26/6/1996 England v Germany - Euro '96 Semi-Final - German team celebrate as Gareth Southgate misses penalty for England. Photo: Mark Leech

Abbiamo lasciato la nostra euro-storia dopo la grande vittoria dell’Inghilterra contro l’Olanda. Da quel momento in poi l’entusiasmo è salito alle stelle con le bandiere anche fuori dalle case di chi non sopportava il calcio. L’epoca della Cool Britannia stava veramente iniziando e “Quella Canzone”, “It’s coming home” che iniziava a suonare anche su quei canali dove qualsiasi canzone composta dai luccicanti anni Sessanta in poi era vietata. Ma essendo l’Inghilterra, prima o poi qualcosa sarebbe andata storta, come in effetti potrebbe succedere contro l’Olanda fra un paio di giorni!

 

Quarti di Finali

Il tabellone finale ci regalava Inghilterra-Spagna, Francia-Olanda, Germania-Croazia e Portogallo-Rep. Ceca con due partite il sabato e due la domenica. Avevamo preso biglietti per Portogallo-Rep Ceca a Villa Park la domenica, così sabato lavoravo in agenzia con gli occhi incollati a Wembley. Probabilmente per la prima volta nella storia, lo schermo gigante ha registrato il passaggio di canale dall’ippica al calcio e nemmeno quelli che passavano tutto il giorno a guardare le corse si sono lamentati!

All’epoca non si poteva scommettere durante le partite, le quote sono state riaperte solo all’intervallo e prima degli eventuali tempi supplementari, perciò nessuno ci disturbava in cassa mentre la partita era in corso e chi voleva giocare i cavalli ha piazzato le scommesse prima!

Wembley chiaramente era strapieno con il 90% di tifosi in favore della Nazionale dei Tre Leoni. Quella partita ha visto, forse per la prima volta nella storia, l’inno cantato con passione dei giocatori. Fino ad allora, al solito, i giocatori facevano finta di cantare o rimanevano in silenzio. Quella volta hanno seguito l’esempio dei giocatori di rugby insieme al resto dei presenti a Wembley. La partita però non ha rispecchiato la passione dell’inno nazionale, la Spagna non dava lo spazio all’Inghilterra come l’Olanda aveva fatto in precedenza e Shearer non era mai più di un metro da un difensore spagnolo. L’Extra Time ha portato l’esordio del Golden Goal, chi segna prima vince la partita. Sembrava che così l’approccio sia diventato più difensivo, meglio i calci di rigori dove c’era la possibilità di una rimonta invece di un fischio finale senza la possibilità di pareggiare.

Allora si passava ai calci di rigore, o davanti alla TV o chiusi in bagno per cinque minuti. Li abbiamo visti e l’Inghilterra ha avuto quasi subito il vantaggio, nel primo giro Shearer ha segnato e Hierro ha preso la traversa. Sia Platt sia Amor hanno segnato nel secondo giro poi è arrivato Stuart Pearce sul dischetto. Un uomo con due obiettivi, il primo segnare il rigore ovviamente, secondo, invece, esorcizzare Torino 1990 quando ha sbagliato il tiro decisivo contro la Germania nella semifinale di Italia ’90. La tensione era alle stelle, ma Pearce ha calciato un ottimo rigore e la sua grinta dopo il gol definitivamente cancellato dalla memoria il difficile episodio di sei anni prima. L’ Inghilterra era così in vantaggio per 3 a 1. Belsue e Gascoigne hanno centrato la rete, perciò Nadal doveva segnare per forza per tenere viva la partita, ma non c’è riuscito, Seaman ha parato il tiro e l’Inghilterra è volata in semifinale!

Quella Canzone è ricominciata, sia allo stadio, sia nell’agenzia, sia sulle strade di Southampton. Così la seconda partita del giorno è andata in secondo piano, giocata ad Anfield molto similare a quello di Wembley, 0-0 e Francia in semifinale dopo i calci di rigore.

L’Inghilterra avrebbe scoperto i propri avversari solo il giorno dopo quando Germania e Croazia si sarebbero incontrate all’Old Trafford. Con tutto il rispetto per la Croazia, è stata la scelta di quasi tutti gli inglesi come avversario preferito nella semifinale.

All’epoca c’era una canzone di cattivo gusto contro i tedeschi “Due guerre mondiali e un mondiale di calcio”, con ovvio riferimento alla finale dei Mondiali del 1966. Dopo quella partita la Germania ha sempre dominato la compagine inglese, vincendo sia nei quarti di finale dei Mondiali del 1970 sia le semifinali di Italia ’90. La Croazia ha fatto la sua bella figura, come avrebbe fatto due anni dopo in Francia, ma ha perso per 2-1, giocando l’ultima ora in dieci. Abbiamo ascoltato la partita in radio verso Villa Park, come nella partita un paio di settimane fa abbiamo parcheggiato lontano dallo stadio e preso il treno. Non c’erano tanti tifosi del Portogallo e la Repubblica Ceca presenti, non esistevano i voli Low Cost, e forse alcuni tifosi hanno deciso di prenotare solo per i gironi. Infatti, la canzone più sentita a Villa Park è stata di nuovo “Quella Canzone”, non quelle dei due partecipanti. Tecnicamente la partita è stata di alta qualità con due squadre molto equilibrate, la differenza è stata un bel gol di Poborski, un tipo di cucchiaio da lontano per portare il pallone in rete, un gol che l’ha portato al Manchester United la stagione successiva e la Repubblica Ceca alla semifinale nella casa dello United contro la Francia. Siamo arrivati così ai nostri quattro semifinalisti.

