Quello che non hanno avuto il coraggio di dirvi sulla Confederations

Quello che non hanno avuto il coraggio di dirvi sulla Confederations

Quello che non hanno avuto il coraggio di dirvi sulla Confederations

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Detto che della Confederations Cup non frega giustamente quasi niente a nessuno, avendo come unico fine l’essere metadone della nostra dipendenza da calcio in astinenza, ci sono però 2 cose che sono molto utili per gli appassionati, e mi riferisco a tutti gli appassionati di calcio, non solo ai malati da osservazione dei terzini neozelandesi.

LA GERMANIA NON VINCERÀ I MONDIALI – Si può immaginare che Joachim Loew abbia voluto aggirare la maledizione della Confederations portando con sé una formazione sperimentale. E però gli ha detto male: la Germania è così forte che ha vinto pure con la squadra B. Quale maledizione? Nessun vincitore della Confederations ha poi vinto il Mondiale seguente. Praticamente il Trofeo Berlusconi delle nazionali.
E guardate che non era mica facile.
Non mi riferisco certo alle edizioni vinte nel ’95 dalla Danimarca e nel ’99 dal Messico. No. La maledizione è ben peggiore.

Nel ’92 vince l’Argentina di Batistuta, a cui poi si riaggiunge Maradona. Poi arriverà l’antidoping, e Argentina segata. Nel ’97 il Brasile di Ronaldo pare invincibile, poi ai Mondiali si fermerà in finale contro la Francia. La stessa Francia vincerà l’edizione del 2001, presentandosi come seconda favorita in CoreaGiappone e uscendo al Primo Turno. Non contenta vincerà anche quella del 2003, e finirà per perdere la finale di Berlino 2006 e addirittura non tornare a vincere più niente nella sua storia, finora. Nel 2005 vince il Brasile del quadrato magico, strafavorito poi in Germania e invece messo fuori dalla Francia. E il Brasile tornerà a vincere nel 2009 e nel 2013, finendo poi eliminato dall’Olanda nel Mondiale 2010 e inabissato dalla Germania in quello di casa. Non solo, perché anche per il Brasile la vittoria multipla consecutiva della Confederations ha finito per trasformarsi in maledizione, visto che non ha più vinto niente poi nella sua storia, nonostante nel frattempo si siano disputate ben 3 Copa America in cui è sempre partita tra le prime 2 favorite – e non solo: addirittura non è più entrato in nessuna semifinale continentale, come non gli accadeva da un secolo!
Insomma: se la Germania non viene fermata da questo…

MA IL CAMPO – Fuori dal giudizio esoterico ecco quello che rimane di credibile per ogni squadra.

GERMANIA: non tanto o non solo la vittoria con le riserve. Ma Loew l’ha fatto con il 5-4-1, fottendosene della forma e badando alla sostanza. Così come l’anno scorso eliminò l’Italia facendo l’italiano. Davvero, solo la maledizione può fermarlo.

CILE: È iniziata la parabola discendente della generazione d’oro, ma c’è ancora birra per un’ultima grande competizione. Obiettivo Quarti possibile.

PORTOGALLO: Il ricambio dei nuovi ha subìto una battuta d’arresto. Totalmente Cristiano dipendente.

MESSICO: nemmeno il prossimo anno sfaterà il tabù dei Quarti dei Finale.

RUSSIA: solo il Sudafrica era messo peggio tra i paesi ospitanti a un anno dai Mondiali. Però qui c’è una nuova generazione che sta crescendo.

NUOVA ZELANDA: sarebbe sorprendente vederli vincere lo spareggio per i Mondiali.

AUSTRALIA: è un ibrido interessante che moltiplica l’agonismo per supplire alla scomparsa dei già pochi talenti.

CAMERUN: senza dubbio il momento tecnicamente più povero del Camerun negli ultimi 40 anni. Dunque onore al ct belga Broos.

E adesso, torniamo all’astinenza.

 

(Credits: La Presse)

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