Può arrivare finalmente la pace tra Inter e Juve?

Può arrivare finalmente la pace tra Inter e Juve?

Può arrivare finalmente la pace tra Inter e Juve?

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Negli ultimi giorni i rapporti tra Inter e Juve si sono improvvisamente distesi, grazie prima all’iniziativa di Andrea Agnelli che ha proposto l’ex patron dell’Inter alla presidenza della Federcalcio e attraverso le parole dirette dello stesso Moratti, in riferimento a Calciopoli: “rimane la vicenda ma non il rancore”.
Così interisti e juventini, me compreso, sono stati chiamati a discutere sull’eventualità di una pace, dopo anni di forti tensioni tra i protagonisti.

Il contrasto tra Juve e Inter nasce da lontano, almeno dai primi anni 60 e la verità delle cose non credo sia facilmente descrivibile. Non penso che alla fine abbiano tutti ragione e tutti torto, non credo nell’obbiettività superficiale condita da frasi fatte e luoghi comuni.
Per intenderci credo che molti tifosi juventini non sappiano le cose che ha fatto la Juventus nella storia, ignorino o liquidino minimizzando come un marito colto in flagranza di infedeltà dalla moglie, una serie di prepotenze, arroganze e scorrettezze nel lungo periodo. Credo anche che il tifoso interista ignori o minimizzi altrettanto i peccati della sua Inter e la giustifichi in nome di un’identità autoproclamatasi onesta e rinfacciata maliziosamente dagli avversari. Magari si esagera quando si dice: “il più pulito c’ha la rogna” ma rende l’idea e si contrappone a questa moderna subcultura che incarica i tifosi di scontrarsi in nome della loro quadra, colpendo con insulti e sfottò volgari.
Non credo perciò che una pace forzata dall’oggi al domani sia percorribile.
Questo perché la pace viene dal rispetto e oggi calcisticamente non c’è e o ce n’è poco da una parte e dall’altra e in generale i tifosi oggi sono la netta maggioranza e ragionano da soldati travestiti da tifosi.

Ricordo bene quando venne imposto il “terzo tempo” nel calcio come nel rugby. Da una parte questa iniziativa, persino banale nella sua estensione (strette di mano tra i giocatori al termine di ogni match) venne imposta per una buona intenzione. Dall’altra venne osteggiata persino da molti addetti ai lavori per una mancanza di credibilità. La cultura del rispetto non è stata promossa nemmeno dai protagonisti che dovevano essere un esempio. Figuriamoci tra i tifosi.
Inter e Juve ha portato un duello calcistico a un livello inusitato, promosso da un eccesso nei toni, da una smodata emotività, sommata a informazioni di parte e nessun desiderio di riconoscere niente all’avversario.

I gesti di Agnelli e Moratti sono l’inizio ma il ramoscello d’ulivo sarà davvero efficace quando i toni da parte dei dirigenti saranno realmente riguardosi dopo una partita vinta magari per mezzo di una controversa decisione arbitrale. In questi anni i veleni sono stati soffiati a favore di vento e provenivano da qualche dirigente. I social network negli ultimi dieci anni hanno dato e continuano a dare visibilità anche ad umanità incapace di dialogare, comunicare, esprimere un’opinione, una qualunque, se non attraverso il sarcasmo, la polemica e l’odio. Il corto circuito di un’epoca in cui la gente non legge e si informa attraverso fake news che confonde con quelle vere, è che gli anatemi degli ultras da tastiera vengono persino incoraggiati.

Se i protagonisti del calcio hanno davvero intenzione di dare una svolta non diano munizioni agli “odioti” e inizino a stringersi la mano sul serio, tutta la stagione. Inter e Juve raccolgono milioni di tifosi e visto che nessuno dirà una verità assoluta e condivisa sui fatti degli ultimi 60 anni, è perfettamente inutile da una parte reclamare una giustizia che non verrà accordata.
L’unica verità resta che è umanamente umiliante pensare a interisti e juventini divisi da una faida come se si trattasse di un autentico conflitto di guerra. Legittimo provare antipatia e rivalità ma è ora che molti ultras da tastiera inizino a modificare il loro assetto di guerra e lo dirigano verso un antagonismo più sano e di buon gusto.

 

(Credits: Getty Images)

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e conduttore di RMC Sport è anche esperto di conduzione e comunicazione. Collabora con la medesima ... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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