Eliminazione? La stagione della Juve non sarebbe un fallimento. La Champions, sì

Eliminazione? La stagione della Juve non sarebbe un fallimento. La Champions, sì

Eliminazione? La stagione della Juve non sarebbe un fallimento. La Champions, sì

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Se la Juventus uscirà dalla Champions, la stagione non sarà un fallimento, perché non può mai esserlo quando vinci lo scudetto. Una delusione, certamente. Ma la stagione in Champions sì sarà stata un fallimento. Questi però sono discorsi eventualmente del giorno dopo, o dei mesi dopo, perché il ritorno lo devi giocare, ed è difficile ma non impossibile. Soprattutto, una cosa sembra chiara e lineare: i primi 15 minuti.

JUVENTUS-ATLETICO – L’impresa eccezionale può essere normale se la Juve fa il meglio di quello che sa fare, non certo il minimo a cui si è abituata negli ultimi mesi.

Ma vada come va, l’imbuto della possibilità sembra cominciare a restringersi dal primo quarto d’ora: lo dice la logica, lo dice la storia di questi Ottavi, lo dice la cronologia delle imprese europee recenti juventine. Una remuntada ha bisogno di un gol nei primi 15 minuti per imbastire la partita.

Ovvio, non è che un gol segnato dopo non abbia valenza, e anche se arrivasse alla fine del Primo Tempo ci sarebbe ancora un mucchio di tempo. Ma è probabilmente un fatto mentale: un gol segnato subito incastona il dubbio negli avversari, e la speranza nei tuoi. A Parigi lo United si è anche fatto pareggiare dopo l’immediato vantaggio, ma segnare subito aveva semplicemente cambiato il ‘mindset’ di tutti i 22 in campo, invitando la paura sul prato, e facendo capire a ogni attore che tutto fosse possibile. A proposito, per Snai un gol nei primi 15 minuti è a 3.35 – l’opzione più probabile.

CHE PARTITA SARÀ – La montagna quasi impossibile da scalare è in verità conosciuta alla Juventus. Stavolta la rimonta peraltro non dovrà essere fatta in Baviera o al Bernabeu o a Wembley: per la prima volta il ribaltone la Juve deve farselo in casa, e allora è tutta un’altra maglietta da strapparsi con rabbia. Chissà, rischia di essere una lama a doppio taglio, non tanto per l’eccesso di sicumera proprio, quanto perché in quel caso potevi utilizzare l’effetto sorpresa su avversari che magari pensavano già di essere al sicuro, mentre stavolta arriveranno con lo stomaco pettinato.

È innegabile però pensare a una spinta straordinaria dalla tua gente, che un gol te lo farà fare. Poi quanti ne riuscirai a fare tu, e se riuscirai a evitarne agli avversari, è un problema tuo.

La Juve deve essere più veloce, più tosta, insomma deve fare lei la partita. Sfruttando i diversi momenti, come giustamente ha ricordato Allegri in conferenza, uno che pur sempre qualcosa ne sa visto che è vero che è l’unico allenatore italiano che ha perso due finali di Champions senza ancora alzarla, ma è altrettanto vero che è quello che ha sorpassato la fase a gruppi più volte alla guida di un’italiana, ben 9, e tutte consecutive.

COME GIOCHERANNO – L’Atletico sembra consapevole del suo ruolo, bisogna vedere se non sarà troppo compreso nella parte del cattivo, perché magari a Torino l’arbitro potrebbe avere un occhio ancora più spietato (anche se pure al Wanda si beccò una squalifica per Diego Costa per ammonizione inesistente e un gol annullato ingiustamente). C’è un dato che spaventa dell’Atleti: negli ultimi 5 anni in Champions, nessun’altra squadra tranne il Real Madrid è riuscita a eliminarla nella fase diretta: 4 eliminazioni tra Quarti, Semifinali e due Finali, e una uscita dai Gironi (con la Roma però) che la spedì però a vincere direttamente la Europa League. Questo per dire quanto bastardi, brutti e cattivi siano i colchoneros. Assenze ce ne saranno a bizzeffe, eppure pesano molto di più quelle dell’Atletico: perché la Juve alla fine può schierare 10 dell’XI titolare, con sola sorpresa Spinazzola terzino sinistro, e soprattutto il 4-3-3 con Bernardeschi e la ormai nota ma pur sempre clamorosa esclusione di Dybala.

