La nobiltà vs. la rivoluzione: Real Madrid vs. Liverpool

La nobiltà vs. la rivoluzione: Real Madrid vs. Liverpool

La nobiltà vs. la rivoluzione: Real Madrid vs. Liverpool

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Quello che i numeri non dicono, è che Real Madrid-Liverpool è anche uno scontro di filosofie. E delle filosofie che non potrebbero essere meglio rappresentate dai due pensatori così diversi sulle panchine, e così simili alla storia delle cattedre che occupano. Ma quello che i numeri dicono è anche qualcosa di unico.

REAL MADRID-LIVERPOOL – È la finale con più Champions League vinte in campo: 17. Sorpassa il record stabilito l’anno scorso con Real Madrid-Juventus e le 13 coppe, che a sua volta aveva ritoccato dopo 10 anni il record di 11 coppe in campo in Milan-Liverpool nel 2007. Insomma, non c’è mai stata così tanta storia in campo in tutta la storia. Ma anche Zidane ha un’occasione storica: se ha già eguagliato Capello e Lippi – unici altri due ad aver disputato tre finali consecutive – e se può eguagliare Paisley e Ancelotti – gli unici due ad averne vinte tre di Champions – può però anche essere il primo di sempre a vincerne tre consecutive. Infatti solo tre cicli hanno ammassato in fila almeno 3 coppe: ma sia Ajax che Bayern cambiarono allenatore nell’arco di tempo, mentre il Real Madrid delle cinque coppe consecutive lo cambiò addirittura due volte. Più prosaica la statistica alla portata di Klopp: è dal 1994 con Fabio Capello che un allenatore non vince la Champions dopo aver perso un finale precedentemente.

DESTINO E PREDESTINATI – E poi c’è la storia del confronto, che dice che questa partita è già stata finale nel 1981, con vittoria Liverpool per 1-0. E che dice anche che quando ha ripetuto una finale, il Liverpool non è riuscita a vincere, ma il Real Madrid non ha mai perso. Però la storia non scende in campo, si sa. In campo scende una generazione di predestinati per il Real Madrid, che forse non ha avuto il sacro fuoco senza tempo del Milan sacchiano o del Barcellona di Guardiola, ma che ha segnato questa generazione e la leggenda grazie a una lezione di sintesi impareggiabile di classe e superiorità. E dall’altro lato c’è il destino a cui vuole prepararsi il Liverpool, una squadra che ha la non normalità nelle sue caratteristiche insite e attraverso imprese non normali costruisce la sua storia, così come l’ha fatto in questa Champions. Stando alla normalità, questa finale non dovrebbe avere storia. Ma appunto, è del Liverpool che si tratta, dunque la normalità la sorpassa con contropiedi furiosi.

LA NOBILTA’ E LA RIVOLUZIONE, ZIZOU E KLOPPO – E come detto, nemmeno Kubrick avrebbe potuto scegliere interpreti più adatti delle due diverse maniere di interpretare il mondo del calcio. Zidane è la nobiltà del pallone, e della casa Reale futbolistica rappresenta il meglio prima con il suo distacco nella gestione serafica del trionfo e della sconfitta, e poi con il suo gioco che non si scompone di fronte alle intemperie, ma trova la migliore soluzione con la scelta della qualità impareggiabile a disposizione, per sottoporre alla propria volontà qualsiasi destino. Klopp è la rivoluzione operaio-metallurgica, è il Nord dell’Inghilterra instancabile e vitale che pompa energia a prescindere dalle condizioni che si verificheranno. E sin dal momento in cui fu scelto, non poteva che sembrare perfetto Klopp per la Kop, teutonico eppure erede naturale del misticismo d’appartenenza che Bill Shankly aveva reso leggendario ad Anfield. Il tedesco è diventato il Liverpool, e nella sua maniera di giocare il Liverpool è diventato totalmente del tedesco.

