Tifoseria Genoa
L’ex presidente del Genoa Alberto Zangrillo, oggi ancora membro del Consiglio di amministrazione del club rossoblù, si è visto rifiutare la possibilità di sottoscrivere un abbonamento stagionale per sé e per il figlio. Il diniego è arrivato direttamente dalla società, che ha esercitato il proprio diritto di escludere dai benefici della campagna abbonamenti coloro che, a suo giudizio, avrebbero arrecato un danno al club.
Il Genoa respinge l’ex presidente Zangrillo
Zangrillo si era presentato nella giornata di mercoledì al Ticket Office del Porto Antico per acquistare due tessere valide per le partite casalinghe al Ferraris, ma la sua richiesta non è stata accolta. Come riportato da Primocanale, la comunicazione sarebbe arrivata dall’alto, trasmessa dai vertici societari al responsabile della biglietteria, incaricato di eseguire il blocco. La testata ligure riferisce inoltre di aver contattato telefonicamente lo stesso Zangrillo, che si è limitato a dichiarare: “Mi hanno detto che non sono persona gradita, l’altro abbonamento era per mio figlio. Preferisco non fare alcun commento”.
Nel pomeriggio, l’ex presidente si è recato in Procura. Non è stato specificato il contenuto della denuncia, ma secondo alcune ricostruzioni potrebbe trattarsi di un’azione legale contro la decisione del club. L’episodio ha sollevato immediatamente reazioni nell’ambiente genoano, aprendo a uno scenario di tensioni ancora irrisolte tra il medico genovese e l’attuale gestione societaria.
Niente abbonamento per lui e il figlio
Le ragioni della scelta, non ufficialmente esplicitate dalla dirigenza, ma ricostruite dall’ANSA, sembrerebbero legate ai rapporti tra Zangrillo e la società americana A-Cap, creditrice del fondo 777 Partners, precedente proprietario del Genoa. L’attuale proprietà, che fa capo all’imprenditore rumeno Dan Sucu, oggi presidente e azionista di maggioranza, ritiene che Zangrillo stia sostenendo A-Cap nelle sue azioni legali contro il club. La vicenda è legata all’aumento di capitale deliberato e sottoscritto a dicembre 2024 da Sucu, su cui A-Cap ha presentato diversi ricorsi, tutti respinti finora.
Secondo la ricostruzione questa vicinanza potrebbe essere stata interpretata come un atteggiamento ostile nei confronti dell’assetto societario attuale. Da Primocanale trapela che a Villa Rostan, sede operativa del club, sarebbero in corso ulteriori verifiche interne per valutare se il nome di Zangrillo emerga in modo diretto o indiretto nelle complesse controversie legali in corso.
Il caso ha inevitabilmente colpito l’opinione pubblica genoana, anche per la portata simbolica del gesto: Zangrillo è infatti una figura molto legata alla storia recente del club, noto anche per i suoi ruoli nel campo medico e per la vicinanza a Silvio Berlusconi. Ora però, almeno per il momento, risulta “non gradito” persino sugli spalti del Ferraris.
