Come la Juventus esorcizzerà Amsterdam

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Forse non valgono una finale di Champions, come in passato. Anzi, quattro finali di Champions, visto che Ajax-Juventus lo è stata nel 1973 e nel 1996, e Manchester United-Barcellona nel 2009 e nel 2011. Ma stato di forma, stelle, elettricità e fattore campo rendono il mercoledì come il meglio possibile di questi Quarti di Finale.
AJAX-JUVENTUS – Finché la Juve non alzerà la Coppa, ogni partita a eliminazione diretta sembrerà avere qualcosa di epico e simbolico. Vedi appunto ultima rivale battuta in finale.

Però questa intrigante confronto non può essere elevato a una sfida eterna come quella che attenderebbe la Juve contro altre rivali più attrezzate.

Perché i lancieri, pur contando il doppio delle Champions vinte dalla Juve, pur possedendo i giovani più ricercati nel mondo del calcio, pur avendo strabiliato il mondo con il ritorno del Bernabeu, tuttavia sono a un livello nettamente inferiore dei bianconeri, per valore tecnico e esperienza.

Inoltre il Real Madrid eliminato era il peggiore degli ultimi dieci anni. E l’Ajax vi ha pur sempre perso all’andata.

Ma sul piano tattico e atletico gli olandesi se la battono con tutti. E la Juve di solito ha bisogno di una sveglia in Champions, ma passata quella poi non si distrae più. E dunque pare difficile pensare a replica barbina del Wanda Metropolitano.
CHE PARTITA SARÀ- L’assenza di Chiellini però non è un danno collaterale. È il danno. Perfino peggio di quella di Cristiano. Perché in attacco la Juve ha tante e varie opzioni, in difesa invece è rimasto solo Rugani, alla sua partita più importante in carriera, finora mai dall’inizio in una prova difficile, e che non ha mai veramente convinto il club, nonostante l’estensione del contratto.

E infatti di fronte avrà l’obiettivo di mercato juventino per rimpiazzare lui e Bonucci, quel De Ligt che alla modica cifra di 80 milioni di € sembra prendere per ora la via catalana.

Senza Chiellini manca la tempra difensiva e di squadra, e mancano la precisione e l’ordine difensivo. Dovrà quasi essere più Bonucci a non farlo rimpiangere, e mostrare quella leadership che è scomparsa a Cardiff.

Ma poi c’è il resto della partita. Allegri parla di tenere il pallone, ma sarà difficile. Quello che serve è una squadra tosta, come nelle trasferte a Montecarlo, per fare un paragone con un avversario di simile livello e caratteristiche.

L’Ajax macina gioco, ma di occasioni chiare ne concede circa tre a partita. E la Juve che tenga alta la linea del pressing, che sia intensa, che non sia passiva, è il guanto migliore per ripararsi dal freddo di una città che gelò i sogni nella finale di Champions del 1998.
COME FINIRÀ- L’Ajax è quelle folate travolgenti che comunque rapiscono lo sguardo. Il pericolo maggiore risiede proprio al centro, dove Dusan Tadic con i suoi 6 gol e il suo essere numero 10 ma falso nueve in un 4-2-3-1 rischia di sentenziare la notte di Rugani. Dall’altro lato invece il problema è sulle fasce per l’Ajax: squalificato Achraf, c’è Veltman, più protezione e meno proiezione. Forse necessario su Cristiano, ma senza comunque la necessaria qualità tecnica. Ma attenzione anche dall’altro lato, perché Tagliafico è fondamentale in avanti ma fatica a recuperare la posizione, e un Bernardeschi in formato Atletico gli farebbe rimpiangere le sbavature.

C’è molto equilibrio in quota, come è giusto che sia per la Juve in trasferta: 2 a 2.45, vittoria Ajax a 3.00, e pareggio relativamente basso a 3.20. È facile aspettarsi che la Juventus riesca a sfondare almeno una volta, ed è difficile pensare che l’Ajax non ci riesca nemmeno una volta. Lo scarto balla allora tra l’1-1 e l’1-2: la vittoria è a 9.75, ma forse non è un caso che il risultato più comune sia di netto il pareggio a 6.00.
MANCHESTER UNITED-BARCELLONA – Non è ovviamente lo scontro totale che fu in semifinale 2008 e finale 2009 (ma del resto c’erano Cristiano e Messi di mezzo). Assomiglia più alla finale a senso unico del 2011. Perché lo United ha fatto un miracolo contro il PSG. Ma quanti miracoli sono possibili? E soprattutto, stavolta non c’è di fronte una squadra spaurita di vincere.

Allo United rimane il temperamento e l’effetto Old Trafford, che è vero contro i parigini anzi fu controproducente, ma è più un sentimento dentro la squadra, a prescindere dalla presenza dei tifosi.

Le due rose non sono minimamente paragonabili, e anzi quella di Solskjaer è probabilmente sopravvalutata, e in più vari infortuni decimano un retroguardia già approssimativa.

Ci vorrà uno sforzo inglese straordinario, posto che il Barcellona pur non essendo scintillante, ma sempre di più impara l’arte della chirurgia applicata al calcio. Alla fine l’unica assenza di peso vera per Solskjaer è quella di Ander Herrera, sostituito da McTominay, ma stupiscono le sue scelte, visto che Lukaku va in panchina.
COME FINIRÀ – Meglio non dare punti di riferimento, meglio mettere Martial di punta nel 4-2-3-1, con Rashford esterno d’estro d’attacco. Il Barcellona ha la squadra migliore possibile, giusto con il criticato Coutinho al posto dell’infortunato cronico Dembelé, e chissà che per il brasiliano non sia un antipasto del suo stadio futuro. Mentre in difesa Valverde preferisce ancora Lenglet all’ancora non al meglio Umtiti.

Lo sforzo in fase difensiva dovrà essere immane per i Red Devils: il rimorchio Messi-Rakitic rischia di travolgere qualsiasi triplo o quadruplo posto di blocco, e Lindelof e Shaw sulla Pulce in due rischiano di non farne mezzo. Per questo sarà fondamentale il ruolo box-to-box di Pogba: non si può sacrificarlo troppo in difesa, ma è ovvio che i suoi chili servono, ma soprattutto può essere lui che può spaccare lo spazio vuoto alle spalle di Busquets, per lanciare Martial o Rashford.

Il favore di Snai sul Barça è ben più netto: a 2.00, contro la vittoria United quasi al doppio a 3.70. Ragionevole la X a 3.50, e in fondo i blaugrana faticano sempre in trasferta contro chi si sa difendere bene. Si oscilla anche qua tra pareggio 1-1 e vittoria Barcellona 1-2, rispettivamente a 6.75 e a 8.75: quello dipenderà più dalla coesione dello United, che però comincia a mostrare la stanchezza per la rimonta con Solskjaer.

L’importante è essere tornati nei Quarti, dove il Manchester United mancava da 5 anni. Per giocarsela allo stesso livello, c’è ancora tempo…

(Credits: Getty Images)

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Tancredi Palmeri Autore SNAI che tratta di calcio, con le quote presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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