriti non passano. Se il Napoli se la cava con la sconfitta minima, alla Roma tocca una batosta di portata epica il cui risultato (7-1) rievoca i fantasmi di Manchester. La continuità con quell’imbarazzante risultato di Champions è rappresentata da De Rossi, rivisto in campo al 77’ quando la Roma era già sotto 4-1. Totti ha ‘gustato’ il cappotto dalla tribuna insieme a Monchi, inquieto sulla poltrona VIP del ‘Franchi’. Dopo una sberla del genere firmata dal tridente viola (3 Chiesa, 2 Simeone ed una rete Muriel col fiocco in mezzo di Benassi) tutti aspettano l’esonero in eurovisione di Di Francesco. La società invece decide di mantenere la testa saldamente tra le spalle e dare fiducia al tecnico abruzzese che ha indubbiamente toccato il fondo della sua gestione giallorossa. Addirittura la fiducia al tecnico non passerebbe nemmeno al vaglio di un’eventuale sconfitta col Milan domenica sera all’Olimpico. È giusto però spendere parole di elogio per la Fiorentina che raggiunge la semifinale con un risultato sontuoso ed è il punto più alto del calcio di Pioli a Firenze. Forse aspirare ad avvicinarsi alla zona Champions è dura (ci sono 5 punti dal Milan), ma la Viola potrà dare fastidio sino alla fine ed offrire spettacolo con i suoi tre moschettieri là davanti che riportano la città ai fasti di Edmudo-Batistuta-Oliveira.

Fasti che l’Atalanta si concede contro la Juventus di Allegri. Anche qui tutti gli alti sono da un lato (Atalanta) e tutti i bassi dall’altro (Juventus). La squadra di Gasperini sembra la ‘grande’, mentre quella di Max Allegri una provinciale venuta a fare il compitino sperando di sfruttare l’occasione in contropiede. La Juve, però, un campanello di allarme lo aveva avuto già domenica sera all’Olimpico quando, con pochissimo, si era portata via i 3 punti senza meritarsi gli applausi. Sembra quasi che la Juve abbia tirato i remi in barca aspettando in inerzia la fine del campionato (sono 11 i punti di distacco dal Napoli) e l’inizio della Champions. Nemmeno il miraggio di completare il Triplete spinge i bianconeri ad imporsi: timidi e schiacciati dalle furie nerazzurro-bergamasche, Chiellini&Co capitolano in due minuti concedendo a Castagne e Zapata l’uno-due fatale. Un caso che i gol arrivino proprio dopo che il capitano bianconero venga sostituito per infortunio? Giorgione si aggiunge a Bonucci, distorsione rimediata contro la Lazio, ed è emergenza là davanti a Szczesny alla vigilia del doppio incontro con l’Atletico di Simeone. Non basta Cristiano Ronaldo, che senza una squadra dietro fatica a condurre i bianconeri. Il sorriso di Allegri non maschera gli evidenti problemi. L’Atalanta vola in semifinale quando Zapata sigilla risultato di squadra e prestazione personale con una doppietta insaccando a porta vuota: la partita contro la Fiorentina promette calcio, gol e spettacolo. Da non perdere.

NO DERBY, NO PARTY – Addio derby di Coppa Italia per l’Inter, avanti và la Lazio. Non avevamo certo bisogno della seconda competizione nazionale per sapere che l’Inter è in difficoltà. Regge la difesa finchè Immobile non la trafigge nei tempi supplementari (108’). La partita dovrebbe finire così e nessuno avrebbe da recriminare. Ma al 120’ Abisso vede un contatto in area ai danni di D’Ambrosio e si inventa il rigore più ‘light’ mai visto negli ultimi tempi. La decisione (presa senza nemmeno dare un’occhiata al VAR) scatena le proteste di Radu che viene espulso e quindi salterà il Milan, danno alla beffa aggiunto. Icardi traforma e l’Inter approda ai rigori. Decisivi gli errori di Lautaro e Nainggolan: se al primo, uno dei pochi vogliosi di mettersi in mostra dopo tanta panchina, i tifosi lo perdoneranno, al secondo non verranno fatti sconti da qua alla fine del campionato. Auguri. La Lazio merita e raccoglie quello che semina dopo l’incredibile beffa di domenica in campionato. Preoccupa la difficoltà realizzativa, ma se Inzaghi trova la chiave, i biancocelesti potranno dare battaglia per la corsa Champions e centrare la finale ‘in casa’ di maggio.

 

(Credits: Getty Images)

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Angelo Palmeri Scrive di calcio estone e dell'est su www.rumodispo.com ed è apparso con di... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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