Mai più gioco all’italiana: Le pagelle delle italiane in Europa

Mai più gioco all’italiana: Le pagelle delle italiane in Europa

Mai più gioco all’italiana: Le pagelle delle italiane in Europa

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Siamo arrivati vicino al termine della stagione e, con la Roma eliminata in semifinale ad un passo dal sogno, possiamo fare un bilancio delle squadre italiane impegnate in Europa questa stagione.
La lezione forte e chiara è che le nostre squadre hanno fatto bene quando non hanno giocato all’italiana, liberate dal vincolo del calcolo e del tatticismo hanno sfiorato in più occasioni la grande impresa. Quando invece sono rimaste imprigionate dal cumulo di pensieri, ‘eccesso di prudenza e un ingiustificato timore reverenziale le squadre italiane hanno sempre perso tanto a poco.
Il Napoli che perde in casa col Lipsia, perché indeciso se proseguire o meno in Europa League, per agevolare il suo campionato e perde in casa 1-3. Al ritorno si libera dei pensieri e gioca tanto bene da sfiorare l’impresa rifilando uno 0-2 ai tedeschi. La Juventus che ne prende 3 dal Real, con una partita attenta ma senza troppa personalità, poi va a Madrid e ad un minuto dal termine è anch’essa sul 3-0 ma viene beffata da un rigore per il Real. La Roma che rimonta il Barcellona partendo da un 4-1 preso al Nou Camp e ne rifila 3 ai catalani e sempre i giallorossi, vicinissimi ad un’altra rimonta con il Liverpool.

La morale è che il gioco all’italiana in Europa ha fatto il suo tempo. Non vinciamo mai un Europa League e nemmeno portiamo squadre in finale o in semifinale.
In Champions la Roma ha dimostrato che si tratta soprattutto di una mentalità inadeguata da cambiare già dalla prossima stagione. Niente calcoli e gioco radicalmente più spregiudicato, in barba all’attenzione maniacale per la difesa che non porta vantaggi contro squadre forti e altrettanto organizzate.
Se la lezione sarà stata metabolizzata lo capiremo presto. A partire dalla Nazionale. Intanto le pagelle:

Roma 9: vera e propria rivelazione di questa edizione della Champions, insieme allo stesso Liverpool. La sua corsa si è fermata per quella lunga ora in cui la squadra di Di Francesco ha perso completamente le distanze e la testa. Cinque gol e ritorno che sembrava privo di interesse. Poi i due gol nel finale e la rimonta all’Olimpico, impedita anche da due clamorosi errori arbitrali.
Di questa straordinaria edizione restano certamente le due partite con il Chelsea nel girone, il ritorno con lo Shakhtar, decisamente quello straordinario col Barcellona e il secondo tempo contro il Liverpool.

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Juventus 6: eliminata ai quarti, la cosa migliore dei bianconeri resta la clamorosa impresa di rifilare tre gol al Real al Bernabeu. Qualcosa di epico e incompiuto, a prescindere dall’esito. Il resto della Champions è deludente. Ne ha prese 3 dal Barcellona e pareggiato a reti bianche al ritorno, vittoria sofferta con lo Sporting e autorevole con l’Olimpiakos.
Con il Tottenham va vicino all’eliminazione e gioca complessivamente peggio ma a Wembley imbrocca il quarto d’ora giusto e vince. La Juve che da anni vince il Campionato deve però fare un salto di qualità in Europa.

Napoli 5: Le “belle” sconfitte col City paradossalmente restano le cose migliori di un Napoli che nei primi tempi con gli inglesi ha dato una bella sensazione. Il resto è stato approssimativo e inadeguato per una squadra che il prossimo anno dovrà fare molto meglio.

Atalanta 7,5: Splendida nel suo girone con Everton e Lione ma gli inglesi erano peggio di quanto non ci si immaginasse. Gasperini ha dato gioco e consistenza ad una squadra che ha impressionato. Trovare il Dortmund è stato beffardo, così come l’eliminazione arrivata in modo beffardo a 7 minuti dalla fine. L’Europa sembra il suo contesto naturale.

Lazio 7,5: gioca gran parte della competizione con parecchi giocatori che vengono dalla panchina e ottiene risultati importanti. Passa da prima nel suo girone, soffre ai sedicesimi con la Steaua ma al ritorno li seppellisce con cinque gol, con la Dinamo Kiev agli ottavi passa con una vittoria in Ucraina e alla fine si ferma ai quarti suicidandosi, prendendo 3 gol in 5 minuti dal non irresistibile Salisburgo.

Milan 6: Parte da lontanissimo, supera bene i preliminari, si affatica parecchio e ne paga le conseguenze in campionato. Brutta la sconfitta col Rijeka ma ininfluente. Bene con il Ludogorets ai sedicesimi ma con l’Arsenal perde agli ottavi sia all’andata che al ritorno.

Nel complesso un Europa League non particolarmente brillante, senza infamia ma certo non indimenticabile.

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e conduttore di RMC Sport è anche esperto di conduzione e comunicazione. Collabora con la medesima ... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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