Italia, chi dopo di loro?

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Dopo il diluvio tocca ricostruire. L’argomento più affascinante, oltre che abbacinante, resta sempre chi sarà il nuovo CT. Interessante, per usare un eufemismo, che mentre tutta Italia, da quella politica che litiga sugli stranieri nei settori giovanili in modo superficiale e opportunistico, a quella degli addetti ai lavori che dettano l’agenda per rilanciare l’Italia non solo intesa come Nazionale, sì rimanga tutti sbalorditi e indignati dalle mancate dimissioni di Tavecchio e Ventura nell’immediato dopo partita o anche solo il giorno dopo.

Ventura attende di discutere l’aspetto economico con una scelta non esattamente appropriata e Tavecchio invece medita di trovare soluzioni che rimettano in sesto la sua figura. Tra queste il colpo di scena di un grande ct sulla panchina Azzurra come omaggio agli italiani e risarcimento parziale per questa vergogna epocale.

I nomi più gettonati e desiderati dal pubblico italiano sono fondamentalmente quattro.

Ancelotti: il più probabile perché improvvisamente libero dall’impegno col Bayern, intrigante per l’esperienza internazionale e il carattere che lo rende apprezzato da tutti.
È per distacco anche il tecnico più vincente nel lotto, per questo si sta parlando di lui più di quanto si faccia di chiunque altro e già si parla di condizioni che Ancelotti porrebbe per sedersi su quella panchina. Sarebbe il momento giusto per accontentare in tutto un commissario tecnico che arriverebbe solo con un progetto serio, nel quale non intenderebbe mettere la faccia se la gestione della nostra Nazionale venisse affrontata come nel passato. Ancelotti ha la mentalità e il peso specifico giusto per poter reggere un impegno tanto grave, in un passaggio storico così delicato e orrendo come quello che stiamo attraversando.

Conte: il suo ritorno sarebbe una suggestione che piacerebbe a molti, persino a quelli che lo hanno criticato per i due anni in nazionale nei quali molti facevano le pulci sui risultati non in linea con la storia, nonostante avesse a disposizione un parco giocatori mediocre. Ha affrontato gli europei con Zaza e Pellè, mettendo Giaccherini sull’esterno e portandosi anche Sturaro, riuscendo a vincere contro Belgio, Svezia e Spagna e facendosi eliminare solo ai calci di rigore dalla Germania. I suoi appelli sono stati etichettati più come opportunistici che illuminati, è stato spesso rimproverato dagli stessi ex suoi tifosi per il modo in cui si era allontanato dalla Juventus e il suo lavoro è rimasto incompleto. Il suo lavoro al Chelsea è molto probabile che termini a giugno e questo lo farebbe tornare libero, PSG permettendo. In attesa che arrivi si penserebbe alla soluzione ponte di Di Biagio, attuale CT dell’Under 21.

Molti ragionano per luoghi comuni perciò ritengono che Conte non dovrebbe tornare perché sarebbe una minestra riscaldata. Se questa è un’obiezione non c’è motivo perché lui non possa rimettersi nei panni di commissario tecnico.

Allegri: il suo nome girato spesso in questo periodo, anche prima dell’eliminazione, però non è chiaro come si può immaginare che lasci la Juventus che non sembra avere intenzione di privarsi del suo lavoro.

Dovrebbe capitare una stagione disgraziata in cui termina senza vincere praticamente niente per creare le basi di una separazione ma, posto che questo lo depotenzierebbe in termini di immagine e peso, non si può comunque aspettare 5 mesi. In senso assoluto Allegri sarebbe comunque un’ottima scelta per la capacità di gestire i giocatori in base alle loro caratteristiche e all’esperienza maturata in questi anni, che lo rende un tecnico vincente e dal profilo internazionale, nonostante abbia lavorato solo in Italia.

Mancini: confesso che l’opzione la trovo stimolante, per il modello di tecnico mai abbastanza apprezzato. Vincente in contesti ricchi ma complicati, poco apprezzato in Italia da un opinione pubblica che ne ha sempre sottolineato più la ruvidità del carattere, invece della capacità. Massacrato ai tempi dell’Inter, dallo stesso pubblico che lo aveva acclamato per il ritorno, oggi Roberto Mancini è un tecnico che ha le basi e la maturità sufficiente per poter affrontare un passaggio di questo genere.

In generale sono quattro opzioni valide ma tra tutte quella di Ancelotti è la più sicura e individuabile.

 

(Credits: Getty Images)

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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