Massimiliano Allegri e Igli Tare
Dopo giorni di silenzio, il Milan ha riattivato i contatti con il Club Brugge per Ardon Jashari. Lo riporta il quotidiano belga Het Laatste Nieuws, secondo cui le due società stanno portando avanti “colloqui costruttivi” per provare a sbloccare l’affare. L’accordo non è ancora stato raggiunto, ma la distanza tra le parti si è ridotta e i segnali sono positivi.
Milan Jashari trattativa riaperta
La scorsa settimana il Milan aveva messo sul tavolo un’offerta complessiva da circa 38 milioni di euro, inclusi i bonus. Una cifra ritenuta insufficiente dal Club Brugge, che puntava a ottenere 40 milioni fissi. Nonostante il gap, i rossoneri sono riusciti a riaprire la trattativa, facendo leva proprio sui bonus per avvicinarsi alle richieste del club belga.
Secondo Het Laatste Nieuws, è ormai improbabile che il Bruges ottenga i 40 milioni cash inizialmente auspicati, ma un’intesa costruita su base fissa più premi legati a obiettivi potrebbe far lievitare l’operazione fino a una cifra record. Se l’intesa andasse in porto, si tratterebbe della cessione più remunerativa nella storia del Club Brugge e dell’intero calcio belga.
L’accordo può arrivare con i bonus
In seguito Calciomercato.com ha rilanciato: le due società avrebbero già raggiunto un accordo di massima: la base dell’intesa sarebbe di 33,5 milioni di euro fissi più 4,5 milioni di bonus, per un totale di 38 milioni. Inoltre, per Jashari sarebbe già pronto un contratto quinquennale fino a giugno 2030, con uno stipendio netto da 2,5 milioni a stagione.
Nel frattempo, Jashari ha ripreso ad allenarsi con la squadra la scorsa settimana, pur saltando alcune sedute per partecipare al matrimonio del fratello in Macedonia del Nord. La sua partenza resta probabile, a patto che vengano risolti gli ultimi nodi contrattuali.
Il Milan continua dunque a lavorare per portare a casa il centrocampista svizzero classe 2002, considerato un investimento strategico per il presente e il futuro. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se l’affare potrà davvero andare in porto.
(Credit: Getty Images)
