Piazza Re Carlo. Via Sarri 

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Ancelotti al Napoli è una di quelle notizie divertenti da commentare ed interessanti da pronosticare nell’esito. Funzionerà? È invece un azzardo?
Il tecnico si è abbassato l’ingaggio e ha accettato un biennale, con vista sul terzo anno.
Il fatto è che si tratta di un’evoluzione tanto rapida quanto sorprendente e i tifosi devono ancora abituarsi all’idea di salutare Sarri e metabolizzare il grande cambiamento, con l’arrivo di uno dei cinque allenatori più importanti al mondo.

La gestione Sarri è stata straordinaria, ancorché priva di titoli. Il suo gioco magnifico ha sbattuto contro una realtà che premia più i punti che la qualità, che si complimenta per l’estetica ma incoraggia la vittoria, non importa come. Il Napoli ha ricevuto i complimenti di Guardiola e Sarri ha trovato ammiratori in Italia e in Europa, al punto da piccarsi spesso per le punzecchiature del presidente e dei giornalisti. Il punto debole del tecnico toscano, arrivato troppo tardi al successo, resta l’approccio alla comunicazione, il disinteresse naif o forse snob verso la stampa e persino un atteggiamento spesso rinfacciatogli, provinciale, tale da non fargli mai prendere in considerazione di togliersi la tuta e mettere la giacca.
Un atteggiamento che gli ha permesso da una parte di restare fedele e coerente con il suo personaggio, dall’altra di dimostrare poca elasticità nei contenuti extracalcistici, nonostante l’ottimo stipendio.

Sarri sembra provenire dagli anni 70 per modalità ma è altrettanto moderno, forse futuristico nell’idea di calcio. Sarà interessante vederlo all’opera all’estero, qualora gli arrivasse un’offerta, come quella che starebbe arrivando dall’Inghilterra, direzione Londra.
Conte infatti è in procinto di chiudere col Chelsea, lasciando il posto proprio al tecnico toscano.
Nel frattempo Ancelotti è un’occasione per la squadra, la società e la stessa città. De Laurentiis non può dare in mano al nuovo tecnico una squadra che era stata costruita per un modello di gioco differente, dovrà andare incontro alle nuove esigenze e pensare diversamente. Il presidente si è sempre circondato di allenatori dal temperamento forte: da Benitez a Mazzarri, da Sarri allo stesso Ancelotti, con la differenza che Carletto ha un temperamento mite e un palmares superiore a quello di tutti i tecnici presenti in serie A, oltre che a quelli che si sono seduti in precedenza sulla stessa panchina. Fa bene De Laurentiis ha muoversi così in fretta, magari lavorando anche per portare un grande campione tipo Benzema, di cui si sta parlando in queste ore.
Nel frattempo è probabile l’addio di Hamsik, nonostante l’arrivo di Ancelotti e la pressione dei tifosi, colti di sorpresa dall’annuncio del padre del giocatore e questo spingerebbe la società a cercare Cristante come suo sostituto.

Il Napoli non è più da tempo una realtà in cerca di affermazione ma un nome rispettato anche in ambito europeo, con una fama che va fruttata anche per costruire nel futuro qualcosa di duraturo e non legato alla sola presenza di De Laurentiis.
L’arrivo di Carlo Ancelotti è l’occasione per fare un salto di qualità definitivo dentro e fuori dal campo, forse un’opportunità per la stessa città, in cerca di una maturazione anche nei toni delle stesse istituzioni e dei suoi tifosi. Oggi Napoli calcisticamente è davvero cambiata.

 

snai_ancellotti

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e conduttore di RMC Sport è anche esperto di conduzione e comunicazione. Collabora con la medesima ... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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