Roma-Barça con gli occhi di una tifosa

Roma-Barça con gli occhi di una tifosa

Roma-Barça con gli occhi di una tifosa

3.20K
0

“Papà se troviamo parcheggio al primo giro ci dice troppo bene e andiamo in semifinale.”

Un giorno come altri per tanti, ma non per tutti.
A Roma si respira un clima teso, dobbiamo fare 3 gol al Barça e questa non è un’impresa facile.
Reduci dal 4 a 1 inflitto al Camp Nou ed essendo abituati al “MAI ‘NA GIOIA”, sapevamo tutti che sarebbe stata una sfida titanica rimontare, nella quale sarebbero serviti solo cuore e grinta sia in campo che sugli spalti.
Un tifoso ha i suoi riti del pre partita, siamo molto scaramantici e abbiamo bisogno di attaccarci a qualcosa: la birra con gli amici al solito pub, il ritrovo alla solita ora, la maglietta fortunata…tutto,  ieri avevamo tutto.
Non so cosa sia successo, ma quando stavo salendo le scale della Sud, ho sentito che si poteva fare davvero, eravamo tanti, eravamo bellissimi e inspiegabilmente le aspettative erano comunque alte.
Si poteva fare.
I cori, le bandiere al vento, quel “ROMA ROMA ROMA” cantato a polmoni pieni e l’arbitro fischia.

Iniziamo.

Da subito la Roma attacca, ha grinta, ci crede e noi rispondiamo cantando per Lei. Eravamo solo noi e Lei e questo è sempre bastato…poi eccolo lì, Dzeko tira e segna e lo stadio esplode.
“Regà calmi, siamo sempre al sesto minuto.”
La partita è un susseguirsi di episodi arbitrali nettamente a sfavore nostro. Ma noi non molliamo, noi siamo la Roma.
Fine primo tempo, l’ansia che sale sale e sale.
Si rientra in campo, adesso dobbiamo dare TUTTO.
Al 58’ arriva una gioia. Rigore! E lo batte Lui, il nostro Capitano. Credo che chiunque si sia sentito al sicuro “Lo batte Daniele, lo batte Daniele…” e Daniele non delude, la palla è dentro e noi tifosi siamo in delirio.
Siamo 2-0, ne manca uno. Si può fare, si può fare, si può fare.
Tra di noi volavano sguardi tesi, occhi lucidi, frasi di incoraggiamento per l’amico che era ancora più teso di te.

Non so cosa sia successo, ma è successo. All’82’ Manolas segna!!

Ragazzi siamo 3 a 0! 3 a 0! L’espressione di Manolas era la stessa che avevamo tutti noi. Quelle facce, quelle lacrime, ma chi se le scorda più?
Rimarranno ricordi indelebili nella mente di tutti i romanisti che ieri erano all’Olimpico, perché ieri quella Roma è entrata nella storia.
Non avevamo paura, abbiamo giocato a viso scoperto contro chi è venuto con la convinzione di avere già la semifinale in tasca. Di poter giocare in pantofole con una tazza di the in mano.
Mai dimenticherò i titoli dei quotidiani spagnoli dopo i sorteggi.
La Roma era la squadra che volevano tutti, ma ve l’avevamo detto che non avremo regalato nulla a nessuno. E infatti…

Mancavano 8’ + recupero.
Voi sapete quanto possono essere lunghi?
Sono infiniti. Sono da cardiopalma. Dovevi difendere la porta pure con i denti.
Gli 8 minuti più lunghi della mia vita passano, ma mica è finita, no…ce ne sono altri 4 di recupero dove accade di tutto.
Una cosa è certa, tra i romanisti non ci sono deboli di cuore perché ieri non so come abbiamo fatto a superare quella partita.
Poi, il suono più bello del mondo: IL TRIPLICE FISCHIO.

È finita ragazzi, è finita!!! SIAMO IN SEMIFINALE!!!
Pianti, urli, canti, ancora pianti. Questi ragazzi ci avevano appena regalato un sogno e noi eravamo lì a goderci quel momento.
Vi mando una foto che ho scattato fuori dallo stadio… che spettacolo!!!
Anziani, adulti, ragazzi e bambini. Eravamo tutti uguali, tutti increduli, tutti con quegli occhi colmi di lacrime e amore che solo la Roma riesce a darti.
È stato surreale, forse ancora non abbiamo ben realizzato cosa ha davvero significato per noi.
De Rossi e Manolas, che avevano fatto autogol a Barcellona, hanno poi pareggiato i conti in casa.
Ci siamo ripresi questa rivincita e vi assicuro che questa non è una cosa che accade spesso.

Scrivo a voi perché ieri ho fatto una cosa che non avevo mai fatto prima.
Noi dovevamo passare e servivano 3 gol ed io ero certa che ce l‘avremmo fatta.
Sono andata in un Punto SNAI ed ho giocato il 3 a 0 per la Roma, cosa mai fatta prima perché la squadra del cuore non si gioca…ma sapete com’è, io e papà avevamo trovato parcheggio al primo giro.

Comunque vada, non abbiamo paura. CHE SARÀ, SARÀ. Noi siamo pronti.

Una tifosa romanista

 

ticket-greta

(3199)

LASCIA UN COMMENTO

LOGIN REGISTRATI