Chi sarà l’allenatore dell’Inter a giugno?

Chi sarà l’allenatore dell’Inter a giugno?

Chi sarà l’allenatore dell’Inter a giugno?

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Nel 2016 l’Inter si sottopose ad un avvilente casting, successivo all’esonero di Frank De Boer, durante il quale i dirigenti nerazzurri ascoltarono diversi allenatori liberi e adatti ad una panchina vuota e occupata temporaneamente dal tecnico della Primavera Stefano Vecchi.

La sfilata vide Gianfranco Zola, Marcelino, Vitor Pereira, Guus Hiddink, Guidolin e il poi prescelto Stefano Pioli. Una dimostrazione di disarmante inesperienza da parte di una società che si era appena insediata e aveva anche sbagliato acquisti (Gabigol e Joao Mario), specie per l’ingente spesa affrontata.
Il tempo passa, la presidenza si è consolidata, il debito è quasi estinto, il settlement agreement sta svanendo e la società si è dotata de miglior dirigente sulla piazza: Beppe Marotta.

Non si è tuttavia certi di chi sarà l’allenatore dell’Inter da giugno.
Le opzioni sul tavolo sono quattro: lo stesso Luciano Spalletti, Antonio Conte, Diego Simeone e un possibile clamoroso ritorno di Jose Mourinho.

Vediamo la situazione:
Spalletti: per quanto sia l’uomo che ha riportato l’Inter in Champions e si sia distinto la scorsa stagione per essere il vero collante di una squadra tendente alla disgregazione facile e ai cali repentini, nonostante il lavoro riconosciutogli, che ha riportato Brozovic ai suoi migliori livelli, Joao Mario a essere di nuovo importante, da gennaio l’Inter ha subito il solito crollo ed è diventato l’obbiettivo preferito dei tifosi e la sua permanenza è clamorosamente instabile, al punto che si stanno contando i giorni per il suo esonero. Da Parma ai sedicesimi con il Rapid fino alla Samp, ogni partita può essere decisiva per il cambio. Percentuale 5%

Simeone: è un allenatore evocato spesso, un simbolo che ha rivelato in più occasioni, la volontà di sedersi sulla panchina nerazzurra prima o poi. Sarà meglio che quel giorno arrivi in fretta però, perché il calcio è liquido, le cose cambiano in fretta e se c’è una stagione adeguata è proprio la prossima. L’Inter non ha più i lacci di prima e il tecnico può essere libero di scegliere come fondare la sua squadra, senza il timore di consolidare o rifondare. In questo momento non se ne parla apertamente, anche perché impegnato con l’Atletico ma quattro mesi sono lunghi. Percentuale 25%

Conte: visto e rivisto aggirarsi nei pressi della sede nerazzurra, accostato all’Inter già l’anno scorso, poi al Milan tra agosto e dicembre e di nuovo all’Inter da gennaio. La sua comincia ad essere più un’ombra che un’eventualità concreta, ma presto dovrà pur sedersi su una panchina. Qualche anno fa sembrava improbabile poterlo vedere come allenatore della squadra con il più alto tasso di rivalità della Juventus. Le cose cambiano e lui medesimo nell’ultimo anno in bianconero aveva già espresso la possibilità di essere tecnico di qualunque squadra, essendo un professionista. Non tutti i tifosi dell’Inter lo vorrebbero ma serve un personaggio capace di non guardare in faccia a nessuno, a prescindere dalla provenienza. Manca di interismo e di questi tempi è importante avere anche una matrice culturale che leghi un uomo ad un club, prescindendo dalla sua indiscutibile qualità. Percentuale 35%

Mourinho: l’ultimo in ordine di tempo tra le opzioni è il simbolo del riscatto nerazzurro.
Josè si è liberato dal Manchester Utd dopo l’esonero e resta il tecnico più vincente in assoluto, su ogni panchina. Qualcosa in lui è cambiato, appare invecchiato, ancora più inacidito e preso dal culto della sua personalità che non dalla vocazione per la vittoria. Mou funziona però meglio in club meno sovrastrutturati di quanto non siano il Real o lo Utd, dove ha comunque vinto ma meno del previsto. Società come Porto, Chelsea, Inter sono più adatte a sfruttarne le qualità e lui da anni sbandiera il nerazzurro come una seconda pelle, pur non avendo mai incoraggiato un ritorno.
Il modo in cui se ne è andato, a bordo di un’auto del Real, pochi minuti dopo aver conquistato la Champions salutando tra le lacrime Materazzi ma rinunciando a tornare a Milano per festeggiare a San Siro resta sconcertante, qualcosa di imperdonabile, se non fosse per il fatto che è Mourinho ha fatto qualcosa di straordinario che resta leggenda e, in fondo non va mai preso interamente sul serio. Il suo ritorno oggi, più del passato, in un Inter più strutturata e potente, avrebbe più senso. Percentuale 35%

(Credits: Getty Images)

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e conduttore di RMC Sport è anche esperto di conduzione e comunicazione. Collabora con la medesima ... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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