Cosa volere da questa Nazionale

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Che cosa vogliamo da questa nazionale? Non in generale, ma adesso, domenica con la Polonia, il prossimo mese con il Portogallo. La qualificazione è praticamente sfuggita, ci rimangono due obiettivi:

– non arrivare ultimi, per non retrocedere in Lega B: per questo, dobbiamo vincere uno dei due incontri, o pareggiarli entrambi;

– essere testa di serie alle qualificazioni a Euro2020: per questo, dobbiamo essere almeno decimi delle 12 squadre di Lega A; al momento siamo noni, e un pareggio dovrebbe essere sufficiente a renderci testa di serie.

Ma come vogliamo ottenerlo? Proviamo a fare un’analisi ragionata di quello che ci serve.

LA COPERTA CORTA – Sul piano del gioco tutti abbiamo promosso la prestazione contro l’Ucraina. Ma manca la concretezza sotto porta, vuoi per il pessimo (duraturo) momento di Immobile in Nazionale, vuoi per l’esclusione vera e propria da parte di Mancini di un centravanti di ruolo nella formazione. E manca il filtro a centrocampo, la cui assenza si è materializzata nell’azione del gol concesso, lasciando il vuoto in mezzo. E anche lì si è privilegiato un buon palleggio alla presenza di un mediano che proteggesse di più la difesa, aiutando a non aprire autostrade verso l’area di rigore quelle poche volte che l’Ucraina ha messo il muso avanti.

POLONIA FATALE? – La Polonia che con noi fece una partita diligente – 4-5-1 di rimessa e pressing intenso – ha creduto contro il Portogallo di essere quello che non era. Risultato: spazi larghi, centrali di difesa alti e scollati, squadra sorpresa da folate improvvise. Si spera che facciano questo errore d’entusiasmo e valutazione anche contro di noi, per quanto forse non saremo così fortunati visto che la sconfitta dovrebbe aver suonato l’allarme. E fosse così, ovvero ci trovassimo di fronte un’altra squadra che di nuovo ci lascerà l’iniziativa, a quel punto non ci possiamo permettere l’arioso ma fragile 4-3-3 visto con l’Ucraina.

NON SPARATE SUL 4-4-2 – Un modulo che è stato disintegrato dalla critica dopo il Portogallo. Ma la scelta fu giusta, e anzi ci aiutò a rendere la sconfitta onorevole contro una squadra che era stata di molto superiore a noi. Se ci trovassimo contro una Polonia di nuovo quadrata, non potremmo stavolta concedere campo e spazi come all’andata, non potremmo tenere la difesa alta, dovremmo giocare a scacchi. E il 4-4-2 sarebbe la maniera migliore per tenere il campo, aspettando il momento giusto. Chi escludere tra i 3 d’attacco? Forse nessuno, forse semplicemente si tratterebbe di rimodulare le posizioni, con un Bernardeschi più vertice alto di un rombo, e un Chiesa più accentrato pronto a scambiarsi di posizione con Insigne. In mancanza di ali vere, in mancanza di centravanti letali, potrebbe essere la soluzione più logica.

MA SE LA POLONIA… – Tuttavia, se davvero i polacchi volessero raddoppiare l’atteggiamento spregiudicato, a quel punto forse potremmo aspettarli anche più indietro. Che vengano, che vengano a prenderci. E forse avrebbe anche più senso giocarsi Immobile, abituato nella Lazio a fare bene grazie a un movimento di rimessa lanciato da Luis Alberto. Abbiamo frequentato poco il 4-2-3-1, forse l’occasione lo propizierebbe, ma se giustamente non si volesse provare l’ennesimo nuovo modulo, anche un 4-3-3 potrebbe andare bene, ma con la promessa che sia in verità un 4-3-2-1, con Bernardeschi e Chiesa mezzepunte e non così larghi, per lanciare in velocità Immobile e non ridursi sempre ai soliti cross dalla fascia, e per fare massa a centrocampo.

Lo sappiamo, siamo 60 milioni di ct. Ma l’atteggiamento risoluto in campo, quello sarà necessario, qualunque siano le scelte di Mancini.

 

(Credits: Getty Images)

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Tancredi Palmeri Autore SNAI che tratta di calcio, con le quote presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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