Tutto quello da sapere su Gigi Riva

Tutto quello da sapere su Gigi Riva

Tutto quello da sapere su Gigi Riva

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“Il calcio italiano è in lutto perché ci ha lasciati un vero e proprio monumento nazionale”

così il presidente della Figc Gabriele Gravina ha ricordato Gigi Riva scomparso lunedì sera nella “sua” Sardegna all’età di 79 anni. “Gigi Riva ha incarnato il mito dell’uomo libero e del calciatore straordinario – ha proseguito Gravina – Il suo orgoglio, la sua classe e il suo senso di giustizia hanno unito generazioni e appassionato milioni di persone”.

Considerato uno dei migliori calciatori italiani di tutti i tempi e tra i più forti attaccanti nella storia del calcio, Riva ha legato la sua carriera da calciatore e la sua vita al Cagliari e alla Sardegna. Nato a Leggiuno il 7 novembre 1944, piccolo paese in provincia di Varese, rimasto orfano di entrambi i genitori da giovanissimo, Riva non ha avuto una vita facile. Il calcio era la sua passione e proprio giocando nei prati di Leggiuno fu notato dai dirigenti del Laveno Mombello che gli diedero l’opportunità di entrare nel calcio ufficiale. Quel calcio che ha portato Gigi Riva, per la sua grande classe, personalità, umiltà e semplicità agli onori della cronaca nazionale e mondiale. Due anni al Laveno Mombello (1960-1962), poi in serie C al Legnano, stagione 1962-1963. Nell’estate del 1963 , seppur controvoglia, Riva si trasferì in Sardegna, al Cagliari. Da qui l’ascesa… Fra Riva e il Cagliari è nato un legame che è andato oltre il calcio. In Sardegna ha trovato una casa, il successo e l’affetto della gente.

 

IL CAGLIARI E LO STORICO SCUDETTO

In Sardegna Gigi Riva è rimasto per tutta la carriera, dal 1963 al 1977, scrivendo pagine di storia memorabili, come lo storico scudetto (primo e unico) conquistato dal Cagliari nel 1970. Alla vittoria del tricolore l’attaccante contribuì con 21 reti in 28 partite. Stagione in cui vinse anche il suo terzo e ultimo titolo di capocannoniere del torneo. Soprannominato dal giornalista Gianni Brera “Rombo di Tuono”, per la notevole potenza del tiro e la prolificità sotto rete, Riva vestì la maglia rossoblù 315 volte e segnò 164 reti. Idolo indiscusso, ancor oggi è il miglior marcatore nella storia del Cagliari. Per Brera era “Rombo di Tuono”, per i sardi semplicimente “Giggirrivva” con le consonanti doppie…

 

IL NO A MILAN, INTER E JUVENTUS

Corteggiato dai grandi club che gli avrebbero offerto tanti soldi, Riva preferì rimanere in Sardegna in quella terra che ormai considerava casa sua. Quella terra che amava, lo amava e si sentiva coccolato. Alla proposta dell’avvocato Gianni Agnelli al presidente cagliaritano Arrica, l’attaccante disse:

“Presidente non accetti quell’assegno. Io da Cagliari non mi muovo. Questa è la terra che mi ha adottato, questo è il luogo dove voglio vivere. La Juventus avrà i soldi, ma i soldi non possono comprare tutto. L’umanità e l’amore della gente non hanno prezzo”

Parole che hanno avuto un seguito…

 

GLI INFORTUNI E LA FINE DELLA CARRIERA

Gigi Riva a 33 anni appese le scarpe al chiodo. La sua carriera fu minata anche da infortuni seri. Nel 1967 durante una partita della Nazionale contro il Portogallo, il portiere Americo in una spericolata uscita gli procurò la frattura del perone sinistro. Nel 1970 al Prater di Vienna contro l’Austria, un’entrata con i tacchetti di Hof gli causò la frattura al perone destro. La goccia che fece traboccare il vaso fu uno scontro con Aldo Bet del Milan che procurò il drammatico infortunio all’adduttore della coscia destra decretando la fine della carriera di Gigi Riva. Era il 1° febbraio 1976.

 

LA NAZIONALE E IL RECORD DI GOL

Due maglie ha indossato Gigi Riva con orgoglio e dedizione. Quella del Cagliari e della Nazionale. Un rapporto lungo fatto di tante partite e gol quello con la maglia Azzurra. Con 35 reti in sole 42 presenze detiene ancora oggi il record di marcature con la Nazionale. “Rombo di Tuono” con gli Azzurri è stato campione d’Europa nel 1968 a Roma e vice-campione del mondo nel 1970 in Messico dove è stato protagonista con un gol nei supplementari nella semifinale contro la Germania Ovest. Non solo da giocatore lasciò la sua impronta in Azzurro, ma anche nelle vesti di team manager quando nel 2006 l’Italia vinse il Mondiale.

 

DOPO IL RITIRO

Una volta terminata la carriera calcistica, Gigi Riva non ha abbonato il calcio e la Sardegna. Ha continuato a vivere a Cagliari dove ha aperto una scuola calcio che porta il suo nome. A metà degli anni Ottanti è stato per un breve periodo presidente del Cagliari, poi dal 1990 è stato dirigente accompagnatore e infine team manager della Nazionale fino al 2013. Dal 2019 è presidente onorario del Cagliari.

 

IL FILM DOCUMENTARIO DEDICATO A “ROMBO DI TUONO”

Il cantautore Piero Marras gli ha dedicato il brano “Quando Gigi tornerà” mentre lo scrittore Giulio Angioni, ricordando la fama mondiale della grande ala sinistra, racconta come, in un paese esotico e lontano, registrandosi in un albergo, il concierge non riesce a decifrare sul passaporto la parola Cagliari, finchè non fa il collegamento: “Ah, Cag-liari, Gigi Riva!”. Nel 2022 invece è uscito il film documentario “Nel nostro cielo un rombo di tuono” diretto da Riccordo Milani.

 

 

(Credits: Getty Images)

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