Cosa vuole fare Suning?

Cosa vuole fare Suning?

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La situation room dell’Inter in questi giorni ha una temperatura bollente per il calciomercato ma in realtà sono tanti, troppi gli spifferi che fanno passare aria e adombrano sospetti per il futuro.
Va fatta una premessa: l’Inter è una società che dal 2011 è sull’ottovolante e non riesce a fermarsi, nessun altro grande club nella storia ha mai cambiato tre proprietà in tre anni (Moratti, Thohir e ora Zhang) e il calcio italiano non aveva mai attraversato una crisi tanto profonda se non forse nel dopoguerra.

Suning è arrivato da più di 18 mesi e non si è ancora capito che tipo di proprietà sia, specie per la gestione contraddittoria che l’ha contraddistinta fino ad oggi.
Chi difende gli Zhang dice che sono tenuti al laccio dal fair play finanziario e non possono fare grandi investimenti perché l’Uefa potrebbe penalizzare l’Inter. Chi li attacca dice che in realtà sono partiti in un modo e ora operano in un altro, si sono disamorati in fretta del calcio e l’Inter non è una priorità.
Sono vere entrambe le cose probabilmente perché è sufficiente ricordare che, in pieno regime di fair play, il gruppo Suning ha tracciato una linea di discontinuità dalla gestione Thohir ma lo ha lasciato come presidente, si è accollata il debito e ha speso più di 80 milioni affidandosi a Kja Joorabchan, bypassando Piero Ausilio per prendere Gabigol e lanciarlo come fosse Ronaldo, oltre a Joao Mario. Segno che i soldi voleva e poteva spenderli.

Per completare l’opera si è affidata a De Boer, totalmente a digiuno di Italia e lingua italiana, dopo aver mandato via Mancini. Durante il 2017 Steven Zhang, rampollo della famiglia e unico a conoscere l’inglese (ma non ancora l’italiano), si è insediato come reggente dell’Inter, indicando un futuro pieno di soddisfazioni perché, a suo dire, il gruppo Suning è estremamente ambizioso. Alle sue parole e alla solidità si è creduto molto, moltissimo, almeno fino a luglio del 2017.
Da quel momento si è creata una frattura tra l’aspettativa generata dalle parole e le azioni della neo proprietà e la realtà dei fatti, improvvisamente mutata con il cambio di direzione politico affaristica dettata dal Governo cinese (Suning è un’azienda a partecipazione statale). Dai sogni di campagna acquisti di grande livello ad una linea di austerità, asciutta e senza spiegazioni ufficiali, se non attraverso le parole realistiche di Ausilio.

Zhang senior è sparito, Zhang jr ha smesso di parlare ma si è mostrato con un’auto da 2,5 milioni alla festa di Natale e Thohir è riapparso.
Le prestazioni dell’Inter hanno preso, come le altre stagioni, ad andare contromano e a subire incidenti di percorso che hanno minato subito la fiducia.
In linea con la tendenza della squadra, la società ha fatto capire che non farà sforzi, seguendo il principio del fair play e ricorrendo a prestiti.
Nel frattempo trapelano le voci di un addio di Icardi in assenza di Champions League, con Ausilio ad attendere la data di chiusura del calciomercato estivo che quest’anno, con una riforma, potrebbe essere il 31 luglio. L’Inter in un lasso di tempo molto breve dovrebbe dunque aggiornarsi col giocatore per un rinnovo cospicuo, una clausola rescissoria da alzare rispetto agli attuali 110 milioni e trovare l’eventuale degno sostituto.

L’Inter insomma vive di un cambio strategico di Suning, col paravento del bilancio da tenere sano, paga gli stipendi e tiene per mano la squadra ma sembra aver perso improvvisamente la determinazione della proprietà lungimirante che indica una strada, pensa in grande e prepara un futuro radioso. Oggi Suning pensa ad amministrare il presente e tergiversa sul futuro, restando in silenzio. Può accadere tutto ma la dimensione del sogno sembra essere stata messa in solaio.

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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