Il dossier che riforma la Serie A

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La Serie A si prepara a cambiare volto. Inter, Milan e Juventus hanno presentato alla Lega un dossier di una ventina di pagine con idee, consigli e suggerimenti per riformare il massimo campionato di calcio in Italia. Obiettivo primario è sempre da ricercare nella sostenibilità, messa in secondo piano per tantissimi anni. Abbattere i costi ed aumentare i ricavi è la linea teorica di massima, due risultati ottenibili aumentando appeal e competitività della Serie A.

Andiamo a vedere i vari punti che le tre big hanno sottoposto a Gravina e dei quali verosimilmente discuteranno nelle prossime assemblee in Lega Calcio. Piccolo spoiler: del cartellino blu non c’è traccia. Per chi si stesse chiedendo cosa fosse, è l’espulsione a tempo proposta dall’Ifab qualche giorno fa, che ha messo d’accordo tutti, ma proprio tutti, circa la sua inutilità.

 

Area organizzativa

Scendere da 20 a 18 squadre era il punto da cui partire, ma l’assemblea della Lega oggi pomeriggio ha espresso parere contrario. Solo Inter, Milan, Juventus e Roma erano d’accordo. Una misura che le big avevano inserito all’interno di un calo dei club professionistici più consistente, i quali passeranno da 10 a 80. Meno partite da giocare quindi, che andranno a ridursi ulteriormente con la manovtra che colpirà la Coppa Italia, le cui sfide andranno a pesare anche sulla classifica di Serie A.

 

Area sportiva

Il primo punto riguarda l’utilizzo del Var. Un tema tanto delicato quanto importante. Nel dossier, c’è la volontà di trasformarlo in uno strumento in stile challenge a uso limitato a discrezione delle squadre. Esso si potrà chiamare uno o due volte nel corso della partita, come accade in Nba o nel tennis. Il dialogo tra la sala Var e il direttore di gara sarà invece trasmesso in diretta anziché nel post partita. L’ultima novità in questo settore è ancora legata al mondo arbitrale. La strada che si vuole seguire porta al professionismo dei direttori di gara, estrapolandoli dalla Figc.

 

Area economica

Introduzione di un Salary Cap per la gestione dei trasferimenti come avviene nella Liga spagnola e riduzione del 30% dello stipendio per i calciatori del club retrocessi. Due novità che andranno ad aggiungersi alle penalizzazioni per chi ritarda nei pagamenti.
In aggiunta un’altra richiesta, ma in questo caso è necessario l’aiuto del governo per la reintroduzione del Decreto Crescita che permetteva ai club di risparmiare sugli ingaggi dei nuovi acquisti provenienti dall’esterno. Una misura interrotta a dicembre fra numerose polemiche.

Ovviamente queste proposte devono essere accolte e approvate dalla Lega; un passo tutt’altro che scontato considerando che numerose società medio-piccole sono chiaramente contrarie soprattutto nei temi del primo paragrado. I primi passi però sono stati mossi, una direzione verso cambiamenti significativi è stata imboccata, con il cartellino blu che per ora non è stato neanche nominato.

 

 

(Credits: Getty Images)

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