LE SFIDE – L’Atletico invece rinuncia soprattutto a Diego Costa, che come testimoniato dalle parole dei compagni già con la presenza conferisce una carica speciale. Casca il filtro davanti, e casca anche quello in mezzo perché pure Thomas Partey è squalificato e di altri mediani non ce n’è. E non è tutto, perché contemporaneamente scompaiono gli infortunati Filipe Luis e Lucas Hernandez, riserva e titolare pure della casella da terzino sinistro. Il che vuol dire altro allarme rosso per Simeone: perché Juanfran sarebbe già l’anello debole nella sua sede naturale da terzino destro, figuriamoci adattato dall’altra parte, lasciando il posto a destra al seppur buono ma non (ancora?) trascendentale Arias. In più poi il Cholo è costretto a mettere dall’inizio Morata e Lemar: i cambi che hanno contribuito a vincere l’andata, è vero, ma lì era l’ultima mezz’ora in cui cambiare marcia e giocare più leggeri proiettati in avanti; a Torino invece sarà una partita di lotta e ripartenza, e non sono esattamente gli uomini più adatti (alla lotta soprattutto).

COME FINIRÀ – La chiave per Allegri forse è in chi non c’era a Madrid. Anche perché sappiamo cosa Cristiano o Mandzukic possano dare. Ma l’assenza di Cancelo fu tra gli aspetti più criticati, e il portoghese stavolta può proprio dare quella profondità di manovra completamente mancata all’andata. Anche perché le sovrapposizioni con Bernardeschi si sviluppano proprio sulla catena di Lemar e Juanfran, uno non sa difendere e l’altro non sempre sa farlo. I colchoneros invece puntano gli obici su Spinazzola, grazie all’arguzia di Koke: che magari non avrà più la qualità del passato recente, ma conserva una sapienza che gli può fare imbustare il dirimpettaio qualora questi si distragga.

Sulla vittoria della Juventus la Snai non ha dubbi, ed è condivisibile: 1 anche basso a 1.73, con pareggio a 3.55 e il 2 a 5.25. Il dato sul Gol a 2.00 fa felici gli juventini, quello sull’Over quota a 2.15 un po’ meno, perché vorrebbe dire quantomeno Supplementari. I gol subiti in 3 delle ultime 4 partite però sono un problema. Nonostante Snai indichi l’1-0 a 5.50 come risultato più probabile, rimane però difficile soprattutto chiudere la porta. Ecco perché il 2-1 a 8.50 è l’opzione più ragionevole, ancorché dolorosa. Ma se credete all’apoteosi, anche il 3-0 a 14.00 vi fa ricchi.

Certo, è una Juve diversa rispetto a imprese del passato: le notizie sul paventato addio di Allegri, i contatti della società con Zidane, Deschamps, Conte e Guardiola, i malumori di alcuni pronti a esplodere in caso di eliminazione. Sono tutti fattori contrari alla preparazione di un’impresa, che probabilmente le danno al momento un 30% di possibilità di qualificarsi.

Ma se la Juventus dovesse superare anche questo uragano, allora davvero l’approdo alla spiaggia del trofeo sembrerebbe di colpo la rotta naturale.

MANCHESTER CITY-SCHALKE – Ah, a proposito, c’è anche un’altra partita. Ovvio, con infinito minor pathos, eppure non è da sottovalutare il rocambolesco 2-3 dell’andata. L’1.15 Snai sul City fa capire meglio di tante altre cose di cosa si stia parlando. Allo Schalke manca Caligiuri, ma a Guardiola mancheranno Mendy, DeBruyne, Fernandinho e Otamendi (ma l’assenza di quest’ultimo non è un male). Poco cambia, tranne Zinchenko terzino sinistro per il resto i sostituti sono tutti titolari o quasi. Lo Schalke non vince dalla bellezza di 6 partite, ma per il City chiuderla senza strafare può essere esatto (e saggio): il 3-1 per Snai a 11.00 è a una quota inusualmente bassa.

(Credits: Getty Images)

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Tancredi Palmeri Autore SNAI che tratta di calcio, con le quote presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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