Il Portogallo, chi l’avrebbe mai detto?

Il Portogallo, chi l’avrebbe mai detto?

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Chi l’avrebbe mai detto? Alzi la mano chi di voi aveva scommesso il Portogallo vincente a Euro 2016…magari prima ancora che iniziasse la competizione. Sicuramente qualcuno c’è, non vi è dubbio, ma onestamente siamo di fronte ad una bella sorpresa. Come è successo? Facile: prendete qualche giovane di belle speranze, affiancategli cinque sei giocatori d’esperienza e infine collocate dove volete lui, il faro, il leader CR7. Mischiate gli ingredienti e troverete la giusta miscela per vincere gli Europei. Questo è quello che ha fatto Fernando Santos, mister del Portogallo.

Prima di addentrarci a scoprire i talenti della nazionale vincitrice, soffermiamoci a guardare il girone dei lusitani: tutto faceva presagire tranne che CR7 alzasse al cielo di Parigi la coppa di vincitori. Invece, il calcio spesso ci riserva delle storie che mai avremmo pensato di vivere. E poi attenzione perché il Portogallo non è solo e soltanto Cristiano Ronaldo. Sicuramente al fenomeno madridista va riconosciuta una dote di leadership estrema, una capacità di guidare e sostenere il gruppo, forse inimmaginabili prima di Euro 2016. E la cosa pazzesca è che il Portogallo vince, praticamente senza il suo condottiero, azzoppato dopo soli 20 minuti.

E allora di chi è il grande merito? Riconosciute a CR7 le sue doti di leader, ecco che spuntano in ordine di ruolo, Rui Patricio, portiere dello Sporting Lisbona capace di dare sicurezza a tutto il reparto difensivo. Se la Francia non passa è anche merito dei suoi interventi, soprattutto quelli su Sissoko e Griezmann. In difesa poi spazio a due istituzioni: Pepe e Carvalho, difficile che passino inosservati…forse non saranno come Bonucci e Chiellini, ma come si fa a criticarli dopo aver vinto un europeo? Non scordiamoci di Quaresma, vecchia conoscenza del calcio italiano, di Nani, sempre pronto a piazzare la zampata vincente e poi? Se i nomi citati fino ad ora in qualche modo li abbiamo sentiti nominare, ecco che improvvisamente sale alla ribalta Éderzito António Macedo Lopes, per gli amici e compagni di squadra, semplicemente Eder. In forza allo Swansea di Guidolin fino alla scorsa stagione, l’attaccante di origine guineense, ha ripagato la fiducia del tecnico Fernando Santos col gol che vale l’Europeo. La sua carriera fin qui, non si può annoverare come quella di un top player, ma adesso, chissà che l’aria di Francia non gli faccia bene e che trovi nel Lille quella continuità di rendimento che gli è forse mancata fin’ora.

Non finisce certo qui la carrellata dei talenti lusitani: ecco il trio più stuzzicante degli Europei…Guerreiro, Sanches e Joao Mario. Il primo è stato il miglior laterale sinistro di tutto il torneo e se volete seguirlo non dovrete far altro che sintonizzarvi su qualche canale tedesco e seguire i match del Borussia Dortmund. Sempre in Bundesliga giocherà Renato Sanches, nuovo acquisto del Bayern targato Ancelotti. Centrocampista eclettico, capace di abbinare quantità e qualità, pur essendo un ‘97 gioca con l’esperienza del veterano. E poi quel Joao Mario, sogno di mercato di mezza Europa, classe ‘93 dello Sporting Lisbona. Ci siamo dimenticati qualcuno? Si, il gigante di centrocampo William Carvalho, classe ‘92, di proprietà dello Sporting Lisbona, vero faro del centrocampo lusitano. Che mix straordinario…alla fine complimenti anche a Santos che ha saputo scegliere gestire e mischiare con sapienza i suoi giocatori, giovani, esperti o veterani, creando una nazionale vincente.

(Credits: La Presse)

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Mauro Carrano Grandissimo appassionato di calcio fin dai tempi delle elementari… ormai la passione si è tramutata in vera e propria malattia! Adoravo le domenich... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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