Le 4 rivali dell’Italia: cosa aspettarsi

Le 4 rivali dell’Italia: cosa aspettarsi

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E dunque sarà una tra Svezia, Irlanda, Grecia e Irlanda del Nord. Con Svezia e Irlanda del Nord abbiamo una storia di eliminazioni brucianti, con l’Irlanda la sconfitta clamorosa nel debutto a Usa94, con la Grecia siamo una razza una faccia (per ora). Ecco cosa ci dobbiamo aspettare da ognuna di loro.

SVEZIA – La più pericolosa in assoluto. La generazione post-Zlatan gioca pure meglio, una nidiata che ha vinto l’Europeo Under 21 e che ci mette molta intensità e un paio di singoli con qualità maggiore. Il cattivo è che sono molto scaltri. Il buono è che se si dovessero fare prendere dall’entusiasmo, potrebbero allora lasciarci qualche spazio letale. Occhio all’aletta Forsberg del Lipsia.

IRLANDA – I valori tecnici sono quelli che sono, ma poche nazionali come l’Irlanda sono capaci di decuplicarli quando giocano assieme. Sarebbero un blocco granitico che prova a vincere di puro catenaccio e contropiede – un po’ come è quasi sempre stata l’Irlanda in 30 anni. Però il ct è Martin O’Neill, migliore del gioco che è costretto a fare, e sufficientemente scafato per trasmettere sicurezza.

GRECIA – Forse quella più abbordabile in assoluto, perché nemmeno il fattore spogliatoio è così trascendentale come per le altre. Quella dal gioco più compassato, e che è arrivata soprattutto grazie alla pochezza delle altre del girone. C’è soprattutto il mestiere di Mitroglou avanti e poco altro, riflette una squadra senza picchi ma che però non si perde mai d’animo, e per questo può sfruttare le incertezze.

IRLANDA DEL NORD – Tecnicamente la peggiore delle quattro, e forse con un pizzico di sacro fuoco in meno visto che si è tolta già lo sfizio di qualificarsi agli Europei. Entusiasmo e positività comunque contagiosa, grande spirito di sacrificio, a cui appigliarsi per fare fronte a una difesa terribile nelle individualità. Però è un fatto che per battere questa come le altre serve la velocità e la sicurezza per scardinare arroccamenti a 11. Ah, ci sarebbe la cabala che l’unica volta che l’Italia non si è qualificata per i Mondiali è stato nel 1958 e proprio agli spareggi e proprio con l’Irlanda del Nord. Ma chissà che le paure non debbano davvero essere affrontate.

Tancredi Palmeri

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