COME GIOCHERANNO – La saggezza di Zidane e l’intelligenza di Klopp impongono però che entrambi siano migliori di sé stessi, ovvero che riescano a prevedere esattamente non tanto o non solo i punti deboli dell’altro, ma soprattutto quale potrebbe essere il proprio punto debole che l’altro proverà a sfruttare. Intendiamoci: scordatevi che possano essere schiavi di tatticismi: il Real Madrid è nato per imporre il proprio gioco, Klopp vive per farlo, e dunque giocheranno di coraggio non certo di paura. Tuttavia l’ultima finale terminata 0-0 alla fine del Primo Tempo guarda caso fu quella giocata da Klopp nel 2013, a dimostrazione che sarà preparato e non presuntuoso. Il Real Madrid vuole la palla e l’impostazione, ma sa di avere un punto debole nel lasciarsi troppo spazio alle spalle dei centrocampisti, debolezza letale contro un Liverpool che proprio in quella zona intensifica il pressing anche con la propria prima linea, per rubare e colpire in 3 secondi, situazione in cui spesso la difesa del Madrid si è trovata esposta. Però il Real Madrid ha una capacità di attacco massiccio che espone le debolezze tecniche difensive del Liverpool, e di quello Zidane non può privarsi. Klopp è consapevole che la propria fase difensiva risenta tanto dei limiti specifici della propria retroguardia, quanto di un disordine tattico nelle fasi di intenso pressing offensivo. Però sa che è proprio questo moto elettrico perpetuo che gli dà un vantaggio unico. Insomma, prima che sull’altro, Zidane e Klopp dovranno prendere degli accorgimenti su se stessi: il francese chiedendo maggiore compattezza tra difesa e centrocampo, e collaborazione in fase di non possesso degli interni di centrocampo; il tedesco chiedendo un surplus di concentrazione ai propri difensori, con vicinanza non tanto dei reparti quanto dei singoli nelle loro posizioni.

CHI GIOCHERA’ – Il dubbio ce l’ha solo Zidane. Perché Klopp, fatta salvo l’ovvia assenza di Oxlade-Chamberlain, schiera esattamente il 4-3-3 visto contro la Roma. Mentre Zizou è indeciso sia sul modulo che sugli uomini: dovrebbe comunque essere 4-3-1-2 senza rinunciare a Isco, con il dubbio principale tra Bale e Benzema. A Cardiff la spuntò il francese, sempre presente nei trionfi a differenza del gallese, invece in campo nelle ultime defaillance dei madrileni – pur incolpevole. Poi ci sono anche Lucas Vazquez e Asensio che scalpitano, e già in passato Zidane li ha scelti a sorpresa contro squadre dinamiche e disordinate. Ma alla fine è ai pretoriani che dovrebbe affidarsi, magari con la scelta del gallese per lanciarsi in uno contro uno a cui il Liverpool si presta, laddove Benzema è invece più utile contro difese statiche da aprire.

COME FINIRA’ – Sembra quasi una bestemmia quando hai in squadra un Cristiano da 15 gol in una singola Champions, ma l’uomo più decisivo del Madrid potrebbe essere Bale, propiziato proprio dall’uno contro uno su Lovren, o ancora di più Isco, a svariare tra le linee in una maniera di difficile comprensione per Henderson e gli altri mediani. Mentre per il Liverpool, stante il valore oscuro di Firmino e gli strappi di Mané, non si scappa però dalle coltellate di Salah, tanto più che le inferirà sul fianco tra Sergio Ramos – tenuto occupato da Firmino – e Marcelo, mai totalmente affidabile in copertura (per quanto in conferenza stampa sia sembrato sospetto che Klopp abbia fatto riferimento proprio a questo punto debole). Pur nello scegliere un favorito, la Snai sottolinea però con le quote quanto ci sia equilibrio: Real Madrid a 2.15, Liverpool a 3.15, mentre il pareggio sembra più improbabile, a 3.85, come a dire che daranno tutto fino all’ultima goccia di sudore all’ultimo minuto, pur di vincerla nei 90 minuti.

UNA NUOVA ERA – Per capire l’indice dello spettacolo, il Gol è addirittura solo a 1.38. E del resto è da Inter-Bayern nel 2010 che una squadra non rimane a secco in finale: mai nella storia della Champions si erano avute 7 finali consecutive con entrambe in gol! Una nuova era del calcio (anche l’Over è solo a 1.43 per Snai). Eppure nelle finali le differenze tendono a livellarsi: per questo, dopo l’1-1 d’ordinanza a 7.75 per Snai, il risultato più probabile e per noi più plausibile è il 2-1 a 9.25. Con un Cristiano e un Salah anche troppo bassi come Primo Marcatore, rispettivamente per Snai a 4.75 e 5.50, mentre state davvero attenti all’opzione Isco, a 10.00 perché meno goleador ma che potrebbe trovare più libertà. Perché è vero che il Liverpool è heavy metal elettrico, ma il Real Madrid ha la capacità di attaccare e staccare la spina a piacimento.

La storia non scende mai in campo, mai. A volte però, ti può capitare di incontrarti con dei giocatori, o con una formazione, che la storia la sta facendo, come questo Real Madrid.

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Tancredi Palmeri Autore SNAI che tratta di calcio, con le quote presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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