Non solo ABBA, ecco la Svezia del calcio

Non solo ABBA, ecco la Svezia del calcio

Non solo ABBA, ecco la Svezia del calcio

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Il nostro viaggio del calcio scandinavo è iniziato nelle Isole Faroe e termina in Svezia, il paese in cui il pallone ha riscosso il più successo. Vi prometto un articolo senza nemmeno una battuta sugli ABBA, una cosa per niente scontata quando si legge qualcosa a tema svedese!

 

La Storia del Campionato

Lo sport è arrivato a Stoccolma e dintorni nel 1870 circa, come al solito grazie alla presenza britannica. È stato inizialmente giocato nei club di ginnastica e nel 1885 le città di Göteborg, Stoccolma e Visby hanno stabilito un accordo sulle regole. Il primo torneo è stato quindi organizzato nel 1896, lo “Svenska Masterskapet”, una coppa che avrebbe incoronato il campione di Svezia. Il primo ad aggiudicarsela è stato l’Orgryte, il quale, non contento, ha vinto le prime quattro edizioni. Il torneo è stato disputato principalmente nelle due città principali ed è durato fino al 1925, l’anno dopo l’inizio del vero e proprio campionato svedese, lo Allsvenskan. Prima di quell’anno c’era stato un altro torneo, lo “Svenska Serien” inaugurato nel 1910, ma il Campione di Svezia era la squadra vincitrice della Coppa non del campionato.

Nei primi anni dell’Allsvenskan, infatti, il club vincente (il primo è stato il GAIS Gothenburg, nella stagione 1924/25) è stato nominato vincitore, ma non campione. La prima volta che un vincitore dell’Allsvenskan – ancora una volta il GAIS – è stato formalmente dichiarato Campione di Svezia è avvenuto solo nella stagione 1930/31. Inizialmente il torneo era formato da 12 squadre, escludendo le compagini delle regioni di Norrland (al nord del paese) e Gotland (un’isola) per motivi logistici di trasporto. Fino al 1959 poi, il campionato è stato disputato dall’autunno alla primavera per poi essere destinato al periodo estivo, solitamente da marzo a novembre, registrando anche un aumento di squadre da 12 a 14 nel 1981. Dal 1982 al 1990 poi, il campionato ha adottato uno stile simil-pallacanestro con una regular season e dei playoff finali. Ancora, negli anni 1991 e 1992 è stato introdotto un “Masterskapsserien”, ovvero un minicampionato con le prime sei squadre dell’Allsvenskan che si affrontano in sfide di andata e ritorno per decretare il campione di Svezia. L’esperimento dei play-off si è concluso nel 1992 e il campionato è tornato al classico formato andata e ritorno.

In ultimo, una piccola curiosità: alla fine della stagione vengono assegnate una serie di medaglie a giocatori e staff delle prime quattro squadre in classifica. La vincente riceve la medaglia d’oro, la seconda una grande d’argento, la terza una “piccola” d’oro e la quarta quella di bronzo. Questa tradizione di quattro categorie di premio dovrebbe derivare dal fatto che nel torneo di Masterskapet non c’era uno spareggio per il terzo posto e così quattro squadre venivano premiate.

Ma chi ha vinto più medaglie d’oro in Svezia? Questo onore va al Malmö, che con 25 medaglie d’oro ha vinto quasi il doppio del IFK Gothenburg e del IFK Norrkoping, entrambe a quota 13. Il Malmö è anche l’unica squadra della Scandinavia ad aver raggiunto un finale della Coppa dei Campioni nel 1979, quando ha perso nella finale 1 a 0 contro il Nottingham Forest a Monaco di Baviera, in Germania. Inoltre, ha partecipato anche tre volte nei gironi del Champions League e in questa stagione si trova nel Girone D di Europa League. La società è ben conosciuta per essere stata la squadra d’esordio di Ibrahimovic, mentre altri di recente giocatori notevoli ad aver indossato la maglia azzurra del club sono stati Jonas Thern, Martin Dahlin e Patrik Andersson.

Oltre alla prima divisione c’è un robusto sistema di campionati minori, la seconda divisione, Superettan, è un campionato su base nazionale, la terza divisione, Ettan, è invece divisa in due gironi nord e sud, e infine la quarta categoria composta da sei gironi per regione. Anche il calcio femminile ha un ruolo molto importante in Svezia: la Damallsvenskan, il campionato nazionale, è stata la prima divisione professionale femminile al mondo.

 

La Nazionale

La “Blagult” -Blu e Giallo – è riconosciuta come una nazionale forte che vanta parecchie apparizioni ai tornei internazionali, contando 12 volte nelle fasi finali dei mondiali e 6 volte agli Europei. Ha vinto anche la medaglia di oro alle olimpiadi di Londra in 1948.

Il 12 luglio 1908, la nazionale svedese ha giocato la sua prima partita, battendo di misura la Norvegia, anch’essa esordiente, per 11 a 3. Le successive però hanno visto la Svezia subire cinque sconfitte di fila. Si è quindi qualificata per i mondiali del 1934 in Italia. In quell’occasione ha vinto contro l’Argentina negli ottavi prima di cadere contro Germania nei quarti di finali a Milano. È stata l’unica volta nella storia dei Mondiali che si sono contate solo rappresentative europee agli ottavi. Quattro anni dopo, la squadra è stata battuta nelle semifinali contro l’Ungheria in Parigi per arrivare quindi al quarto posto perdendo pure lo spareggio contro Brasile. A proposito di Brasile, nel mondiale di Brasile 1950, la Svezia ha raggiunto il terzo posto nel girone finale, anche se quel campionato è ricordato soprattutto per la famosa Brasile-Uruguay della terza giornata.

