Europei | Inghilterra – Italia, “It’s coming home”?

Europei | Inghilterra – Italia, “It’s coming home”?

Europei | Inghilterra – Italia, “It’s coming home”?

72
0

La finale degli Europei 2020, posticipati di un anno causa covid, vedrà di fronte due squadre finora molto attente alla fase difensiva. Tra lo sbandierato proclama dei tifosi inglesi, quell’impavido “It’s coming home” che campeggia sulle pagine dei quotidiani e sui social di alcuni politici, e l’ottimo percorso degli uomini guidati da Roberto Mancini, ci addentriamo nella selva di statistiche e dati per far luce su cosa potrebbe attenderci per questa finale tutta da vivere.

 

LA DECIMA PER GLI AZZURRI
Questa sarà la 10ª finale dell’Italia in un grande torneo internazionale (sei Mondiali, quattro Europei): solo la Germania (14) ne ha giocate di più tra le nazionali del continente. L’Italia manca al successo nella competizione dagli Europei del 1968 e in precedenza aveva raggiunto la finale nel 2000 contro la Francia, con il pareggio al 90° di Wiltord e lo sciagurato golden gol nei supplementari di Trezeguet, e nel 2012, quando gli Azzurri di Prandelli si schiantarono contro la grande Spagna di Xavi e Iniesta.

 

55 ANNI DI INSUCCESSI
Per l’Inghilterra invece si tratta della prima finale agli Europei e la prima in un grande torneo internazionale da quando vinse la Coppa del Mondo del 1966, quando si disputarono oltremanica. Un ampio digiuno per la nazione che diede i natali al calcio; si tratta infatti del divario più lungo tra due finali (Mondiali/EURO) per qualsiasi nazionale europea (55 anni). Da allora l’Inghilterra ha giocato 302 partite ufficiali in tornei UEFA e FIFA, ma stavolta è riuscita a raggiungere la finale nonostante stesse pareggiando alla fine del primo tempo in quattro delle sei partite di questi Europei. L’allenatore dell’Inghilterra, Gareth Southgate, ha dovuto affrontare varie critiche da quando è stato nominato nel 2016, ma si è ormai riscattato di fronte all’opinione pubblica, raggiugendo una finale tanto ambita.

 

WEMBLEY È UN FATTORE
L’Inghilterra ha vinto 15 delle ultime 17 partite a Wembley in tutte le competizioni (1N, 1P), segnando 46 gol e subendone solo cinque. La temperatura sugli spalti sarà caldissima, ma attenzione… entrambe le ultime due finaliste europee ospitanti hanno perso la finale: il Portogallo contro la Grecia nel 2004 e la Francia contro la nazionale di CR7 nel 2016.

 

IL TREND DELL’ITALIA CONTRO GLI INGLESI
L’Italia non ha mai perso contro l’Inghilterra in un grande torneo internazionale (3V, 1N): 1-0 agli Europei del 1980, 2-1 ai Mondiali del 1990 e del 2014 e pareggio a reti bianchi prima di vincere ai rigori a EURO 2012. In generale, gli inglesi hanno vinto solo due degli ultimi 14 incontri con l’Italia tra tutte le competizioni. Gli Azzurri giocheranno con il tifo contro nella casa ancestrale del calcio inglese, ma questa è un’Italia che ha eliminato il Belgio e la Spagna, arrivando al contempo da ben 33 vittorie consecutive e dimostrando una grande tenuta mentale dopo avere battuto l’Austria ai supplementari e la Spagna ai rigori.

 

ANCORA UNA VOLTA SI VA ALL’EXTRA TIME?
In effetti, nessuna squadra ha mai dovuto giocare i supplementari più volte rispetto all’Italia nella storia degli Europei (ben nove volte), ma la sfida per l’allenatore Roberto Mancini sarà quella di portare gli Azzurri sul tetto d’Europa, provando a superare il record di 12 gol in un grande torneo. Finora la media a partita della Nazionale è stata di due gol a partita, ma contro la difesa albionica sarà più complicato del previsto.

 

CHI SARÀ IL PROTAGONISTA?
La coppia d’attacco inglese formata da Harry Kane e Raheem Sterling è sicuramente da temere d’occhio dalla difesa dell’Italia. In particolare, il centravanti del Tottenham ha preso parte a 28 gol nelle ultime 27 presenze con l’Inghilterra in tutte le competizioni (19 reti, nove assist) e un altro gol lo vedrebbe diventare il capocannoniere assoluto dell’Inghilterra in grandi tornei internazionali, superando Gary Lineker. Sterling ha tentato (32) e completato (18) più dribbling di qualsiasi altro giocatore in questi Europei, con sette di questi sono stati nell’area di rigore avversaria, uno dei quali ha portato al rigore decisivo, ma molto sospetto, contro la Danimarca nella semifinale.
Però sia Italia che Inghilterra hanno subito il minor numero di tiri in porta a partita a Euro 2020: bisognerà vedere se l’Italia rispolvererà il pressing alto e efficace mostrato contro il Belgio o tenterà l’arrocco come contro la Spagna. Di certo, la costruzione dal basso dell’Inghilterra non è pulita come quella spagnola per cui molta importanza avranno i centrocampisti azzurri che dovranno accorciare velocemente e metter pressione alla manovra inglese. Solo Pierre-Emile Højbjerg (15) ha iniziato più sequenze di gioco terminate con un tiro rispetto all’italiano Marco Verratti (nove) a EURO 2020. Inoltre, solo Kevin De Bruyne (13) ha creato più occasioni rispetto al centrocampista del PSG (12). Vedremo infine se uno dei tre attaccanti azzurri riuscirà a incidere contro la fisica e rocciosa retroguardia dell’Inghilterra: Harry Maguire potrebbe soffrire la velocità di Ciro Immobile, ma allo stesso tempo dovrebbe aver la meglio sulle palle alte e nei contrasti di gioco. Immobile che dopo i gol nelle prime due partite non ha più gonfiato la rete, ma fatto un lavoro di movimento tra alti e bassi, mettendo lo zampino nel gol del vantaggio contro la Spagna. Sarà proprio lui l’uomo decisivo in questa finale?

 

 

(Credits: Getty Images)

(72)

Redazione Redazione SNAI Sportnews che tratta tutti gli sport, con le quote, presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE