Ma quando riprende la Serie A?

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È quello che si stanno chiedendo tutti i tifosi e gli appassionati di calcio. Mentre in diverse nazioni c’è già una data precisa per la ripresa dei campionati maggiori, da noi è pieno braccio di ferro fra le parti in causa. Ecco il pensiero di governo, FIGC, lega calcio e AIC.

GOVERNO – Come da disposizioni dell’ultimo dpcm, la fase 2 prevede gli allenamenti individuali dal 4 maggio e di gruppo dal 18. Il Ministro della Sport, Vincenzo Spadafora ha iniziato un vero e proprio braccio di ferro col mondo del calcio professionistico. Serve un accordo sui protocolli da seguire o la stagione è a forte rischio:

La situazione è questa: il comitato tecnico-scientifico sta incontrando le varie componenti del mondo dello sport, come la Figc, per approfondimenti sul protocollo degli allenamenti. Se le parti troveranno un accordo sul protocollo, le sedute riprenderanno e, di conseguenza, ci sarà un riflesso positivo anche sulla ripartenza del campionato. Viceversa sarà il Governo a decretare, per emergenza sanitaria, la chiusura della stagione e creerà quelle condizioni affinché il mondo del calcio paghi meno danni possibili a causa dell’emergenza. Sappiamo di parlare di una grande impresa per il Paese, dunque ci assumeremo noi la responsabilità“.

FIGC – Il presidente della federcalcio Gabriele Gravina ovviamente difende a spada tratta il mondo di cui è a capo. Mondo che non rappresenta solo i calciatori ovvio, ma anche le migliaia di famiglie che nell’indotto di questo sport, ci lavorano. La sua idea a riguardo è chiarissima:

Finché sarò presidente della FIGC, non firmerò mai per il blocco dei campionati, perché sarebbe la morte del calcio italiano. Io sto tutelando gli interessi di tutti, quindi, ripeto, mi rifiuto di mettere la firma ad un blocco totale, salvo condizioni oggettive, relative alla salute dei tesserati, allenatori, staff tecnici e addetti ai lavori, ma qualcuno me lo deve dire in modo chiaro e mi deve impedire di andare avanti. Il tempo lavora a nostro favore, il danno economico è diviso per categorie: con la chiusura totale il sistema perderebbe 700-800 milioni di euro, se si dovesse giocare a porte chiuse la perdita sarebbe di 300 milioni, se si ripartisse a porte aperte la perdita ammonterebbe a 100-150 milioni, anche se quest’ultima ipotesi non è percorribile“.

LEGA CALCIO – Dopo settimane in cui i presidenti hanno cercato di trovare un accordo comune, ora il blocco sembra muoversi compatto e tutti sono per la ripartenza. Il presidente Paolo Del Pino, sta cercando di fare da collante fra società e governo e le sue dichiarazioni pacate, tendono una mano a Spadafora:

Apprezzo molto le parole del ministro Spadafora di questa mattina e il suo appello. – afferma Dal Pino in una nota – Da parte della Lega A c’è stata e sempre ci sarà disponibilità a un dialogo costruttivo, nella certezza che il lavoro del Ministro dello sport e il nostro non possano che mirare a un bene comune nella sua accezione più ampia. È un momento tremendo per il Paese e per il mondo, solo uniti e compatti se ne uscirà insieme. Come tutti gli italiani vorremmo tornare a lavorare e a vivere la nostra vita quanto prima. Naturale che la Lega Serie A voglia giocare a pallone, sarebbe contro natura dire il contrario. Chi ha un mestiere vorrebbe sempre continuare a farlo. Se sarà possibile lo faremo rispettando norme e protocolli sanitari, altrimenti ci atterremo rigorosamente, come abbiamo sempre fatto, alle decisioni del Governo. Il ministro può avere certezza del nostro spirito costruttivo e collaborativo e che la mia sintonia con il presidente della FIGC Gravina è assoluta“.

AIC – Infine ultimi, ma non certo per importanza, ci sono loro i protagonisti, i calciatori. Alcuni dei quali, con le direttive regionali emanate da Emilia Romagna e Campania, potrebbero ritornare ad allenarsi in gruppo già da lunedì. Mentre hanno alzato un polverone le parole di Immobile e Dzeko che polemizzavano sul fatto di potersi (secondo il dpcm) allenare in un parco pubblico ma non a Formello e Trigoria, dove, viste le grandezze dei due centri sportivi, avrebbero potuto senza problemi mantenere le distanze di sicurezza. A voce dei calciatori, ha parlato di recente il presidente dell’AIC Damiano Tommasi, puntando il dito sulla sicurezza degli atleti:

Vedremo se si riuscirà a mettere per iscritto il permesso ai giocatori di tornare ad allenarsi nei centri sportivi, ovviamente in forma individuale e con tutte le sicurezze possibili. Poi speriamo per il 18 maggio negli allenamenti collettivi. Ora vogliamo però capire quanto questa ordinanza possa essere tradotta in pratica, perché immagino ci siano anche i singoli comuni a dire la loro. Discrepanza tra regioni? Quello che è balzato di più agli occhi è stata soprattutto la disparità tra atleti di sport individuali e atleti di sport di squadra. Per questo cerchiamo di affrontare questo tema e trovare quel protocollo per aprire i centri sportivi almeno per gli allenamenti singoli. Per tutti calciatori, anche delle categorie inferiori, è fondamentale tornare a fare il proprio lavoro: questo riguarda le partite ma anche tutta la preparazione fisica. Tutti vogliamo completare la stagione, ma serve percorrere piccoli step per poi essere pronti a riprendere a giocare“.

Insomma…quando ripartirà la Serie A? Ad oggi, dare una data precisa è un azzardo.

C’È ANCORA TANTO SPORT SU SNAI! VIVILO LIVE!

 

(Credits: Getty Images)

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Marco Perciabosco Nato a Milano e per questo indottrinato fin dalla nascita da mio padre alla "malattia" per Inter e Olimpia. La passione e l'amore per il football amer... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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