 

Semifinali

Se i tifosi inglesi volevano la Croazia come avversario nelle semifinali i tabloid erano più contenti di vedere la Germania per via del materiale che potevano utilizzare. Il peggiore esempio è stato offerto dal The Daily Mirror che ha buttato fuori una prima pagina con Stuart Pearce e Gazza vestiti con i caschi da guerra con il titolo “Achtung arrendersi, per te Fritz i campionati europei sono finiti”, la classica frase utilizzata nei film di guerra. Non male come motivazione per i tedeschi.

Come per i quarti di finale abbiamo viaggiato a Wembley ascoltando alla radio la partita che ci avrebbe dato l’avversario nella finale. La partita si stava ancora giocando quando abbiamo lasciato la macchina alla stazione prima di prendere il treno per Wembley e in un mondo ancora senza smartphone, alcuni avevano i telefonini che assomigliavano a un mattone, abbiamo saputo del risultato finale dall’altoparlante dello stadio. L’atmosfera era completamente diversa a quella prima della partita contro l’Olanda, l’ultima partita dell’Inghilterra che ho visto di persona, si sentiva la tensione visto come erano vicini al premio finale. Di nuovo l’inno nazionale è stato cantato con passione, abbiamo dovuto fare così per forza perché non è partito l’audio. Si vede su Youtube il cantante mentre guarda il microfono con un certo stupore!

La partita era molto diversa da quella contro la Spagna, per forza visto che Alan Shearer ha segnato dopo tre minuti. Ma i tedeschi erano tosti, e Kuntz ha pareggiato dopo un quarto d’ora. Diciamo che l’Inghilterra ha vinto il primo tempo e la Germania il secondo ma non c’erano altri gol e siamo andati ai tempi supplementari. L’approccio al Golden Goal è stato molto diverso in confronto con la partita contro la Spagna, nessuna delle due squadre voleva i rigori, entrambi cercavano di chiudere i tempi supplementari in anticipo. Darren Anderton ha preso il palo e Paul Gascoigne si trovava vicinissimo al traversone di Shearer davanti a una porta vuota, a un centimetro dalla porta. Vedo ancora quell’azione nel mio cervello, sembrava come quando uno abbassa la velocità su un video. Un bel pezzo di fortuna per la Germania ma dopo la fortuna è stata subito rimbalzata quando l’arbitro ha annullato il secondo gol di Kuntz che probabilmente è stata una decisione troppo dura per i tedeschi. Che cosa avrebbe detto oggi il VAR!?

Quindi siamo andati ai rigori con tanti ricordi di quello che era successo a Torino ai Mondiali di Italia ‘90. I tedeschi sono cinici, freddi, non sbagliano mai. Ed è stato così dopo i primi cinque tiri per tutte le due squadre, dieci rigori, dieci gol. L’Inghilterra tirava prima, ma i tedeschi hanno sempre pareggiato non davano nemmeno una percentuale di speranza a Seaman per una parata. Si passa quindi alle a Gareth Southgate, il giovane difensore scelto per tirare il sesto, dopo i primi cinque tiratori non c’era un altro abituato a calciare i rigori. Purtroppo, è stato battuto senza direzione e senza convinzione ed è stato parato facilmente da Kopke, il portiere tedesco. A quel punto abbiamo capito che l’avventura terminava qui, anche se Andreas Moller ha dovuto ancora segnare, ma psicologicamente eravamo pronti per il gol vincente. È arrivato, e per una altra volta, Football wasn’t coming home, ma questa volta abbiamo veramente bussato alla porta.

 

Finale

Come potete immaginare, l’ambiente attorno alla finale è stato completamente diverso visto quello che è successo nella sfida precedente, tornando a Wembley per vedere la partita sembrava quasi un tradimento, come tornare ad una scuola che hai lasciato prima perché non ti trovavi bene. Lo stadio era diviso tra un bel po’ di tedeschi, qualche ceco e il resto degli inglesi che cercavano sciarpe e magliette della Repubblica Ceca!

Abbiamo preso i posti nella tribuna centrale per la finale, e ci siamo trovati a pochi metri dalla Regina, ma non ci ha invitato giù per un panino all’intervallo. Onestamente ricordo davvero poco della partita, ho dovuto chiedere una mano all’internet per la questione. Mi riporta che la Cechia è andata in vantaggio con un calcio di rigore e Bierhoff ha pareggiato una quindicina di minuti dopo. Di nuovo una partita andata ai tempi supplementari, ma non sono arrivati alla conclusione perché, dopo solo 5 minuti, Bierhoff ha concluso la sua doppietta di giornata chiudendo anche la partita. Nella nostra gioventù giocavamo spesso a “Prossimo gol vince”, anche se una formazione era sotto di cinque gol! Ma in quel contesto la fine della partita direbbe la cena, il letto, o il rientro in aula, non la fine di un torneo internazionale, quel gol di Bierhoff è stata una maniera surreale per concludere tre settimane di ricordi fantastici.

Euro ’96 ha avuto un ruolo fondamentale nel cambiamento del calcio in Inghilterra, aumentando la popolarità dello sport a un livello mai visto prima. Chiaramente chi lavorava nel marketing lo ha capito subito, e soprattutto nella Premier League il calcio si è trasformato dallo sport dei lavoratori a uno per la borghesia. È così ora, con biglietti quasi introvabili e a prezzi alti. È un discorso difficile, lo sport negli anni ’80 era di un basso livello e raggiungibile a tutti, adesso si vedono i migliori giocatori nel mondo, ma principalmente in TV, non allo stadio. Comunque ricorderò sempre con affetto Euro ’96, quando noi inglesi potevamo finalmente sognare. Ma qualcuno sa che fine ha fatto quel tizio, Southgate? 🙂

 

Adam Grapes

(Credits: Getty Images)