La paura di vincere di Francia e Portogallo

La paura di vincere di Francia e Portogallo

La paura di vincere di Francia e Portogallo

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Il senso della sconfitta, ancora prima di quello della vittoria. Francia e Portogallo è la finale di Euro2016 dove le ferite che ti rimangono dentro sono la bestia più difficile da addomesticare, ancora prima dell’avversario.

L’OFFESA DEL PASSATO – Il Portogallo deve scendere a patti con la sua tristezza storica per un passato glorioso che non torna più. Un passato non sportivo, ma che si riflette sempre sistematicamente nel desiderio frustrato di primeggiare. Anche per questo Cristiano è così amato. Anche per questo Cristiano ha fatto il fenomeno in conferenza stampa, dicendo “Vinciamo noi”, cercando di convincere i propri prima ancora che spaventare gli altri. Un paese che già nell’inno ricorda sistematicamente alle nuove generazioni di essere all’altezza delle precedenti. Difficile liberarsi di tutto il peso del passato in questa maniera.

IL NORMALIZZATORE – E per questo forse la figura di Fernando Santos si adatta perfettamente al Portogallo. Al di là delle capacità, non è un capopopolo come Scolari. Ma per quello basta Cristiano Ronaldo. No, Fernando Santos è il normalizzatore, è quello impermeabile alle pressioni e che trasmette questo aplomb alla squadra, è quello che rende quest’idea del “proviamo a fare semplicemente il nostro lavoro, e non a riscattare secoli di ambizioni con una partita”. Ed è l’uomo che ha avuto l’intuizione di mettere in panchina Moutinho quando le cose andavano male. Tradendo uno stile di gioco elaborato ma compassato, a cui il Portogallo si sentiva per forza collegato, ma ottenendo con cinismo e mestiere quello che voleva. E dando appunto, quella normalità che il Portogallo necessitava.

LA FRANCIA FERITA – La Francia gioca con le cicatrici nel cuore. Inutile volere dividere il calcio dagli altri eventi, perché è tutto talmente iconico che sarebbe stupido anche solo pensare che non c’entri niente. Quello che è successo il novembre scorso è ancora presente nel vivere comune, e la Francia sta ancora tentando di capire che cosa è diventata. E niente più del calcio fornisce quella catarsi collettiva che permette di lavare le macchie e inopinatamente ma giustamente andare avanti con un sentimento rinnovato. Accadde a noi nel 1982, ed è accaduto anche alla Francia nel 1998, quando i campioni del mondo multiculturali sublimarono l’idea di una nazione nuova. Adesso c’è un paese che dopo aver organizzato – non certo con entusiasmo – l’Europeo, ha bisogno di vincerlo per fare un passo avanti ingiusto ma necessario. E il bisogno di freschezza è rappresentato in campo dal garçon di una nazione, quell’Antoine Griezmann che rende la leggerezza necessaria.

IL LEADER ANTICO – Ma la Francia il leader ce l’ha in panchina. A Deschamps, l’uomo che ha alzato la Coppa del Mondo e quella dell’Europeo, a lui è affidato il compito di fare sentire ai giovani l’eredità della gloria dei vecchi. Deschamps ha fatto crescere la squadra nel corso del torneo, così come accade sempre alle squadre che diventano campioni. Certo facilitato da un calendario spaventosamente facile, ma avendo l’umiltà di cambiare idea non una ma addirittura due volte, con il sistema di gioco modificato sia per necessità che per dare la sveglia ai papaveri. Se pensate che alla seconda partita aveva messo in panchina Griezmann e Pogba…

CHE PARTITA SARA’ – Giocheranno entrambe con il miglior XI. Il 4-4-2 di lotta del Portogallo, il 4-2-3-1 di rivoluzione della Francia. Il Portogallo non ci pensa proprio a fare la partita, la chiave è l’incontro con la Croazia. Ma la Francia non è una squadra di palleggiatori puri, ha un dinamismo che sa allargare le fasce, e sicuramente Deschamps dopo un Europeo di brillante efficacia non ha la minima intenzione di fare adesso l’ingenuo che si consegna agli avversari. Palla alla Francia, ma nessuna follia, con Pogba che dovrà fare un salto di qualità negli strappi, e con la necessità per Payet di ritrovare brillantezza. E’ ovvio che Cristiano contro Koscielny è la spina nel tallone della Francia. Ed è vero che Griezmann avrà un’attenzione particolare da Pepe e da Andres Silva. Ma se Giroud non fa il Giroud e fa l’altruista, attenzione proprio agli spazi che potrebbe aprire per Griezmann. E occhio anche agli uno contro uno di Payet contro Cedric.

LA SCOMMESSA – Per SNAI non c’è partita: Francia vincente nei 90 minuti a 2.05, Portogallo a 4.50. E pareggio e supplementari non improbabili a 3.10. Pochissimi i gol, non c’è che dire. C’è addirittura il rischio di 0-0 e poi oltre, risultato a 6.50 per SNAI. Ma a ben vedere ce n’è solo uno che è ritenuto il più probabile, lo 0-1 per la Francia, a 5.50 per SNAI. Ed è su quello che crediamo.

(Credits: La Presse)

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