Marsiglia-Lazio 1-3, la Lazio “new deal” sbanca il Velodrome

Marsiglia-Lazio 1-3, la Lazio “new deal” sbanca il Velodrome

Marsiglia-Lazio 1-3, la Lazio “new deal” sbanca il Velodrome

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Apparentemente basterebbero due zampate alla squadra di Inzaghi per regolare i padroni di casa condotti da Rudi Garcia, ma il brivido finale portato da Payet costringe i biancocelesti a riprendere il filo del risultato a pochi minuti dal fischio finale quando Marusic ristabilisce l’esatta distanza in un match dominato e controllato da Immobile&Co. Vediamo com’è andata.

DUE PUNTE PER TRE PUNTI – Con Luis Alberto ’in disgrazia’ e Correa squalificato dopo il rosso rimediato nella disastrosa trasferta di Francoforte, Inzaghi non rinuncia comunque alle due punte nel suo classico 3-5-2 e schiera Caicedo a fianco del sempre imprenscindibile Immobile. La ’strana coppia’ è alla terza apparizione insieme dall’inizio dopo il debutto in campionato con il Genoa (4-1) e la vittoriosa replica contro la Fiorentina (1-0). La scelta, sul piano del risultato, si rivelerà talismanica con l’ecuadoregno alla sua terza marcatura europea: la sostituzione nel secondo tempo (74’, lo rileva Cataldi) preoccupa il tecnico piacentino in vista dell’Inter lunedì visto che il numero 20 accusa problemi muscolari, come quelli alla coscia che hanno costretto Lucas Leiva ad abbandonare il campo all’inizio della ripresa (48’). Il weekend porterà consiglio e responsi medici sulla situazione di entrambi, ma è chiaro che l’attaccante sudamericano al momento convince più di Luis Alberto e si candida ad una maglia da titolare per il Monday Night. La scelta di Inzaghi di non ricorrere ad un ampio turnover (rispetto alla gara col Parma riposano solo Patric e Felipe) è comprensibile: bastava un qualsiasi risultato diverso dalla vittoria per compromettere le chance di qualificazione. L’Eintracht, infatti, ha chiuso il discorso ieri sera liquidando l’Apollon Limassol (2-0) ed alla Lazio adesso basterà un pareggio tra due settimane per chiudere il discorso prima del match finale contro i tedeschi.

LAZIO GUERRILLA
– Il Marsiglia comincia l’incontro col piglio di chi sa di non avere molta scelta: con un punto collezionato in due partite frutto del pareggio (2-2) contro i ciprioti (!), Garcia sa che deve vincere il suo personalissimo derby contro i biancazzurri per non sentirsi appiccicare addosso l’etichetta del fallimento stagionale. In campionato l’OM dovrebbe essere l’anti-PSG, un progetto rimasto sulla carta e nella mente della dirigenza americana visto il ritardo di 11 punti dalla squadra di Neymar e Cavani, quarti alle spalle addirittura di Lille e Montpellier ed in una stagione dispari per il Monaco penultimo ed invischiato nella lotta retrocessione. Ma è anche fin troppo chiaro che, sinora, la campagna europea sia stato un fiasco dopo il traguardo della finale della passata stagione: per Garcia&Co vincere quest’incontro vale tutto. Ed è con questa lente che dobbiamo leggere i primi dieci minuti pieni di iniziativa che portano i padroni di casa al primo calcio di punizione con vista sull’area di rigore (Payet) ed al primo calcio d’angolo che ne consegue. L’OM cerca il fraseggio veloce che coinvolga la punta Mitroglu, costretto sempre spalle alla porta da un Acerbi che, se non chiuso dai professori associati di Harvard Bonucci&Chiellini, una maglia da titolare in nazionale se la meriterebbe. Se il Marsiglia pensa al fumo, l’arrosto lo prepara la Lazio ed alla prima vera occasione (da calcio d’angolo) colpisce a tradimento Mandanda: Wallace va in cielo e anticipa il portierone di Kinshasa la cui espressione dopo il gol subito spiega meglio di ogni altro commento il momento del Marsiglia, ora costretto ad inseguire il risultato. Era solo il 10’ ma, dopo averla sbloccata, la Lazio cambia il tema dell’incontro ed imprime il proprio inconfondibile marchio sulla partita conquistando il pallone e lo spazio per portarsi costantemente dalle parti di Mandanda che, in tre occasioni, si vede graziato dal ritardo di Caceres (18’, su superba imbeccata di Immobile che parte largo da sinistra) dalla ‘caduta’ di Caicedo (20’, reclama un contatto in area che sembra esserci ma non per l’arbitro spagnolo Manzano) e dal palo di Immobile (21’, la gira alla base del legno pur avendo tutta la porta da dentro l’area alla sua mercé). Sono avvisaglie di quello che poi Caicedo concretizzerà invece su contropiede nel Secondo Tempo (59’) ma la Lazio del Primo potrebbe tranquillamente chiudere sullo 0-3 e non ci sarebbe nulla da dire.

RALLENTAMENTO
– Gli uomini di Inzaghi invece, forse consci della superiorità, una volta raggiunto il doppio vantaggio, si concedono una pausa dall’incontro lasciando molta iniziativa al Marsiglia. Il dato finale ufficiale del possesso palla (62% contro il 38% dei biancazzurri) conferma quella che è più di un’impressione, ma d’altronde questa è l’identità del ‘New Deal’ laziale: belli ma concreti e possibilmente con un occhio alla rete inviolata, o quello che ormai si chiama comunemente all’inglese ‘clean sheet’. La Lazio fa di tutto per mantenerlo ( e sarebbe il sesto stagionale, primo in Europa League) ma nessuno avvisa Payet che in dirittura di arriva tira fuori dal cilindro una magistrale esecuzione su punizione confermando la sua ottima stagione personale sul piano realizzativo (2 reti in Europa League e 4 in campionato su 10 incontri) nonostante le difficoltà di squadra. E’ solo un sussulto però, perché il nuovo entrato Marusic (ha rimpiazzato Leiva dopo che il brasiliano ha alzato bandiera bianca) ristabilisce la distanza su assist di Immobile a buon diritto nostro Man Of The Match: lo scugnizzo è ovunque ed il suo svariare fa ammattire la retroguardia francese di per sé non tra le migliori d’Europa. Con i tre punti in tasca, il ritorno all’Olimpico diventa quasi una formalità per chiudere il girone in attesa della sfida finale all’Eintracht.

ORA L’INTER
– Il successo di Marsiglia dona sicurezza alla squadra di Inzaghi in vista di un altro importantissimo incontro: lunedì contro l’Inter la Lazio è chiamata a confermare il proprio cinismo (4 tiri in porta questa sera e 3 goal) contro la seconda miglior difesa della Serie A. Tuttavia, bisognerà evitare le disattenzioni nel finale che potrebbero costare care alla porta di Strakosha vista l’abitudine dei nerazzurri a piazzare i colpi proprio nel finale, una qualità non emersa in Champions contro il Barcellona per troppa qualità tecnica dei catalani. Lazio favorita (1 a 2.35 contro il 2.95 del 2) e con il compito di scavalcare i nerazzurri in classifica (Inter 19, Lazio 18) per vendicare la beffa Champions del finale di stagione 2017-18. Di sicuro non ci annoieremo.

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(Credits: Getty Images)

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Angelo Palmeri Scrive di calcio estone e dell'est su www.rumodispo.com ed è apparso con di... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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