QATAR 2022: LE RIVELAZIONI DEL TORNEO

QATAR 2022: LE RIVELAZIONI DEL TORNEO

QATAR 2022: LE RIVELAZIONI DEL TORNEO

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Con le prime partite degli ottavi mandate già in archivio, facciamo un piccolo passo indietro, riservando il breve spazio di questo articolo alle rivelazioni meno blasonate di Qatar 2022, ovvero ai calciatori di quelle Nazionali che dopo la fase a gironi si sono trovate o inaspettatamente dentro o sorprendentemente fuori dalla Coppa del Mondo.

 

RITSU DOAN

Il ventiquattrenne nipponico è stato, durante i gironi, l’emblema di una delle due più grandi sorprese di quest’edizione mondiale: il Giappone. L’ala destra, approdata in Eredivise nel 2017 e attualmente titolare nel Friburgo in Bundesliga (4 gol e 4 assist raccolti fin qui in stagione), è stata ribattezzata dalla stampa nipponica con l’appellativo di ‘Supercambio’. Effettivamente, l’apporto di Doan è stato assolutamente decisivo nei due big match contro Germania e Spagna, subentrando dalla panchina in entrambe le occasioni e mettendo a segno il gol dell’1-1. Ma il suo contributo è stato fondamentale anche nel gol vittoria contro la Spagna, quando proprio da lui partì l’azione che regalò, al di là di ogni ragionevole pronostico, vittoria e primo posto nel girone alla Nazione del Sol Levante, mentre in Germania calava un grigio sipario. Proprio la sua speciale attitudine a fulminare le partite in corso d’opera lo ha reso interessante, secondo la stampa inglese, agli occhi di Pep Guardiola. Il sogno di Doan e compagni di qualificarsi per la prima volta ai quarti di finale di una Coppa del Mondo si è infranto con la Croazia ai calci di rigore, ma il loro Qatar 2022 verrà comunque ricordato.

 

CHO GUE-SUNG

La Corea del Sud è la seconda grande sorpresa di Qatar 2022 ed è Cho il suo novello eroe. La doppietta realizzata nella sfida persa 3-2 contro il Ghana e il gol nel successo per 2-1 contro il Portogallo giustificano il clamore generato attorno al classe ’98, diventato, con la consueta rapidità che travolge ogni fenomeno dei nostri tempi, idolo social e sex symbol nazionale. Il giocatore ha, infatti, affermato di aver dovuto staccare il cellulare durante il ritiro a causa di una tempesta di richieste di matrimonio proveniente da accalorate adolescenti che hanno portato in brevissimo tempo il profilo social di Cho a crescere dai 20.000 followers con i quali era partito da Seul agli attuali 2 milioni. Speriamo che l’attaccante dello Jeonbuk sappia custodirsi spiritualmente senza cedere alle manie mitomani e contribuire, come fatto sinora, allo sviluppo calcistico della Nazionale asiatica.

 

MOHAMMED KUDUS

Il Ghana si è dimostrato troppo ingenuo per superare un girone difficile, sbagliando nuovamente un rigore contro il mordace Uruguay. Quel rigore, col senno di poi, avrebbe forse dovuto tirarlo proprio Kudus, che nello squilibrio tattico degli africani si è distinto come il migliore della squadra in ogni fase di gioco. Il ventiduenne chiude la sua avventura mondiale con 2 reti, un assist e alcune giocate che ci hanno fatto stropicciare gli occhi. Il talento dell’Ajax – dove gioca vicino alla porta – è stato schierato a centrocampo dove si è lo stesso messo in mostra per le sue capacità di condurre la palla, dribblare e segnare da attaccante. Kudus viene da una serie di infortuni che ne hanno inevitabilmente ritardato l’esplosione, ma oggi è il miglior prodotto del sempre florido vivaio dell’Ajax e il suo futuro è certamente molto interessante.

 

LEANDRO TROSSARD

Trossard è un nome anonimo rispetto alla così blasonata e insieme fallimentare Generazione d’oro del Belgio. L’età non è nemmeno giovanissima, 28 anni, e anche la sua avventura in Nazionale è stata segnata da una certa lentezza. Convocato a 24 anni ha esordito, dalla panchina, in un match di Nations League contro la Danimarca. D’altra parte anche la carriera nelle squadre di club non era parsa così sfavillante da sollevare polemiche circa il suo mancato impiego con i Diavoli Rossi. Fino a 25 anni è rimasto al Genk e per buona parte di questa esperienza è stato girato in prestito a squadre minori. Anche in questo Mondiale, dove Martinez ha deciso di portarlo, la sua presenza è sempre stata in sordina. Tra l’ansia per il recupero di Lukaku e i dubbi sulla condizione di Hazard, Trossard è partito dalla panchina giocando 28 minuti nella partita inaugurale contro il Canada e solamente 16 nel disastroso scontro contro il Marocco, ma è stato allo stesso tempo l’unico lampo di una squadra che è parsa ormai a fine ciclo, stanca e confusa. Contro la Croazia è stato impiegato forse troppo tardi, proprio mentre la squadra veniva tradita da una pallida performance del disorientato Lukaku. L’insegnamento che si può trarre da questa derrota belga è che anche i giocatori meno appariscenti possono dare fondamentali contributi alla causa se solo gli si da fiducia. Quella fiducia che il 28enne ha ricevuto al Brighton da Graham Potter e Roberto De Zerbi, ripagandoli con 7 gol e 3 assist in 14 presenze. Tutti sicuri e convinti che il Belgio ne avesse così poco bisogno?

 

JAMAL MUSIALA

Le tre prestazioni del talento diciannovenne sono state puro godimento estetico e sportivo per ogni appassionato di calcio. Musiala ha lasciato nei nostri occhi e nelle nostre memorie una sensazione ben definita, ovvero quella di aver visto qualcuno di differente rispetto a tutti gli altri atleti in campo. L’eliminazione della Germania è stata probabilmente la notizia più inimmaginabile di Qatar 2022, una squadra che ha creato tanto, che ha sprazzi ha donato fasi di grande bellezza, ma nel complesso confusa, scollegata. In questa infelice avventura, Musiala ha dimostrato, in un contesto difficilissimo come quello del Mondiale, di essere pronto a diventare tra i migliori calciatori al mondo. Non tanto una vera e propria rivelazione dunque, ma una eccezionale conferma. La sua capacità di muoversi e ricevere negli spazi della trequarti, l’eleganza nell’orientare lo stop, difendere la palla ed estrosamente saltare l’uomo, sono state l’ancora di salvataggio di Flick contro la Spagna. Contro la Costa Rica la sua performance è sembrata quasi ingiusta, come quando in un match tra dilettanti una delle squadre schiera in campo un professionista d’alta lega. Ecco, in questo ritorna la differenza di Musiala. A fine partita, mentre il talento tedesco si abbandonava al pianto farcito di delusione noi abbiamo scoperto dalle statistiche che gli erano riusciti 12 dribbling in una sola partita di Mondiale. Insomma, è un grande peccato non poter ancora godere del talento e dell’eleganza di questo ragazzo nel prosieguo di Qatar 2022.

 

(Credits: Getty Images)

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