Douglas Costa vs Hakim Ziyech: un colpo “mancino”

Douglas Costa vs Hakim Ziyech: un colpo “mancino”

Douglas Costa vs Hakim Ziyech: un colpo “mancino”

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La Vecchia Signora contro il Guerriero di Troia, la zebrona contro Telamonio, i bianconeri contro i lancieri ma, soprattutto Douglas Costa contro Hakim Ziyech, quando il colpo di sinistro diventa uno scherzo “mancino”.

Douglas Costa de Souza nasce a Sapucaia do Sul, il 14 settembre 1990, calcisticamente cresce nel Novo Hamburgo, poi Gremio, Shakhtar Donetsk, Bayern Monaco e nel 2017 approda alla corte della Juventus agli ordini di Allegri. Nella sua cameretta c’è un solo poster, quello di Ronaldinho, un idolo per il folletto bianconero, un amore calcistico infinito per il giocoliere di Porto Alegre. Purtroppo il padre non è dello stesso avviso, interista inconsapevole decide di chiamarlo Douglas proprio come il terzino destro Maicon. Il numero 11 bianconero ha nel cassetto un segreto, e come tale se lo tiene ben stretto, nascosto da tutto e da tutti, intimo e inconfessato che presto giustificherà una volta per tutte le sue doti di velocista assoluto. La storia parte dal Parco Zoologico del paese in cui è nato Sapucaia do Sul, dove a quanto sembra abbiano trovato casa i Lama più veloci del mondo, una razza atipica, un animale conosciuto per il suo sputo raffinato e per la sua rapidità incredibile. Tutte le domeniche Douglas va al parco per vedere questi animali, con loro istaura col il passare del tempo un rapporto morboso, che va al di là di ogni tipo di immaginazione.

Costa sputa ormai tutto il giorno senza sosta. La maestra gli dice di fare i compiti e lui le sputa addosso, il compagno di banco gli chiede la gomma per cancellare, e lui sputa sul foglio e per non finire durante il carnevale del paese invece che tirare i coriandoli, lui è già avantissimo e sputa a raffica contro tutto e tutti. Il padre ne vede il talento, ma non sa come quello “sputo divino”, possa un giorno farlo monetizzare. Durante una vacanza a Rio arriva l’illuminazione. Con la famiglia vanno fino in cima dove a prostrarsi verso la città c’è la famosa statua del “Cristo Redentore” e il padre sudato dallo sforzo partorisce l’idea della svolta. “Douglas, ascoltami. Ora tu sputi giù e corri a riprendere la saliva prima che tocchi a terra. Ti do un ultimo consiglio che ti servirà, usa la testa, fallo “catarroso” e “compatto” e corri più veloce che puoi”. “Ok Papà, rispose il piccolo Costa”. Una, due, tre volte e così via per tutta la vacanza, fino a quando ci riuscì. Incredibile ma falso, falsissimo ma a noi piace pensare questo, che “The FlashLama” deve tutto questo a suo padre, ad un lama e alla sua incredibile voglia di non arrendersi mai.

Hakim Ziyech nasce a Dronten nel 1993 si affaccia al calcio nel 2001 vestendo la maglietta del Real Dronten, poi nel 2007 viene acquistato dall’Heerenveen, squadra con cui fa la sua prima presenza nel 2012 in Europa League. Poi il Twente che ne intravede grandi potenzialità e il 30 agosto 2016 il passaggio all’Ajax ai vertici del calcio olandese. Van Basten si innamora calcisticamente del giocatore e prova in tutti i modi a convincerlo ad indossare la Orange, ma Hakim ha le idee chiare e nel 2015 entra a far parte della nazionale del Marocco. “Stupido!” gli disse il cigno di Utrect e lui gli rispose sul campo. Marocco al Mondiale di Russia 2018, Olanda assente per mancata qualificazione. “Il mago delle punizioni”, così viene definito da chi lo conosce bene e come al solito il calcio lo consacra a cecchino dai 20 metri, ma fuori la storia è diversa. Perché a Dronten lo chiamavano il “Mago delle Punizioni”? Perché?

Allora noi abbiamo provato a dare una risposta, ricercandola nella fantasia della gioventù del calciatore. Estate 2010, Hakim è in vacanza con i suoi amici in una nota località turistica del mediterraneo e tra un bagno e l’altro il giovane marocchino conoscerà da molto vicino il suo vero talento, la sua vera passione. Scogli, mare e divertimento sembrano essere gli ingredienti giusti per una giornata di relax in vacanza, ma non sarà così. Primo bagno e primo incidente. Quella zona di costa è completamente invasa da ricci marini a dir poco giganteschi ma Hakim e compagni, ignari di tutto si tuffano e per loro il ritorno sulla terra ferma non sarà di certo un bel ricordo. Tutti escono con piedi e mani pieni di aculei, sembrano dei punta aghi viventi. A Ziyech però tutto questo stranamente piace, e lui per primo non sa darsi una spiegazione. Studia prima da fachiro, poi prova l’ago puntura, poi trasforma quel piacere in un rituale prima delle partite e paga per farsi bucare. Recentemente il video comparso su Instagram ha tolto ogni tipo di dubbio sul suo soprannome: “il mago delle punizioni…corporali” Autolesionista!

(Credits: Getty Images)

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