Italia-Ucraina 1-1, segnali di vita

Italia-Ucraina 1-1, segnali di vita

Italia-Ucraina 1-1, segnali di vita

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A prescindere dal risultato, l’amichevole contro l’Ucraina ha offerto diversi spunti interessanti seppure un’Italia a due facce tra Primo e Secondo Tempo. Possiamo essere ottimisti? Con moderazione sì e vi spieghiamo perchè.

AVVERSARIO DI LIVELLO – Inanzitutto dovremmo considerare il test contro la nazionale di Shevchenko un’ottimo banco di prova per gli Azzurri tra le cui fila ha debuttato, positivamente, Nicolò Barella. La nazionale ucraina domina nel Gruppo 1 della Lega B della Nations (6 punti, punteggio pieno) avendo battuto sia Slovacchia che Repubblica Ceca ed è ad un passo dalla promozione in Lega A, quella dove si trova l’Italia ed in cui Mancini&Co. Proveranno a rimanere già da domenica sera a Chorzow. Konoplyanka, Zinchenko e Malinovskyi (poi autore del pareggio) le stelle di una nazionale forse un po’ più modesta rispetto al passato ma apparsa più solida ed ‘italiana’: soffre, concede spazi all’iniziativa italiana, specie nel Primo Tempo, ma poi sa portare con velocità ed abilità il pallone nella trequarti avversaria specie dal lato sinistro dove Konoplyanka agisce richiedendo l’attenzione di più Azzurri e confermando le sue grandi qualità. Schevchenko ha studiato bene il copione e, pur andando sotto, sa che la copertura italiana soffre in fase di ripiegamento. Sotto questo punto di vista, sfidare l’Ucraina in vista della Polonia è stata un’ottima prova per rimettere in luce quei problemi già visti a Bologna in settembre contro la nazionale di Lewandosky, sempre a suo agio sulle ripartenze ai danni degli Azzurri.

IN ATTESA DI ALLAN – E’ inutile girarci troppo attorno: a questa nazionale manca un ‘cagnaccio’ che lotti su tutti i palloni, li recuperi e li trasformi per i compagni ‘più dotati’ in fase di impostazione. Un compito che nella nazionale di Mancini provano a dividersi Verratti e Jorginho nel 4-3-3 sui cui il tecnico di Jesolo sta insistendo grazie alle risorse offensive che il campionato gli sta suggerendo (Bernardeschi, Insigne e Chiesa). Un plauso, infatti, va al Cittì che riceve gli input della Serie A e li trasferisce in maglia azzurra: la strepitosa forma di Bernardeschi (che conferma quanto visto in settembre), Insigne a suo agio come punta (Messianamente ‘falso nueve’) e la straripanza atletica e di volontà mostrata da Federico Chiesa. Allan sembrerebbe proprio il tassello mancante in mezzo per equilibrare la squadra e fornire corpertura alla retroguardia guidata da Chiellini e Bonucci, indiscussi veterani della Giovine Italia. Ovvio che la partita per Allan si gioca sul piano burocratico adesso, però il suo inserimento nella nazionale italiana permetterebbe un salto di qualità, anzi di quantità, nonostante Mancini rimandi al mittente il discorso affermandone di non saperne nulla. Ai puristi dell’Italia agli italiani’ ricordiamo che Jorginho è nato a Imbituba, stato federale brasiliano di Santa Catarina. L’eterno dibattito sull’utilizzo degli oriundi nella nazionale italiana dovrebbe una volta e per tutte essere messo in soffitta e bollato come ‘anacronistico’ in quanto superato dalla storia stessa della nazionale azzurra. Volendo fare un discorso puramente utilitaristico, e perchè no, la Serie A da’ tanto in termini di nazionali: escludendo le nazionali italiane, ben 99 giocatori provenienti da tutti i 20 club della massima serie sono impegnati in questa finestra internazionale, e 6 ce li ritroveremo contro domenica in Polonia. A volte ‘prendere’, specie laddove gli altri ‘lasciano’, non sarebbe una cattiva idea. Allan, sì!

RIPARTIRE DAL PRIMO TEMPO – E’ ovvio che, in una partita con molti cambi (l’Italia ne ha usati 6, seppur dal 70’ in poi di cui ben quattro dal 78’) e senza i 3 punti a disposizione, la prestazione offerta nel Primo Tempo valga più di quella vista nel Secondo. La sensazione è che l’Italia che scenderà in campo domenica sera a Chorzow sia quella vista a Genova che ha messo sotto l’Ucraina trovando il vantaggio, meritato, di Federico Bernardeschi (55’). La papera di Pyatov (un portiere che può passare dal molto buono al molto disastroso nella stessa partita) non deve influenzare il giudizio, visto che per tutto il Primo Tempo l’estremo difensore dello Shakhtar Donetsk aveva tenuto a galla i suoi contro i colpi del pimpante attacco azzurro. La Nazionale, specie nel Primo Tempo, ha mostrato una discreta fluidità di manovra sapendo portare velocemente il pallone ai suoi uomini in maggiore vena. Con più concretezza (Insigne) o altruismo (Chiesa) il risultato poteva essere sbloccato anche prima del fischio che mandava le squadre al riposo. Dispiace, invece, l’immediato pareggio dell’Ucraina (62’) arrivato dagli sviluppi di un calcio d’angolo: grave l’amnesia collettiva che lascia Malinovskyi solo al controllo ed all’esecuzione resa perfetta proprio dalla mancanza di pressione o semplice ’soffocamento’ dello spazio a disposizione. Mancini dovrà lavorare proprio su questi cali di tensione che finiscono con l’essere facilmente puniti dall’avversario di turno e possono costare gol e punti.

A DIGIUNO – D’altronde  servirà qualcosa in più per debellare il digiuno che affligge la nazionale maggiore: è dal 28 maggio di quest’anno che gli Azzurri non vincono una partita. Due sconfitte (Francia e Portogallo) e tre pareggi (Olanda, Polonia e Ucraina) segnano uno dei periodi più bui della storia Azzurra accentuato dal record negativo in casa: non era mai successo nei 108 anni di storia della nazionale italiana, che gli Azzurri non vincessero un incontro casalingo per ben cinque partite di fila. La serie si è aperta all’indomani di Italia-Macedonia (1-1) ed è continuata con la famigerata notte di San Siro (0-0 contro la Svezia) venendo completata con Olanda (1-1), Polonia (1-1) e Ucraina ieri sera. Ma prima di tornare a casa, lo farà il 17 novembre contro il Portogallo proprio a Milano, c’è la Polonia al varco. Un incontro che potrebbe diventare uno spareggio tra noi e loro se stasera i lusitani battessero Lewandoski&Co. La vittoria (Italia comunque favorita a 2.60) a Chorzow serve ad evitare la quasi sicura retrocessione in Lega B (Italia Ultima Classificata è data a 2.10 contro l’1.80 della Polonia). Stasera tocca comunque tifare Portogallo (2 a 2.60) o al massimo un pareggio (X a 3.10).

 

 

(Credits: Getty Images)

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Angelo Palmeri Scrive di calcio estone e dell'est su www.rumodispo.com ed è apparso con di... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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