QATAR 2022, PROMOSSI E RIMANDATI: L’ITALIA TREMA, MANCINI NO

QATAR 2022, PROMOSSI E RIMANDATI: L’ITALIA TREMA, MANCINI NO

QATAR 2022, PROMOSSI E RIMANDATI: L’ITALIA TREMA, MANCINI NO

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Ripetenti, non angosciatevi troppo: la strada che porta a Qatar 2022 è ancora aperta, benché per alcuni più lunga del previsto. Per l’Italia, ad esempio, ma gli Azzurri sono in buona compagnia: Portogallo e Svezia, tanto per dire, hanno visto sfumare la qualificazione diretta all’ultima curva nel girone eliminatorio. E stasera l’Olanda rischia di fare altrettanto (non deve perdere con la Norvegia). A marzo, quando andranno in scena gli esami di riparazione, nessuno potrà farsi trovare impreparato. Logico avere un po’ di paura adesso, dopo aver accarezzato per mesi la prospettiva di staccare il pass con un anno d’anticipo, ma come ha ripetuto il Mancio,

nulla è perduto. E magari poi il mondiale lo vinceremo pure.

Think positive.

LE BIG SUL VELLUTO

Sono 11 le nazionali già certe di partecipare alla rassegna mediorientale. Il Qatar, nazione ospitante, lo sapeva sin dal giorno dell’assegnazione (discussa) da parte della FIFA. Il Brasile s’è portato avanti col lavoro da tempo, dominando il girone sudamericano. La prima europea a staccare il pass è stata la Danimarca, splendida protagonista nel proprio raggruppamento, chiuso col ko. ininfluente di Glasgow dopo un filotto di 9 vittorie. Non hanno avuto problemi Germania e Belgio, tantomeno la Francia, che dopo un paio di pareggi con l’Ucraina ha cambiato marcia quando contava. L’Inghilterra ha chiuso in crescendo (rotondo il 10-0 inflitto a San Marino), la Spagna ha rimontato sul filo di lana la Svezia, che s’è fatta male da sola perdendo in Georgia. E se la Croazia ha vinto l’estenuante duello con la Russia, la Serbia ha fatto la sorpresona andando a prendersi il primo posto e la qualificazione diretta nel girone vincendo in Portogallo (ma a conti fatti s’è rivelato decisivo l’errore dell’arbitro al 93’ della gara d’andata, quando non venne convalidato un gol a Ronaldo, gravato dal fatto che non era disponibile nell’occasione la Goal Line Tecnhnology). L’undicesima qualificata, nostro malgrado, è la Svizzera: quanto abbiano pesato i due errori dal dischetto di Jorginho, neppure serve ricordarlo, ma gli elvetici hanno dimostrato di essere solidi e quadrati anche a fronte di tante assenze nelle gare decisive. Chapeau.

OLANDA, MANCA L’ULTIMO SFORZO

Le qualificazioni europee attendono ancora un verdetto nell’ultima notte dei gironi eliminatori: nel girone G l’Olanda, che ospita la Norvegia, ha due punti di vantaggio sui norvegesi e sulla Turchia, di scena in casa del Montenegro. Agli orange basta vincere per togliersi da qualsiasi calcolo e garantirsi il primo posto, che vale la qualificazione diretta a Qatar 2022. Ma anche in caso di risultato di parità il più sarebbe fatto: tutto merito della differenza reti che li vede nettamente avanti rispetto alla Turchia (+23 contro il +10 dei turchi). La Turchia, per sperare di chiudere in vetta, deve affidarsi giocoforza alla Norvegia, alla quale vincere ad Amsterdam potrebbe non bastare: attualmente gli scandinavi hanno una differenza reti generale di +9 e ben 10 marcature in meno rispetto ai turchi. Se vogliono sperare di chiudere al primo posto dovranno vincere e segnare almeno due gol in più rispetto a quanti ne realizzerà la Turchia, a meno che quest’ultima non vada oltre il pari con il Montenegro (a quel punto Norvegia solitaria in vetta e direttamente in Qatar).

PLAY-OFF RISCHIATUTTO: LA SITUAZIONE

Una tra Olanda, Turchia e Norvegia finirà giocoforza nel lotto delle 12 formazioni presenti ai play-off. E l’ultima notte di qualificazioni europee dovrà stabilire anche chi tra Finlandia e Turchia chiuderà seconda nel girone D. I finlandesi, avanti di due punti, ospitano la Francia, mentre gli ucraini vanno in Bosnia: quest’ultimi devono vincere con almeno due reti di scarto e sperare in un mancato successo della Finlandia. Le altre formazioni già sicure di prendere parte ai play-off sono Scozia, Macedonia del Nord, Russia, Svezia, Portogallo, Polonia, Galles, Repubblica Ceca e Italia, oltre all’Austria che sarà presente come ripescata dalla Nations League (l’altro posto sarà occupato da Repubblica Ceca o Galles in base a chi arriverà seconda nel girone E). Il regolamento prevede che il prossimo 26 novembre verranno sorteggiate tre final four, dove due teste di serie giocheranno in casa la semifinale (24 e 25 marzo), mentre la finalissima verrà disputata in casa di una delle due squadre qualificate, con la sede scelta mediante sorteggio (28-29 marzo). In caso di parità al 90’, tempi supplementari e, perdurando la parità, calci di rigore. Le 6 squadre teste di serie verranno selezionate in base ai risultati ottenuti nelle qualificazioni sulla base di 8 gare disputate (vengono scartati i punti ottenuti contro le ultime dei gironi da 6): Portogallo, Scozia, Italia e Russia sono già certe di essere teste di serie, Svezia e Polonia attendono di conoscere i risultati di Galles, Olanda, Norvegia e Turchia, tali da poterle far slittare fuori dalle prime 6.

PER LE RIMANDATE, ULTIMO APPELLO A MARZO

Il rischio maggiore, per Italia e Portogallo, è ritrovarsi nella stessa final four: a quel punto, una tra le ultime due formazioni campioni d’Europa dovrà giocoforza assistere al mondiale dalla tv. L’Italia peraltro ha chiuso imbattuta, e dovesse uscire ai rigori sarebbe la prima nazionale di sempre a mancare la qualificazione pur senza perdere una partita. Di tutte le teste di serie dei gironi  La Svezia, spauracchio che evoca cattivi ricordi, ha buttato via il pass nell’ultima tornata di gare, guarda a caso coincisa col ritorno di Ibrahimovic: non è una colpa chiudere nel girone dietro la Spagna (l’Italia ne sa qualcosa), ma per quella che è stata l’evoluzione del girone, mancare la qualificazione sarebbe una mezza disfatta. Polonia, Galles e Russia sono temibili a prescindere, la Scozia ha fame di impresa (manca dal mondiale dal 1998), Macedonia del Nord e Austria hanno poco da perdere e tutto sommato possono dire di aver fatto il loro, centrando i play-off. Per loro non sarà giocoforza un successo, ma hanno già fatto abbastanza. Italia e Portogallo no: l’esame di riparazione è l’ultimo appello prima di un clamoroso fiasco.

(Credits: Getty Image)

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