Sampdoria-Genoa: Una lanterna pronta a brillare

Sampdoria-Genoa: Una lanterna pronta a brillare

Sampdoria-Genoa: Una lanterna pronta a brillare

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È una settimana che le due tifoserie si preparano per il derby di ritorno tra Sampdoria e Genoa. In città si respira un’aria diversa, un’aria che solo due volte l’anno si può apprezzare, una leggera brezza marina accompagnata da quella voglia di vincere e di prevalere sull’avversario senza se e senza ma. Questa non è soltanto una partita, ma una vera questione d’onore, perché con l’estate alle porte nulla è concesso, ogni minimo errore potrebbe essere fatale.

Ero al bar con i miei amici seduti mentre facevamo il solito aperitivo del giovedì sera in piazzetta. Ci conosciamo da una vita, siamo cresciuti insieme, elementari, medie e superiori, sempre in classe insieme. Il nostro gruppo è formato 3 doriani e 2 grifoni, e nemmeno a farlo apposta Gianni e Alberto sono anche fratelli ma di tifoserie contrapposte. Il giovedì prima del derby non mancano mai i confronti, e quelli tra i due fratelli sono sempre i più belli, ma soprattutto i più ignoranti. Si parlava dell’ultimo derby che finì 1-1, quella volta in casa giocava il Genoa, in casa si, sempre Marassi rimane, ma i colori cambiano, i colori contano.

Gianni: “Domenica sei pronto a prenderle doriano?”
Alberto: “A prendere cosa? È meglio che prepari le valige perchè questa volta sarà una goleada.“

Così, anche questa volta stava per iniziare il solito confronto tra i due fratelli Pittaluga.

G:”Le valige? Mi sa che quelle devi tenerle pronte perché torni a farti un giro in B.”
A:”Stai tranquillo non agitarti, che poi ci rimani male”.
G:“Domani il Quaglia vi fa due gol nei primi 10 minuti e poi vi voglio vedere cantare!”
A:”Gianni stai tranquillo, che con il Napoli in 10 abbiamo fatto la partita.”
G:”Beh una volta può andarvi bene ma due, no. Sarà tutta un’altra storia e pensa a dove andare a piangere dopo la partita.”
A:”Non parlare di storia con me che perdi già senza iniziare”.
G:”Torni nella tua cameretta come nel 91, o te lo se già dimenticato?”

Eh si, nel 91 Vialli e Mancini regalavano alla Sampdoria il suo primo tricolore e il povero Alberto a casa a cercare di dimenticarsi il prima possibile di quel giorno, ma la camera la divideva con un doriano e quel giorno diventò una vita intera.

A:”Domenica quando vai allo stadio leggi lo striscione, “Primi a nascere, ultimi a morire”, non è li per caso, senza di noi giochereste ancora tutti a bocce, belin.”
G:”Eccolo quello che vive di ricordi. Guarda che non ha 80 anni, di tempo per tornare in C ne hai ancora.”
A:”I ricordi quelli belli non si dimenticano mai. Tu un giocatore come Ruotolo non c’è l’hai mai avuto e pulisciti quel cesso quando parli del Grifone.”

Il clima si iniziava a scaldare quando la radio iniziò a passare “Le donne di Modena”, un pezzo cantato da Baccini e la strofa recitava: “Le donne di Genova portano gonne strette, le donne di Genova non ridono per niente, le donne di Genova pensano sia normale, mettersi a letto e leggere il giornale!”. Il silenzio al tavolo, poi Alberto tirò fuori la rivista “Lanterna 2000”, un giornale che esce solamente due volte l’anno, giusto prima dei dei derby, beh un giornale forse è troppo, una raccolta di immagini dedicata alle donne dei giocatori, per noi una vera e propria guida alla gnocca, da venerare come l’album delle figurine dei calciatori. La copertina di “Lanterna 2000” è dedicata alla bagnina delle bagnine, “la compagna del Bomber”, Debora Salvalaggio. I commenti in quel caso mettevano d’accordo le due sponde di Genova, e la frase “Sto annegando” rimbombò nel locale. Nel giornale in uscita “derbyale”, c’era una lunga trattazione dedicata alla moglie di Sturaro, Federica Pignotto, una di quelle che rappresenta in modo proverbiale la grinta rossoblù, “Grifona”. L’inserto in omaggio per questo numero è dedicato alla moglie del difensore centrale Lorenzo Tonelli, una donna con D maiuscola, Claudia Manzella, una donna che non poteva essere altro che blucerchiata.

5 minuti di pace, 5 minuti da fratelli, 5 minuti da amici, e poi tutto ricominciò dall’inizio perché si sa il calcio è così, divide per poi unire.

(Credits: Getty Images)

(2025)

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