L’Italia ai mondiali? Solo in tre modi

L’Italia ai mondiali? Solo in tre modi

L’Italia ai mondiali? Solo in tre modi

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L’Italia ha fatto il suo dovere battendo l’Albania grazie ad una prestazione più che accettabile.
La Nazionale di Ventura resta in testa, i giovani crescono e gli inserimenti  dei nuovi elementi procedono, come dimostra la partita di Zappacosta. Insomma la vita sarebbe bella se non fosse per il non trascurabile dettaglio che la Nazionale ha gli stessi punti della Spagna e una peggior differenza reti.
C’è un solo posto per andare ai mondiali e ai secondi è assegnato il destino di giocarsela con uno spareggio in due partite.
Per questo il tema non è quello di una soddisfazione legata ad un campionato che cresce nuovi giovani di talento e li insedia nel corso della stagione, per tornare ad essere un Italia che conta.
Qui non c’è tempo e le poche amichevoli a disposizione, compresa quella con l’Olanda di martedì, servono ma non sono sufficienti a dare certezze.
Ci sono tre possibilità per andare ai mondiali passando dall’ingresso principale:
la prima passa dall’11 giugno, quando gli azzurri troveranno il Liechtenstein e, per avere la possibilità di azzerare o diminuire sensibilmente la differenza reti dalla Spagna, dovranno seppellire di gol i rappresentanti di un Paese che la lingua italiana incredibilmente non prevede di denominare (abitanti del Liechtenstein?).
Sarebbe surreale ma decisivo preparare la partita contro questa piccola Nazionale, battuta all’andata 4-0, con uno stadio catino che li terrorizzi e rifilargli almeno 16 gol, visto che gli spagnoli hanno provveduto a perforarli 8 volte. Improbabile certo ma non impossibile.
La seconda passa dalla possibilità che Albania o Israele clamorosamente fermino la marcia degli iberici, una probabilità non così remota e che l’Italia dovrà considerare in occasione dell’ultima partita da disputare proprio in Albania ad ottobre.
La terza ed ultima è quella che sta facendo discutere fin dal giorno del sorteggio: battere la Spagna a casa sua. La possibilità nel calcio esiste e quando ci avvicineremo all’appuntamento saremo anche tentati di credere che sia fattibile. La questione passa però anche da una data infausta per le nostre abitudini: il 2 settembre. Parliamo di un periodo in cui tradizionalmente le nostre squadre vengono fatte fuori dal preliminare di Champions League, il campionato esprime un valore atletico medio basso e in generale, al rientro dalle vacanze, è come se il nostro Paese calcistico percepisse meno la tensione, lo stress di una sfida importante. Quasi che la nostra mentalità rifiutasse il principio di un eliminazione (o qualificazione) definitiva per mezzo di una sola partita a stagione appena iniziata. È esattamente quello che potrebbe accadere ed è per questo che il dibattito riguarda anche la data di inizio del campionato. Mai stati troppo organizzati e nemmeno uniti in una comunione di intenti, a maggior ragione per la Nazionale.
Per questo a nessun club passa per la testa di coadiuvare gli azzurri collaborando per anticipare l’inizio del campionato. Troppi interessi e troppe amichevoli già fissate con un giro di denaro importante.
Insomma il 2 settembre l’Italia, se tutto va bene, andrà in Spagna con circa due partite di campionato disputate e se la giocherà contro una Nazionale che inizierà la Liga praticamente nello stesso periodo, senza tante questioni.
Da qui ai prossimi sei mesi è possibile aumentare l’autostima della squadra di Ventura e non snaturarla in nome di un solo match, considerando che si sta già parlando di un modulo 4-2-4 per andare a giocarsela con l’aria dei pirati.
Forse in Spagna sarà sufficiente soprattutto l’equilibrio. In tutti i sensi.

 

(Credits: La Presse)

(2010)

Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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