Nel 1958 è toccato quindi alla Svezia di ospitare il torneo. C’erano sempre 16 squadre coinvolte, ma con la novità di quattro gironi di cui solo le prime due squadre classificate avrebbero guadagnato l’accesso ai quarti di finali. La Svezia vinse il suo girone, proseguendo il cammino verso la finale superando prima l’Unione Sovietica e poi la Germania Ovest in semifinale. In finale ha quindi incontrato il Brasile, perdendo 5 a 2 e diventando l’unica squadra ospitante dei Mondiali ad aver perso in una finale. A ogni modo però è stato un mondiale più che positivo per il Paese, con ben 12 stadi utilizzati per le partite e il ricordo perenne dell’arrivo di un diciassettenne Pelé nel palco del calcio internazionale.

 

Il diciassettenne Pelé ai Mondiali di Svezia. Chi lo ferma più?  (Credits: Getty Images)

 

Questo periodo può essere considerato come il periodo d’oro della nazionale svedese, che poi non si è più qualificata per le successive due edizioni. C’è stata comunque una graduale rinascita negli anni ’90, senza tuttavia un approdo in finale. Ha perso infatti due semifinali nell’arco di due anni, la prima agli Europei di 1992 che la stessa Svezia ha ospitato, cadendo 3 a 2 contro la Germania. Poi ai Mondiali di USA 1994 ha perso 1-0 contro Brasile in semifinale, ma è riuscita a ottenere un po’ di consolazione battendo la Bulgaria 4 a 0 nello spareggio per il terzo posto.

Negli anni 2000 la nazionale svedese non è riuscita a ripetere questi successi, forse anche per sorta di punizione divina per quel famoso 2 a 2 contro Danimarca negli Europei di 2004 che ha mandato a casa l’Italia. Non si è qualificata poi nemmeno per i mondiali in Qatar di quest’anno, perdendo i play-off contro la Polonia. Adesso la squadra deve prepararsi per il periodo “Dopo Ibra” che ormai si sta avvicinando adesso, dopo l’iniziale ritiro del 2016.

Di contro, c’è da segnalare però che la nazionale femminile svedese è molto forte, vantando una vittoria agli Europei nel 1984 e una finale, poi persa, ai Mondiali del 2003. Recentemente la rappresentativa è arrivata alle semifinali degli Europei giocati in Inghilterra, perdendo 4 a 0 contro la squadra ospitante. Per ora il ranking FIFA posizione la squadra al terzo posto, preceduta di pochi punti da Inghilterra e Francia.

 

La Stagione in Corso

Al momento siamo esattamente a due terzi della stagione dell’Allsvenskan e sembra sia una gara a tre in cima della classifica tra Hacken, Djurgarden e Hammarby. Appare alquanto difficile che il Malmö riesca a fare un hat trick per il titolo essendo al quinto posto, dieci punti dietro la capolista. Se l’Hacken mantiene questo vantaggio, sarà il primo campionato della storia per il club di Göteborg! Non si tratta esattamente di una favola stile Leicester però visto che è già arrivato al secondo posto nel 2012, ma sarebbe comunque un bel colpo per una squadra che ha terminato la scorsa stagione in dodicesima posizione. E poi, “hack” in inglese è un modo per indicare di fare fallo, ma presumo che l’Hacken non faccia queste cose perché come avrebbe fatto ad arrivare in cima con tanti giocatori squalificati?!

Delle altre due concorrenti al titolo, entrambe di Stoccolma, il Djurgarden ha avuto un momento di gloria all’inizio del secolo, vincendo tre campionati nel 2002, 2003 e 2005, mentre l’Hammarby ha vinto il campionato una sola volta nel 2001. Nonostante abbia un solo titolo in bacheca però, l’Hammarby è una squadra è molto amata che ha fatto registrare la media di presenze più alta in Scandinavia durante gli ultimi anni. Prima dell’esordio stagionale in casa i tifosi organizzano un corteo dal centro città allo stadio che di solito conta circa 20.000 tifosi presenti. Vedremo perciò se la prossima volta che si terrà questa sfilata sarà da campioni in carica. Circa il 23% delle azioni della società sono state comprate da Zlatan Ibrahimovic e questo ha fatto arrabbiare così tanto i tifosi del Malmö che la statua del giocatore in città ha subito qualche attacco.

Se in cima sembra al momento tutto chiaro, in fondo alla classifica la situazione è abbastanza trafficata. Il Sundsvall si trova all’ultimo posto dopo una striscia di sette sconfitte di fila e sta rischiando un subitaneo ritorno nella seconda divisione dopo la promozione della scorsa stagione. Le ultime due squadre saranno retrocesse direttamente mentre la terz’ultima dovrà fare un play-out con la terza squadra di Superettan. Nemmeno le altre due neo-promesse sono messe molto bene, con il Varnamo quart’ultimo e l’Helsingborg penultimo e c’è una certa attesa per l’incontro diretto delle due squadre questo weekend. Comunque sia, mancano ancora dieci giorni e c’è ancora speranza per tutti!

 

Adam Grapes

 

(Credits: Getty Images)

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