La guerra dei diritti tv

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La guerra dei diritti tv

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In questi giorni si sta decidendo la sorte del calcio in tv per i prossimi tre anni. I tifosi assistono attoniti all’ assegnazione dei diritti, intuendo che le cose non saranno più le stesse e che la vita degli abbonati alle pay tv è simile al popolo delle Partite Iva.
La sostanza delle cose dice che già dai tempi di Tele + e Stream c’era una differenziazione dell’offerta che spiazzava i tifosi. Negli anni la presenza di Sky e Premium ha sancito il dato di fatto che non si può avere tutto il calcio europeo e italiano in un solo pacchetto.
Per farla semplice Premium nel 2015 ha tentato di incrementare gli abbonamenti con una super offerta che le ha permesso di avere la Champions in esclusiva, la serie A con tutte le immagini e le interviste esclusive nel pre partita, rinunciando all’Europa league lasciata a Sky, ugualmente in grado di proporre la serie A e B.
I tifosi non hanno avuto il tempo di abituarsi perché la Champions tornerà su Sky da settembre ma la Lega calcio, dopo questo triennio, ha rimesso in vendita i diritti, seguendo la procedura e apprendendo con preoccupazione che Sky e Premium offrivano cifre al ribasso (250 milioni Sky, 200 Premium) per ottenere le immagini delle partite.
Così i presidenti della Lega Calcio hanno accolto con favore l’ingresso di un terzo attore: gli spagnoli di Mediapro. Tuttavia a fine gennaio i diritti non sono stati assegnati
Sky ha aumentato l’offerta di 70 milioni, Mediaset non ha rilanciato, confermando la sua offerta per trasmettere solo le 8 big sul digitale terrestre. Inarrivabile la quota del miliardo, pretesa dai club.
A inizio febbraio il colpo di scena: con un’offerta di poco superiore alle richieste minime della Lega Serie A, MediaPro ha ottenuto l’assegnazione dei diritti tv del campionato per il prossimo triennio, l’assemblea della Lega ha verificato che l’offerta spagnola pari a un miliardo, 50 milioni e mille euro a stagione è superiore al prezzo minimo previsto dal bando e questo ha spiazzato le altre due concorrenti.
Sky, attraverso i suoi avvocati, ha diffidato la Lega serie A dall’assegnare a MediaPro i diritti audiovisivi della Serie A per le stagioni 2018-21, visto che il gruppo audiovisivo spagnolo MediaPro pur avendo presentato un’offerta allo specifico bando rivolto esclusivamente agli “intermediari indipendenti” non opererebbe come un intermediario indipendente ma come un vero e proprio operatore della comunicazione.
MediaPro ha infatti avviato nel corso della trattativa privata una negoziazione con la Lega per “realizzare uno o più canali tematici anche sotto forma di canali ufficiali della Lega”, curandone i palinsesti e la veste editoriale.
Luigi De Siervo, AD di Infront e parte in causa nella vicenda, ha suggerito agli abbonati Sky e Mediaset di “stare fermi e aspettare perchè il calcio avrà un’esposizione maggiore, nel giro di un mese e mezzo verranno formalizzati gli accordi fra Mediapro e le piattaforme. Non cambieranno le abitudini dei telespettatori che potranno restare abbonati a Sky o Mediaset e abbonarsi ad altre piattaforme”.
Quest’ultima frase rivela l’aspetto più ambiguo perché sottintende che se un appassionato vuole seguire il calcio potrebbe dover fare più abbonamenti e dunque pagando ancora di più, oppure rinunciando ad almeno uno dei precedenti.
E’ comunque una situazione ancora liquida che non permette di ipotizzare ancora uno scenario certo ma prevede una grande battaglia politica e giudiziaria, per una questione che può danneggiare seriamente alcune delle parti in causa, rilanciandone altre.
Gli spettatori assistono e non sanno ancora quale possa essere il migliore dei lieto fine per loro.

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e conduttore di RMC Sport è anche esperto di conduzione e comunicazione. Collabora con la medesima ... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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