L’eresia Atletico contro la chiesa di Marsiglia

L’eresia Atletico contro la chiesa di Marsiglia

L’eresia Atletico contro la chiesa di Marsiglia

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Finale di Europa League per personalità fiere e orgogliose, cuori in fiamme e popoli in ebollizione. Olympique MarsigliaAtletico Madrid è lo scontro tra le due realtà più infuocate ai due lati dei Pirenei, quelle più mistiche nella identificazione con il club. Ma in campo scendono le squadre, e anche gli allenatori.

OLYMPIQUE MARSIGLIA-ATLETICO MADRID – Il mismatch tecnico è ovviamente largo: da un lato la terza squadra protagonista dell’ultimo decennio, alla sesta finale europea negli ultimi 8 anni. Dall’altra l’OM che solo negli ultimi 18 mesi è tornata ad avere un ruolo autorevole, e che torna in una finale 14 anni dopo quella di Uefa persa contro un’altra spagnola, il Valencia di Benitez.
L’Atletico è la nave pirata più pericolosa del globo terracqueo, arriva e depreda esattamente dove vuole, e Simeone è signore dei mari.
Il Marsiglia è una gioiosa ciurma d’assalto che è salpata alla scoperta di sé stesso, e adesso si scopre capace di arrivare alle colonne d’Ercole.
Se saprà varcarle è un’altra storia, perché l’Atletico cholista è stato più forte di tutto tranne che dell’ineluttabilità, e Simeone ha una determinazione incrollabile. Il Marsiglia deve sperare per sé che l’unicità del proprio popolo, trascendente come quello dell’Atletico, possa portarlo oltre i propri limiti, infiammato dalla fame atavica per un titolo europeo che magari può dare quella spinta in più oltre la possibile abitudine dei colchoneros al successo.

CHOLISMO CONTRO LA CHIESA – Ma Simeone prepara l’assetto da guerra. La classica partita senza respiro, occupando militarmente 60 metri di campo, sfiancando le linee nemiche. Un 4-4-2 d’ordinanza che è un muro granitico che ti si infrange addosso. Sorretto dal credo tattico e mistico incrollabile che sfalda gli avversari.
Una fede degli uomini che si oppone alla chiesa garciana in attesa di essere posta al centro del villaggio del Velodrome.
Rudi Garcia ha istruito benissimo il suo 4-2-3-1 molto emozionante, a volte troppo emozionante difensivamente lontano da Marsiglia.

COME GIOCHERANNO – Quella dell’Atletico sarà come sempre un’occupazione allo stesso tempo furiosa e ragionata. Linee strette, raddoppi, attacchi rapidi. Tutta la rosa a disposizione e anzi con la possibilità di mandare in panchina l’astro nascente Thomas Partey e Filipe Luis. Davanti c’è ovviamente l’artiglieria pesante di Diego Costa e Griezmann, ma attenzione che l’assalto non provenga dalle fasce, dove Koke può far valere il gap su Sakai.
Anche Garcia può permettersi panchina piena, con il Luiz Gustavo adattato difensore centrale. Le soluzioni offensive sono molteplici, ma dovranno stare attente a non concedere spazi, con la variabile più imprevedibile che rimane il fuori-dentro di Thauvin magari sperando su qualche pausa di Lucas Hernandez.

COME FINIRÀ – Lo standard dell’Atletico è tale che in 11 finali internazionali solo 2 volte ha perso con più di un gol di scarto.
L’eccellenza di Simeone porterà il massimo, e non a caso SNAI quota a 1.90 gli spagnoli, con francesi addirittura a 4.50.
Il Marsiglia invece ne ha giocate 4, e guarda caso nelle due di Uefa/Europa League è sempre affondata oltre i 2 gol di scarto.
Pareggio per SNAI a 3.25, relativamente basso, e forse è la speranza più concreta per il Marsiglia.
Anche se, parlando di risultati secchi, nessuna meraviglia che si oscilli tra lo 0-1 Atletico addirittura a 5.50, e lo 0-2 più allettante a 9.50.
Perché la chiesa garciana è un’istituzione, ma l’eresia cholista è troppo potente.

 

Gioca sempre responsabilmente.

(Credits: Getty Images)

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Tancredi Palmeri Autore SNAI che tratta di calcio, con le quote presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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