Ajax e Manchester, storia e ora

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Lo dice la profezia, questa Europa League la vince il Manchester United. E del resto la quota SNAI è chiarissima: 1,40 il Manchester United vincente, mentre l’Ajax è a 2,80. La profezia che dice che mai le squadre inglesi sono state più di 3 anni senza vincere una coppa europea da quando hanno cominciato a farlo – e sono 3 gli anni di digiuno dall’Europa League del Chelsea (stessa profezia che indica la Juve vincente della Champions, perché mai le italiane sono state più di 6 anni senza vincere coppe – e sono 6 gli anni dalla Champions dell’Inter; ma quella è un’altra storia…).

Sono due nobili del calcio, ma è soprattutto una un’altra cosa questo Ajax – Manchester United: freschezza contro esperienza.

LE MEGLIO GIOVENTU’ – Da un lato lo stereotipo dell’Ajax al suo massimo, un manipolo di giovani terribili. E dall’altro un colosso costruito per vincere subito, e dunque appoggiato all’esperienza dappertutto. Che poi però le cose della vita hanno mischiato la situazione per Mourinho, senza Ibrahimovic nella notte che finalmente doveva dargli un trofeo europeo da protagonista e per di più in casa sua. E non solo, perché mancheranno anche Rojo, Young e Shaw, e pure Bailly squalificato. Così alla fine lo United è un ibrido di freschezza e saggezza, che però non è mai stato affascinante nemmeno per un momento.

LA FORZA DELLA STORIA – Badate perché, nonostante la disparità di status contemporaneo, addirittura è l’Ajax a guardare dall’alto della storia il Manchester United: 10 trofei per gli ajacidi, 7 per i mancuniani, e con l’Ajax che fu il secondo degli unici tre club a riuscire a vincere tutti i trofei internazionali, dopo la Juventus e prima del Bayern Monaco. Una elite che si arricchirebbe di un quarto nome proprio nel caso che lo United vinca stasera. E per capire però proprio come sono cambiati i tempi, è da 21 anni che l’Ajax non finiva in una finale europea (proprio l’ultimo anno della vittoria Juventus, guarda caso…), mentre sono ‘solo’ 9 anni che lo United non ne vince una. Per non parlare di Mourinho, che sa come si fa anche in questa competizione, visto che nel 2003 aprì la sua leggenda con il Porto nella fu Coppa Uefa. Beh pensate che invece dall’altro lato Peter Bosz è addirittura alla sua prima competizione europea da allenatore a 53 anni (in passato aveva solo fatto i preliminari di Europa League con il Vitesse)!

CHE PARTITA SARA’ – Ma la storia non entra in distinta. Lì ci entra un Ajax che non rinnegherà la sua filosofia e dunque fin dall’inizio sarà a trazione anteriore. Per questo Mourinho copre ulteriormente una difesa sguarnita che già a ranghi completi sarebbe inaffidabile. Il 4-3-3 dell’Ajax probabilmente non ha sufficiente scaltrezza per autoimmunizzarsi dal particolare cinismo di questo 4-2-3-1. Sarà uno United acquattato, e del resto viene anche bene a Mourinho la scelta obbligata davanti su Rashford, velocissimo nelle transizioni, anche se la vera spina per l’Ajax può essere l’imprevedibilità anche tattica di Mkhitaryan, mentre dall’altro lato è soprattutto Dolberg che preoccupa, negli eventuali uno contro uno impari sul piano atletico con Smalling.

COME FINIRA’ – Lo United non ha fretta di chiuderla nei 90 minuti, ma l’Ajax non speculerà. Per questo in una maniera o nell’altra la partita si aprirà. Con il Manchester United dato a 2.00 nella vittoria nei 90 minuti, con il pareggio a 3.35 molto vicino alla quota dell’Ajax a 4,00. Buono il Gol a 1,90, ancora meglio l’Over a 2,05, e non plus ultra l’accoppiata 2 Manchester + Gol a 4,30. Perché le difese concedono, e avrà anche deluso Mourinho, ma le finali sono un’altra cosa: per questo l’1-2 a 8,00 per SNAI sembra la miglior via di mezzo. Quando si alza una coppa, non importa che lo si faccia in maniera Special.

(Credits: La Presse)

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