Arminia Bielefeld
Un piccolo club di terza divisione sta riscrivendo la storia del calcio tedesco. L’Arminia Bielefeld, formazione che milita nella 3. Liga, ha conquistato l’accesso alla finale della Coppa di Germania piegando, una dopo l’altra, ben quattro formazioni di Bundesliga. L’ultimo scalpo? Quello più clamoroso: il Bayer Leverkusen, campione nazionale in carica.
Il colpo grosso è arrivato in semifinale, in uno stadio ammutolito dal 2-1 che ha messo fine al cammino dei ragazzi di Xabi Alonso. E pensare che erano stati proprio loro a passare in vantaggio grazie a un colpo di testa di Jonathan Tah. Ma la reazione dell’Arminia è stata immediata e fulminante: prima il pareggio di Wörl, poi, nel recupero del primo tempo, il sorpasso firmato da Grosser. Da lì in avanti, è stata solo lotta, cuore e resistenza.
Arminia Bielefeld, la rivincita dei piccoli
In un torneo che, come spesso accade nelle coppe nazionali, offre spazio a imprese inattese, il club di Bielefeld si è trasformato in simbolo della rivincita delle squadre sfavorite. Un cammino iniziato con l’Hannover e proseguito eliminando Union Berlino, Friburgo, Werder Brema e infine il Leverkusen. Nessun’altra formazione di 3. Liga, prima dell’Arminia, era mai riuscita a fare fuori quattro squadre di Bundesliga in un solo cammino di coppa.
Non a caso, i tedeschi definiscono questo tipo di impresa con l’espressione “giant killing” – la caduta dei giganti. O forse è il caso di chiamarlo con il suo nome tedesco: Götterdämmerung, il wagneriano “Crepuscolo degli dèi”. E l’Arminia ha onorato in pieno questa tradizione, anche per la scelta del proprio nome: un omaggio al condottiero Arminio, che nel 9 d.C., proprio nelle foreste nei pressi di Bielefeld, inflisse una sconfitta memorabile alle legioni romane.
Arminia Bielefeld e il sogno europeo
Quello che sembrava un semplice exploit di metà stagione si è trasformato in un vero caso nazionale. Nessun’altra formazione di 3. Liga, prima dell’Arminia, era mai riuscita a fare fuori quattro squadre di Bundesliga in un solo cammino di coppa. E ora, all’Olympiastadion di Berlino, l’Arminia sfiderà la vincente tra Lipsia e Stoccarda, con un biglietto europeo – e non solo – in palio.
Nel frattempo, in campionato, i biancoblù occupano il quarto posto in 3. Liga con 50 punti, a una sola lunghezza dalla zona playoff promozione e a cinque punti dalla promozione diretta. Un piazzamento che, se confermato, gli garantirebbe lo spareggio contro la terzultima della 2. Bundesliga. Il rendimento rispetto alla passata stagione è già un salto di qualità: l’anno scorso, infatti, l’Arminia si era piazzata appena quattordicesima.
Una città in festa
Bielefeld, con i suoi 300mila abitanti, si gode l’inaspettato palcoscenico. In patria, il club è soprannominato “l’ascensore” per i continui saliscendi tra prima e seconda divisione. Dopo l’ultima retrocessione dal massimo campionato nel 2022 e un altro tonfo nella stagione successiva, il presente sembrava destinato alla mediocrità. Invece, è arrivata la riscossa. Nessun altro club ha cambiato categoria così tante volte: con otto salite in Bundesliga, l’Arminia ha stabilito un primato nazionale.
E se il finale fosse ancora tutto da scrivere?
Il calcio ama le sue favole, e quella dell’Arminia Bielefeld ha tutti gli ingredienti per diventare leggenda. Una squadra giovane e affamata, un tecnico sconosciuto al grande pubblico, una città che torna a emozionarsi. E un trofeo che, da improbabile miraggio, si è fatto improvvisamente concreto. Berlino aspetta. E l’Arminia non ha nessuna intenzione di fermarsi.
