LORENZO LUCCA, LA NUOVA “TORRE” DI PISA

LORENZO LUCCA, LA NUOVA “TORRE” DI PISA

LORENZO LUCCA, LA NUOVA “TORRE” DI PISA

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È comparso sulla scena con le movenze di un caterpillar, attirando su di se tutte le luci della ribalta. Accecante con un bagliore di luce in piena estate, Lorenzo Lucca è il nome sulla bocca di tutti. Tanto che c’è chi ha storto il naso quando il CT Mancini, costretto a sostituire l’infortunato Immobile in vista degli impegni di Nations League del fine settimana, gli ha preferito Moise Kean. C’era chi era pronto a lanciare il talento del Pisa direttamente in nazionale, senza farlo passare per la cantera dell’Under 21 alla quale invece s’è aggregato, pronto a dare il suo contributo sulla strada che conduce a Euro 2023. Ma un moto di popolo di simili proporzioni in Italia non si vedeva da decenni: l’ultimo attaccante pescato direttamente dai cadetti alla maglia azzurra fu Massimo Maccarone nel 2002, con Trapattoni CT che rimase stregato dalle prodezze di Big Mac con la maglia dell’Empoli. E prima di lui, Giorgio Chinaglia a inizi anni ’70. Non sarà ad ottobre, ma Lucca ha tutta l’aria di infrangere nuovamente quella barriera non appena il calendario lo consentirà.

 

LA GAVETTA DI UN PREDESTINATO

Intanto il Pisa se lo tiene stretto, spedito come un fuso in vetta alla classifica, imbattuto e felice dopo 7 giornate. Nelle quali il giovane attaccante ha fatto capire al mondo intero che ha una voglia matta di spaccare il mondo: 6 gol realizzati, almeno un altro paio propiziati (vedi l’autorete di Cionek che ha aperto le danze nel 2-0 alla Reggina), Lucca è il talento che l’Italia del pallone attendeva con trepidazione. Perché se è vero che Euro 2020 ha lasciato in dote più di un pensiero legato all’attacco, con Belotti e Immobile incapaci di trovare il gol con la continuità richiesta, forse la risposta arriva proprio dalla città della torre pendente. Intanto vale la pena ricordare che Lorenzo, figlio d’arte (il papà Federico però è stato difensore a cavallo tra gli anni ’80 e ’90), sin qui di gavetta ne ha fatta, e pure tanta. Nato a Moncalieri, ha vestito nei primi anni di carriera la maglia del Torino, società che a 16 anni gli ha comunicato però che non rientrava nei piani futuri. E così il piccolo Lorenzo s’è dovuto ricostruire una carriera ex novo: è ripartito da Chieri, in Promozione, quindi addirittura dall’Atletico Torino, società dell’hinterland del capoluogo piemontese. Costretto a scendere a giocare negli Allievi regionali, di colpo la sua parabola torna a impennarsi nello spazio di una manciata di ore: al mattino, mentre è in campo in una gara del campionato Allievi, al suo tecnico Malagrinò viene comunicato che nel pomeriggio proprio Lorenzo sarebbe stato aggregato alla prima squadra, poiché due attaccanti si erano resi indisponibili. Anziché toglierlo all’intervallo, l’allenatore gli disse che avrebbe avuto 10’ per segnare un gol e poi l’avrebbe tolto. Dopo 8’ Lucca ne aveva già realizzati due, e non contento nel pomeriggio, subentrando nel finale nell’incontro della prima squadra, avrebbe trovato il modo per firmare un’altra rete. Per fermarlo si doveva ricorrere ad altri stratagemmi: la squadra avversaria fece ricorso, poiché il ragazzo scese in campo a distanza di soli 5 ore dalla partita precedente, ma il risultato venne omologato con la vittoria dell’Atletico Torino. Pagò solo Lorenzo, squalificato (Dio solo sa perché) per un turno. Il calcio dei grandi se ne accorse nuovamente: Vicenza e Brescia lo portarono nelle rispettive formazioni Primavera, ma la formula magica Lucca la ritrovò solo a Palermo, imponendosi come nuovo beniamino della curva rosanero. In estate il passaggio al Pisa, dove l’inizio è stato col botto e dove “la nuova torre” (è alto 2 metri) ha già fatto innamorare il popolo nerazzurro.

 

ASPETTANDO L’ASTA

Voci su una possibile e imminente convocazione in nazionale già per gli impegni di ottobre si sono rincorse a ritmo serrato per tutte le ultime due settimane. Mancini ha spiegato che oggi Lorenzo serve più all’Under 21 che non alla nazionale A, ma viste le premesse c’è da credere che il futuro sia tutto dalla parte del ragazzo. Che segna di testa, di piede, su rigore e in ogni modo possibile. Un centravanti completo che non ha mai smesso di credere nelle proprie possibilità, quell’ariete che il calcio italiano stava aspettando, magari da affiancare a gente più affermata come Scamacca, Pinamonti o Pellegri che ha già maggiore confidenza con il palcoscenico della Serie A, ma non lo stesso appeal che oggi ha Lucca. Sul quale a breve (facile immaginarlo) si scatenerà un’autentica asta: Milan, Inter e Juventus gli avrebbero già messo gli occhi addosso, e c’è chi dice che i bianconeri sarebbero in vantaggio nella corso all’oro perché il diesse del Pisa è Claudio Chiellini, fratello del capitano bianconero Giorgio. Di sicuro c’è che chiunque vorrà portarlo alla propria corte dovrà sborsare una bella cifra. Ma Lorenzo intanto la Serie A se la vuol guadagnare a suon di gol.

 

(Credits: Getty Image)

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