friedkin

Dan Friedkin e Ryan Friedkin (Imago)

Il nuovo stadio di Pietralata non promette soltanto un salto di qualità estetico e infrastrutturale per la Roma, ma anche una vera e propria svolta economica. L’impianto da oltre 60mila posti è destinato infatti a diventare una macchina da ricavi capace di cambiare radicalmente il bilancio giallorosso.

Roma: col nuovo stadio ricavi triplicati

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport – secondo le stime contenute nel Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica – l’incasso complessivo generato dal nuovo stadio potrebbe toccare i 153 milioni di euro nel 2031, primo anno di piena attività dell’impianto: un balzo del 245% se paragonato ai 44,4 milioni raccolti dalla vendita dei biglietti allo stadio Olimpico nella stagione 2024/25.

Un cambio di passo reso possibile soprattutto dal fatto che, a differenza di quanto accade oggi con l’affitto dell’impianto capitolino, la proprietà diretta permetterà al club di trattenere l’intero controllo sui proventi legati alle partite, senza doverli dividere con terzi.

Una fetta importante di questi introiti (circa 71,6 milioni di euro) pari a quasi la metà del totale stimato, arriverebbe dal cosiddetto “premium seating“, ovvero dai settori più esclusivi dell’impianto pensati per un pubblico disposto a spendere di più per un’esperienza superiore.

Nuovo stadio Roma: un impianto vivo tutto l’anno

L’ambizione della proprietà americana, però, va oltre le sole giornate di campionato: l’obiettivo dichiarato è trasformare Pietralata in un polo attivo sette giorni su sette, capace di ospitare concerti, eventi della Nazionale (a partire dagli Europei 2032) e persino incontri di sport internazionali come l’NHL, sulla scia di quanto già sperimentato in altre capitali europee.

Attorno allo stadio, il parco centrale e gli spazi verdi punteranno a completare un’area vivibile ogni giorno, capace di generare valore ben oltre i novanta minuti di gioco.