L’orgoglio che può cambiare la storia di Real Madrid-Barcellona

L’orgoglio che può cambiare la storia di Real Madrid-Barcellona

L’orgoglio che può cambiare la storia di Real Madrid-Barcellona

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L’inverno dello scontento del Real Madrid è improvvisamente piombato sotto zero, anzi sarebbe più corretto dire -9, come la distanza dal Barcellona: eppure la qualificazione ai quarti di Champions è ben incamminata, eppure non ci si aspettava davvero di mettere paura al Barça in Liga.
Ma il problema è che lo 0-3 di Copa del Rey contro il Barcellona è stato troppo rotondo, netto e impietoso, per non lasciare strascichi.

REAL MADRID-BARCELLONA – A detta di tutti, nemmeno aveva giocato malaccio il Madrid. Come del resto non l’aveva fatto nell’andata al Camp Nou. Ma sono troppi i limiti di rendimento nella formazione titolare, per non uscire alla lunga dei 180 minuti. Bale, Casemiro, Kroos, Modric, tutti ampiamente al di sotto del loro standard. Il problema soprattutto del centrocampo, che nella sua varietà e incisività è stato la chiave della 4 Champions in 5 anni del Madrid, e che adesso è poco efficace e molto manipolabile.
Questo dunque è un Clasico dell’orgoglio: ovvio, vincendo il Madrid andrebbe a -6 e allora tutti i discorsi sarebbero di nuovo aperti, ma nessuno davvero crede possa succedere una rivoluzione.
Però il Real Madrid deve tornare a rendere rispettabile il Bernabeu, dove addirittura il Barcellona ha vinto 10 degli ultimi 17 incontri disputati.
E ancora più importante, per la prima volta dopo 87 anni si trova in parità il computo storico degli scontri: 95 vittorie per parte, 51 pareggi. E’ da 90 anni, dal 1929, che il Real Madrid non si trova sotto il Barcellona nel totale dei confronti diretti. Numeri a cui in Spagna tengono parecchio.

CHE PARTITA SARA’ – Per il Real Madrid in prospettiva è più importante il ritorno con l’Ajax, che necessiterà un alto dispendio di energie. Il Clasico è più una questione di nervi e ordine, e così sarà questa partita. Giro palla a ritmi non altissimi, e però richiesta di maggiore apporto delle ali.
Torna in campo Marcelo, forse all’ultimo Clasico, e allora dovrà dimostrare all’opinione pubblica che si sbaglia. C’è anche Ceballos per Modric, il che significa maggiore protezione e minore verticalizzazioni, mentre molto dipenderà da Bale, perché è l’unico che potenzialmente può dare raccordo tra possesso palla e penetrazione. Il Barcellona però banchetterà sulle debolezze, terrà il punto, si adeguerà al ritmo che si abbassa ma lui sì avendo la capacità di aizzarsi e colpire improvvisamente come una vipera.

UN DIGIUNO STORICO – Gli ultimi 5 incontri sono stati tutti una delusione sul piano del gioco. O perché troppo sbilanciati da una parte o dall’altra, o perché troppo appiattiti. Però è un dato di fatto che il Real Madrid addirittura non vince un Clasico di Lega dal 2016, ben 5 consecutivi con 3 sconfitte e 2 pareggi! Aveva fatto di peggio dal 2008 al 2011, l’inizio e la fine dell’era Guardiola, con 7 partite a secco; con 6 di digiuno nel periodo RonaldoRivaldo dal 1997 al 1999, e dal 1971 al 1974 in piena ricostruzione Blanca; più un identico digiuno di 5 nell’era Cruijff dal 1975 al 1977, e nell’era del Barça repubblicano dal 1947 al 1948.

COME FINIRA’Solari forse si gioca anche una fetta di futuro, e allora è singolare che lo faccia con Marcelo che sembra già il passato, e che proprio lui si troverà soprattutto di fronte Messi. La Pulce Atomica è addirittura a 4 Clasico consecutivi senza segnare, una enormità per lui che è il capocannoniere storico con 26 gol, distaccando Di Stefano e Cristiano a 18 gol. Solo tra il 2014 e i 2016 era stato a secco più a lungo, per 6 partite. A proposito di record, Sergio Ramos raggiunge Gento, Sanchis e Xavi al vertice di chi ne ha disputati di più nella storia con 42.
Valverde non ha grossi timori, però deve tenere d’occhio Vinicius, dal lato sinistro, perché nonostante gli manchi concretezza comunque è l’unico che ha elementi di rottura difficilmente limitabili, e Semedo non è molto di più che un diligente soldato.

SNAI è comunque estremamente equilibrata nelle quote: Real Madrid a 2.70, e Barcellona sì favorito ma solo a 2.45. Al punto che il pareggio d’orgoglio a 3.70 diventa davvero l’opzione più invitante, e non è un caso che l’1-1 a 7.75 sia di netto il risultato più probabile. Perché non cambierebbe molto, ma almeno salverebbe l’orgoglio.

 

(Credits: Getty Images)

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Tancredi Palmeri Autore SNAI che tratta di calcio, con le quote presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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