Spalletti

ROME, ITALY - MARCH 18: Head coach of Italy Luciano Spalletti speaks to his players during a training session at Centro Sportivo Giulio Onesti on March 18, 2024 in Rome, Italy. (Photo by Giampiero Sposito/Getty Images)

The day after… il giorno dopo, per l’Italia di Spalletti, è pesante. L’eliminazione contro la Svizzera è una ferita difficile da rimarginare, soprattutto per quanto si è visto in campo.

Spalletti confermato

La sensazione è quella di una disfatta figlia di una catena di errori tattici e tecnici grossolani e soprattutto evidenti, così tanto evidenti da spingere un’enorme fetta di tifosi a chiedere le dimissioni di ct, Spalletti, e presidente federale, Gravina.
Nessun passo indietro per i due, anzi, uno in avanti, verso la sala dove si è tenuta la conferenza stampa del giorno dopo. Poco più di un’ora di mea culpa, con l’unica notizia degna di nota racchiusa nelle parole di Gravina: “Spalletti ha la nostra fiducia, non ha senso abbandonare un progetto pluriennale dopo appena 8-9 mesi”.

I giovani sono un alibi?

Per risollevare la Nazionale, la ricetta, secondo Gravina è una soltanto: “Ci vuole pazienza. Bisogna rialzarsi con la forza del progetto, delle idee e il lavoro. Abbiamo solo un’esigenza: attivare la politica della valorizzazione del talento, che c’è”.

Non è un caso che tutte le squadre del Settore Giovanile abbiano ben figurato nei vari tornei nazionali di categoria, ma gli intoppi, arrivano proprio nel momento del lancio tra i grandi. Sempre secondo Gravina infatti, ci sarebbe un problema culturale di fondo sui vivai, i quali “sono un investimento, non un costo”.
Un discorso che di fondo è più che comprensibile, legittimo e quanto mai attuale, ma che nello specifico delle prestazioni fornite dagli Azzurri in questo Europeo, lascia a desiderare. Un’ora di conferenza stampa riassumibile in poche parole: Perchè l’Italia è uscita dall’Europeo in questo modo? Perchè non ci sono giovani pronti.

Eh no, come risposta sembra proprio un po’ troppo semplicistica.

Il CT indica la via

Un discorso cavalcato dallo stesso Ct, il quale dopo aver ammesso di aver sbagliato qualcosa, ha proseguito indicando la strada futura che andrà a prendere, fatta di giovani: “Siamo tornati a zero, la partita di ieri ci butta a zero e da lì dobbiamo ripartire. Nelle scelte future tenterò di ringiovanire ulteriormente la rosa, per ricreare un gruppo il prima possibile, stando attento alla mancanza di personalità. Ci vogliono forze e energie nuove, si va a prendere i giocatori dal basso, i giovani“.

Lo spettro del Mondiale 2026

Infine un apostrofo su uno scenario che fino a ieri alle 17.59 sembrava impensabile: fallire la qualificazione al Mondiale 2026. Uno spettro che Gravina ha cercato di nascondere sotto al tappeto: “L’obiettivo del mondiale 2026 è reale, siamo consapevoli che sarebbe un disastro inimmaginabile non centrare la qualificazione per la terza volta di fila. Vorrebbe dire che non siamo stati in grado di percorrere un progetto che dia risposte concrete nell’immediato”.

Il campo parla, ma non lo si vuole ascoltare

Una conferenza stampa necessaria e doverosa, ma che di concreto lascia poco. Non si è infatti parlato di scelte tecniche, tattiche, di convocati, di giocatori fuori posizione, di mancanza di una preparazione fisica degna di questo nome, dei motivi per i quali (tranne l’Albania), l’Italia è stata surclassata in termine di ritmo da tutte le altre avversarie. Tutte le questioni strettamente inerenti al campo, al calcio giocato, sono state bypassate come se il problema di quanto visto in questi giorni di Europeo fosse esclusivamente “colpa del sistema” che non sforna giovani.

“Non possiamo pensare che in 60 giorni improvvisamente in Italia fioriscano i Mbappè, i Ronaldo e i Messi”, ha dichiarato Gravina. Quello che forse non ha ancora capito però, è che non servono necessariamente delle leggende per vincere, o quantomeno per fare una figura decente. Perchè se la speranza è legata all’arrivo di un campione che ci porti ai Mondiali, allora la strada da percorrere per arrivarci è veramente molto più lunga del previsto.

 

 

 

(Credits: Getty Images)