Buon compleanno Gaucho! Il 2005 magico di Ronaldinho

Buon compleanno Gaucho! Il 2005 magico di Ronaldinho

Buon compleanno Gaucho! Il 2005 magico di Ronaldinho

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Oggi Ronaldinho compie 44 anni e noi abbiamo scelto di omaggiarlo ripercorrendo le fasi salienti del suo anno magico, il 2005, quando non solo vinse il Pallone d’Oro, ma lo face con una classe straordinaria e con la naturalezza di chi sapeva di essere il più forte giocatore in quel momento.

Cosa c’è di più prezioso tra un Pallone d’Oro in bacheca o una standing ovation del Bernabeu? Ronaldo de Assis Moirera non s’è mai dovuto porre il problema: il pallone di France Football fa bella mostra nella vetrina di casa, gli applausi del pubblico di fede madridista li hanno immortalati decine di telecamere una notte di novembre del 2005, quando il Barcellona sbancò la casa blanca e il numero 10 in maglia blaugrana incantò letteralmente i presenti con giocate che definire d’alta scuola è poco.

Fu l’apice della sua carriera da giocatore e giocoliere del pallone, il momento in cui tutto il mondo del calcio s’inchinò ai suoi piedi, riconoscendone la grandezza a livello planetario. E dire che Ronaldinho era Ronaldinho già da qualche buon anno. Ma quello fu più di tutti il suo anno.

 

IL COLPO DA BILIARDO DI STAMFORD BRIDGE

L’annata 2004-05 offrì al mondo la miglior versione del fantasista brasiliano, capace di trascinare i compagni al titolo in patria, ma soprattutto di farsi apprezzare sul massimo palcoscenico continentale a suon di gol d’alta scuola. Il più celebre di tutti, quello realizzato al Chelsea nel ritorno di un ottavo di finale di cui ancora oggi si parla: un tocco di punta col destro, un colpo di biliardo degno di una gara di futsal, tale da far strabuzzare gli occhi al pubblico di Stamford Bridge. A coronamento di una stagione comunque da ricordare, a giugno il Gaucho trascinò il Brasile al successo nella Confederations Cup, prova generale del mondiale tedesco dell’anno successivo. A conti fatti, le mani sul Pallone d’Oro le aveva già messe con abbondante anticipo.

 

LA NOTTE DEL BERNABEU

Quando i tornei ripresero dopo la pausa estiva, se possibile, il brasiliano si presentò sul palcoscenico vestito ancor più che abiti regali. Era indiscutibilmente il giocatore più forte al mondo, nonché quello più temuto dalle difese. E per dissolvere gli ultimi dubbi che qualcuno avanzava circa la sua candidatura al premio di France Football, pensò bene di regalarsi una notte da re in casa degli acerrimi rivali del Real Madrid. Che il 19 novembre 2005 assistettero inermi di fronte al capolavoro degli uomini di Rijkaard, avanti già prima del riposo con la stoccata di Eto’o.

Il meglio però il Barça se lo tenne per i secondi 45’, nei quali Ronaldinho decise di prendersi letteralmente la scena: al 14’ partì a modo suo dalla sinistra, calamitando a sé l’attenzione di tre difensori prima di superare Casillas con un tocco sul palo lontano. Al 33’ fece ancora meglio: prese palla a centrocampo, s’involò puntando Sergio Ramos prima e poi Helguera, entrambi superati senza apparente difficoltà, e poi di nuovo davanti a Casillas chiuse sul secondo palo per il 3-0 finale. Fu quello il momento in cui il Bernabeu si alzò in piedi per omaggiare il fuoriclasse brasiliano, che cominciò a guardarsi intorno stupito di cotanta ammirazione.

 

IL PODIO CON GLI INGLESI

Quella perla fu sufficiente a sbaragliare la concorrenza degli inglesi Frank Lampard e Steven Gerrard, gli altri due candidati forti al Pallone d’Oro, finiti con il Gaucho sul podio. Ronaldinho alzò il Pallone d’Oro al Campo Nou, baciando la mamma Miguelina, non senza un velo di commozione. Il cerchio della sua vita, calcistica e non, si chiuse in quei giorni di fine 2005. Sarebbero poi arrivate in serie altre vittorie (su tutte la Champions del 2006) miste a grandi delusioni, vedi il mondiale 2006, prima che l’ascesa di Messi finisse per spodestarlo dal trono della Catalogna. Ma quella è un’altra storia.

Dinho ha fatto innamorare milioni di persone con i suoi colpi, ma soprattutto con il suo sorriso. Perchè il Calcio, in fondo, è pur sempre un gioco, quello più bello al mondo, e lui ce lo ricordava ogni volta che scendeva in campo.

 

(Credits: Getty Image)

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Redazione Redazione SNAI Sportnews... VAI ALLA PAGINA AUTORE