Le 10 finali più belle della Champions League

Le 10 finali più belle della Champions League

Le 10 finali più belle della Champions League

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1) LIVERPOOL-MILAN 6-5 d.c.r. – 2004/05
Non se la prendano i milanisti, ma è questa la finale più bella di sempre. Il primo tempo del Milan, sicuramente una delle espressioni di gioco più alte della storia del calcio. Il secondo del Liverpool, una delle espressioni di tempra più alte della storia dello sport. La doppia parata di Dudek su Shevchenko, all’ultimo minuto dei supplementari e a zero metri, una delle espressioni di fortuna con la C maiuscola più incredibili mai viste.

2) MANCHESTER UNITED-BAYERN MONACO 2-1 – 1998/99
Il finale da film che anche ad Hollywood avrebbero cestinato. I due gol segnati dai rincalzi (Sheringham e Solskjaer); il vecchio campione che guarda la sua squadra perdere dalla panchina, dopo averli lasciati in vantaggio (Matthaeus); il telecronista che sente in anticipo come andranno gli eventi, e li preannuncia agli ascoltatori mezzo minuto prima (Clive Tyldesley di Itv, semi-dio dalle parti di Manchester); persino il presidente incaricato della premiazione (Lennart Johansson), che si perde i due minuti più straordinari della storia del calcio, perché chiuso in ascensore nel trasferimento dalla tribuna d’onore al campo.

3) BENFICA-REAL MADRID 5-3 – 1961/62
Il Real Madrid aveva interrotto la sua serie già l’anno prima, estromesso negli ottavi al derby con il Barcellona di Suarez. Ma la Coppa era andata al Benfica, così questa finale sembrò il redde rationem tra merengues e portoghesi. E fu grandissima. L’ultima disputata da Di Stefano e Puskas, autore di una tripletta. Il Benfica riprese lo svantaggio prima di 0-2 e poi di 2-3. Sembrava essere una sfida tra l’organizzazione lusitana e l’unicità del Real, finché spuntò la ventenne Pantera mondiale, Eusebio, che a 20 anni segnò la doppietta conclusiva e decisiva. Rifacendosi della finale dell’anno prima, a cui non potè prender parte a causa di ritardi contrattuali.

4) REAL MADRID-STADE REIMS 4-3 – 1955/56
Alla prima edizione, lo spettacolo fu subito eccellente. Magari le difese avrebbero conosciuto tempi e strategie migliori, ma gli attacchi erano già sopraffini. Stranamente, quella volta la parte della squadra in rimonta la recitò il Real, anche lì prima da 0-2, poi da 2-3. Guidata da un Di Stefano al suo massimo fulgore, ancora senza il gemello ungherese. Nel Reims furoreggiava Kopa, ritenuto l’antesignano di Platini e Zidane. Non andò a segno, ma guidò i francesi così vicini alla vittoria, da convincere il Bernabeu ad acquistarlo l’estate seguente.

5) LIVERPOOL-ROMA 5-3 d.c.r. – 1983/84
L’occasione unica della Roma, nel suo stadio, con la sua squadra migliore di sempre, con un milione di persone già pronte a festeggiare al Circo Massimo pochi chilometri più in là. Solo il calcio poteva regalare un sogno spezzato da un portiere baffone dello Zimbabwe, che si mette a fare il buffone ai rigori.

6) REAL MADRID-MILAN 3-2 d.t.s. – 1957/58
Del GreNoLi al Milan era rimasto solo Liedholm, che, per quanto vecchio, guiderà in estate la Svezia alla finale nei Mondiali casalinghi, contro il Brasile delle meraviglie. C’è anche Schiaffino, che porta in vantaggio il Milan nel secondo tempo. Pareggio di Di Stefano e nuovo vantaggio di Grillo, ma il Real ci mise meno di un minuto a trovare il 2-2. Una partita combattuta ad armi pari. Una resa al 107’ per mano di Paco Gento, l’unico giocatore ad aver alzato 6 Coppe dei Campioni (una più di Maldini).

7) CHELSEA-BAYERN MONACO 5-4 d.c.r. – 2011/12
Perché c’è una logica nell’illogicità del pallone. Buffon prima di questa finale disse: “Il Bayern è più forte, ma il Chelsea ha un debito con la fortuna (vedi Terry scivolato sul rigore decisivo 4 anni prima) e il calcio alla fine è giusto: vincerà ai rigori”. I pianeti bavaresi sembravano allineati a 7 minuti dalla fine: finale in casa, risultato sbloccato a 420 secondi dalla fine, partita meritata. Ma la sceneggiatura Blues restituì tutta la malasorte passata: passarono a riscuotere con Drogba esattore all’ultimo minuto e all’ultimo rigore, e Cech guardia di sicurezza dagli 11 metri su Robben nei tempi regolamentari e nello stillicidio finale, senza farsi mancare persino la rimonta nei penalty.

8) BARCELLONA-MANCHESTER UNITED 3-1 – 2010/11
Sul podio delle migliori prestazioni di sempre di una singola squadra in una finale. E per riuscirci ci volle uno United che mantenne un ritmo folle per i primi 45 minuti, prima di spolmonare sotto gli strappi sfibranti di Messi, Xavi e Iniesta su tutti. La vittoria che ha fatto leggenda del Barcellona di Guardiola, incarnata dal misticismo senza tempo di Puyol che un attimo prima di sollevare la Coppa sul palmo di Wembley, chiama a sé Abidal campione contro il cancro e gli cede la foto per la storia, facendo scendere le lacrime anche ai palloni di cuoio.

9) BARCELLONA-JUVENTUS 3-1 – 2014-15
Fa coppia con lo splendore del 2011, una delle linee d’attacco più incredibili della storia, Messi-Neymar-Suarez, pur nella continuità del ciclo guardioliano. Ma una finale è come l’amore, per renderla bella bisogna essere in due, e allora ecco la Juventus. Che rientra negli spogliatoi controllandosi di avere tutte la parti del corpo attaccate, incredula dell’1-0 all’intervallo nonostante abbia preso schiaffi a due a due fino a che non diventavano dispari. Al rientro in campo, si sveglia, pareggia, si esalta, sfiora il vantaggio. Prima di soccombere all’ineluttabilità della straordinarietà, sublimata nel finale hollywoodiano, con il Barça a festeggiare in curva il terzo gol e il fischio finale circondato da centinaia di fotografi.

10) REAL MADRID-ATLETICO 5-3 d.c.r – 2015-16
Il calcio alla fine è sempre giusto, e lo sarà anche per l’Atletico, ma la fine non è ancora arrivata. Nessuno tranne Zidane e Cristiano e i loro accoliti poteva credere che due anni dopo Simeone nella rivincita non riuscisse a rompere l’incantesimo. Non lo poteva certamente credere quando Carrasco a 10 minuti dalla fine rimonta il gol a freddo in fuorigioco ancora dell’odiatissimo Sergio Ramos. La fine più logica, il cerchio che si chiude, chi di Ramos ferisce di Ramos perisce. Ma né noi, né il Juanfran che si trasfigura nel mandare sul palo il rigore fatale, avevamo fatto i conti con la variabile Zizou, una formula matematica misteriosa di cui ad oggi in Europa nessuno ha trovato la soluzione.

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Tancredi Palmeri Autore SNAI che tratta di calcio, con le quote presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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