JUVENTUS E DI MARIA, ORA COMINCIA UN ALTRO CAMPIONATO

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Giocare sul campo dell’ultima in classifica, in una città che è storicamente piena di tuoi tifosi, potrebbe essere il modo più semplice per ripartire. La Juventus domani è di scena a Monza, contro una squadra che ha appena cambiato allenatore, e prima della sosta per gli impegni delle nazionali, ha come unico obiettivo quello di vincere, per non perdere ulteriore terreno dalle prime e affinché Allegri possa lavorare serenamente nel corso delle prossime due settimane. Il tecnico, anche nella conferenza stampa della vigilia, è tornato sul problema infortuni, sa bene che non avrà le due stelle Pogba e Chiesa prima di gennaio, mentre Alex Sandro, Rabiot e Locatelli dovrebbero tornare dopo la già citata sosta. C’è un giocatore, però, che è già rientrato, ed è Angel Di Maria. Ed è lui che dovrà fare la differenza: domani, dopodomani e per tutta la stagione.

JUVENTUS DI MARIA AL POSTO DI DYBALA: UN CAMBIO INFRUTTUOSO

La Juventus si è rifiutata di rinnovare il contratto a Paulo Dybala e l’ha lasciato andare via a parametro zero, ritenendo ormai terminato il suo ciclo in bianconero, o comunque improduttivo accontentarlo (rispetto a una richiesta iniziale di 10 milioni a stagione) visti i continui infortuni che ne avevano limitato il rendimento nelle ultime stagioni. Al suo posto ha preso Angel Di Maria, argentino come lui e davanti alla Joya nelle gerarchie della nazionale albiceleste, ma anche cinque anni e mezzo più vecchio. Gli ha proposto un contratto di un anno che lui ha firmato, sapendo che molto probabilmente nella prossima stagione andrà via. Pronti via, il Fideo ha subito segnato all’esordio contro il Sassuolo e proprio in quella partita si è fatto male. Così ha saltato la sfida con il Psg in Champions (oltre allo scontro diretto con la Roma in Serie A), e quando è rientrato con il Benfica, non era nelle migliori condizioni per incidere. Nel frattempo Dybala sta giocando sempre in giallorosso ed è a quota 4 gol in 8 partite tra campionato ed Europa League.

JUVENTUS-DI MARIA, È L’ORA DELLA SVOLTA

La lesione all’adduttore sinistro è sparita, ma Di Maria non è ancora al top, come si è visto contro il Benfica. Di sicuro il suo apporto in fase difensiva è quasi nullo, mentre in fase offensiva può sempre fare la differenza, come nell’occasione dell’assist a De Sciglio sul gol annullato a Vlahovic o del lancio a Bremer, che si è poi divorato la rete del possibile 2-2. Almeno questa volta non è rientrato troppo presto, come a Firenze, quando restò in campo un tempo e fu sostituito dopo aver giocato senza mai accelerare. A Monza sarà di nuovo titolare e poi, come da accordi con la federcalcio argentina, partirà per gli impegni della nazionale. Del resto, se il Fideo ha accettato la Juventus, è stato proprio per arrivare al top in Qatar. Al momento i tifosi bianconeri hanno visto le sue qualità solo a sprazzi, ma a Monza, appunto, comincia un’altra stagione. Per un mese e mezzo, prima del Mondiale, Di Maria dovrà mostrare a tutti, non solo al c.t. Scaloni, che è ancora un top player.

JUVENTUS-DI MARIA, PALLA AD ALLEGRI

Al termine di Benfica-Juventus, le telecamere hanno pizzicato un incredulo Di Maria chiedere a Milik perché Allegri avesse sostituito proprio il polacco per farlo entrare. Nel momento in cui tutti criticano Allegri per un calcio fin troppo sparagnino, anche il Fideo, dunque, sembra remare in quella direzione. Il tecnico gli ha risposto in conferenza stampa, indirettamente: con l’argentino in condizioni deficitarie, sarebbe stato impossibile schierarlo insieme alle due punte. Ma il problema si pone lo stesso: al Real Madrid, anni fa, Ancelotti schierava Di Maria addirittura da mezzala, al Psg ha sempre giocato esterno con un centravanti e Mbappé, alla Juventus sembra che sia destinato ad essere l’uomo più offensivo dietro Vlahovic: questo gli toglie compiti di copertura, ma forse lo limita anche davanti, perché ha meno compagni da servire e lui è più un assist-man che un finalizzatore. Solo risolvendo questo equivoco, la Juventus vedrà il miglior Di Maria: perciò la palla, anche in questo caso, passa ad Allegri.

(Credit: Getty Images)

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