Milan – Inter: i 5 duelli da derby. Capitani, rossi, tatuati, bidoni e wags

Milan – Inter: i 5 duelli da derby. Capitani, rossi, tatuati, bidoni e wags

Milan – Inter: i 5 duelli da derby. Capitani, rossi, tatuati, bidoni e wags

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Il duello da capitani
Il principe opposto al contadino, un record di minuti mai giocati, due stagioni che si incontrano e si mescolano, due che i derby oggi li vivono senza timori. Uno, che solamente dopo due stagioni tramuta i fischi in applausi, l’altro che in quelle due stagioni non ha mai smesso di scaldarsi. L’inter lo premia nella giornata della lentezza, il Milan non lo trova nemmeno in quella. Due ex capitani, due che la fascia la sanno portare, due che la domenica sono sempre impegnati, due colonne portanti che aumentano in modo esponenziale l’italianità del dialogo “derbyale”. Il principe e il contadino un racconto breve, un libro da comodino.

 

Il duello da rosso
Applaudire a teatro, applaudire ad un concerto, applaudire alla recita di fine anno va bene, ma applaudire in campo ad un arbitro questo no, non va bene. Sneijder questo non lo sapeva, ma l’ha imparato proprio sulla sua pelle. Contrasto di gioco tra Lucio e Ambrosini, Rocchi estrae il “Giallone” per simulazione e il 10 nerazzurro inizia ad applaudire il direttore di gara con la classica faccia da “hai fatto tardi la sera prima”. Sei secondi, sei battiti e Rocchi estrae dal taschino sinistro il “Rossone”, e il sipario cade sull’olandese, e la messa in scena si conclude.

Milan – Inter 2-0 minuto 80 sul cronometro, Allegri manda in campo il fantasista barese Antonio Cassano al posto del brasiliano Robinho, passano dieci minuti e il numero 99 si guadagna un rigore che senza particolari problemi realizza. La corsa verso la curva, la maglietta buttata per lasciare spazio ad una sana ignoranza che verrà premiata da Rizzoli con un giallo più che giusto. La partita sembra volgere al fischio finale, quando Cassano decide di reinventarsi nel ruolo di “difensore agli ultimi metri” e con un’entrata da dietro dal sapore “Monteriano”, si guadagna la seconda ricompensa dal direttore di gara. Giallo, rosso e come un semaforo si spegne nella tristezza degli spogliatoi.

 

Il duello dei tatuati
Quanto inchiostro hai e ti dirò chi sei. All’ombra della Madonnina di Milano un tatuatore fa del suo inchiostro vere opere d’arte o quasi, o quasi mai. Scherzi a parte, il derby di Milano è paragonabile alla settimana della moda, c’è chi esibisce vestiti e chi tattoo. Icardi, Materazzi, Nainggolan per la squadra nerazzurra, Mexes, Boateng e Castillejo per quella rossonera. Ci son due leoni, un serpente, un aquila reale  non manca più nessun, solo non si vedono i due liocorni.

 

Il duello dei bidoni
L’estate porta bidoni, e gennaio forse ancora di più. Di giocatori dalle dubbie doti calcistiche ne sono passati dalle vie di Milano, giocatori che hanno dato di più sui tavoli delle discoteche che sul rettangolo di gioco del Meazza. Il ricordo è ancora fresco, indelebile per alcuni, Il Galgo Schelotto uno di quelli che di calcio ne può parlare senza problemi, forse meglio parlare che giocare. Poche le presenze ma una che al derby non dimenticherà mai nessuno, il gol del pareggio nel derby del 2013 che valse all’Inter un punto molto importante per salvare la faccia. Dall’altra parte come dimenticarsi di Ricardo Oliveira, quell’attaccante con il vizio del gol “sbagliato”, 3 reti in 26 presenze, cose mostruose solo da pensare. Piero Angela sta progettando di riportare alla luce il “Mistero di Ricardo” , (1 Champions League, 1 Coppa Uefa, 1 Campionato spagnolo, 1 Coppa di Spagna, 1 Coppa America, 1 Confederations Cup e capocannoniere dell’edizione 2003 della Coppa Libertadores) una ricerca della dea bendata per le vie di San Paolo.

 

Il duello delle quote rosa

Oggi le mogli e le compagne dei giocatori sono famose, importanti quasi quanto i mariti milionari. Storia su Instagram, stato su Facebook e pensiero su Twitter, da chi lo fa per piacere a chi lo fa come mestiere. Procuratrici, modelle, influencer e vere e proprie imprenditrici del web. Il Milan schiera tra i pali Alessia Elefante compagna di Donnarumma, sulla linea difensiva si affida alle qualità di Valentina Del Vecchio compagnia di Abate. Le redini del centrocampo sono state affidate a Cristina Del Pin moglie di Montolivo, mentre i diavoli hanno deciso di far gonfiare la rete a Erin O’Neill in Borini. La porta avversaria è difesa da Luna Riot legata al terzo portiere dell’Inter Tommaso Berni. Il faro della difesa viene acceso e spento dalla “Top Monel” Doina Turcanu scuola de Vrij, a centrocampo Silvia di Vincenzo moglie sulla fascia di Politano, e punta la regina delle “Wags”, la procuratrice dal tacco dodici, colei che tiene in scacco l’Inter da parecchi mesi, Lady Icardi.

 

(Credits: Getty Images)

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